Inflazione Sileoni (Fabi): "Basta rialzi o si strangolano imprese". Sbarra: "Evitare recessione"
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(Lando Maria Sileoni, segretario generale Fabi)
Il presidente dei bancari avverte: "Chi voleva chiedere un mutuo per comprare una casa, il sogno di una vita, probabilmente dovrà rimandare il suo progetto. Serve maggiore incisività da parte del settore bancario italiano". Il leader Cisl: "Accelerare su Pnrr". Il presidente dell'Eurogruppo Donohoe: "Non c'era altra strada"
"La decisione è comprensibile, perché finora la discesa dell'inflazione non è stata quella sperata. Ma abbiamo già avuto otto rialzi dei tassi in 11 mesi e quello di luglio sarà il nono".
Lo afferma, parlando ai microfoni dell'Ansa il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, commentando i dati della Federazione autonoma bancari italiani sul nuovo, probabile aumento del costo del denaro. "Così facendo - aggiunge - si strangolano le famiglie e le imprese.
Si possono anche stabilire rialzi dei tassi, ma vanno spalmati in più anni. L'aspetto positivo è per le banche e noi questo aspetto lo faremo valere con il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, chiedendo importanti aumenti economici per i 280.000 lavoratori del settore bancario.
Tuttavia, non possiamo ignorare il fatto che le famiglie saranno in difficoltà, le disuguaglianze sociali saranno più ampie e la povertà potrebbe aumentare.
Chi voleva chiedere un mutuo per comprare una casa, il sogno di una vita, probabilmente dovrà rimandare il suo progetto. Serve maggiore incisività da parte del settore bancario italiano sul riconoscimento dei tassi attivi nei confronti dei correntisti".
Scongiurare la recessione
Gli fa eco, sulla stessa tematica interviene dal Piemonte il segretario generale Cisl Luigi Sbarra "Dobbiamo scongiurare il rischio recessione: consolidare, valorizzare, migliorare questa condizione congiunturale favorevole".
"Le autorità europee - ricorda - segnalano una chiusura d'anno con un Pil al rialzo che va oltre le previsioni che il Governo aveva indicato.
Siamo al massimo storico di occupazione con la propensione delle aziende ad assumere con contratti a tempo indeterminato e a stabilizzare il precariato.
Quindi dobbiamo rafforzare tutto questo e la via - indica - è quella del dialogo e del confronto, tra governo e parti sociali, rilanciando gli investimenti pubblici e privati, attuando ed accelerando il Pnrr, mettendo in campo progetti, investimenti e risorse sulle politiche legate alle infrastrutture, all'industria, all'energia, alle politiche sociali, al terziario allargato e contribuendo a prosciugare questo oceano di disparità tra nord e sud del Paese.
Ecco perché pensiamo che, a differenza di altri Paesi - conclude - questa congiuntura economica può essere ancora di più favorevole al nostro Paese".
Donohoe: "Alternativa è povertà"
Il presidente dell'Eurogruppo Paschal Donohoe risponde sulla questione al Parlamento Europeo: "Siamo tutti consapevoli delle conseguenze delle decisioni della Bce. Queste sfide vanno valutate rispetto all'alternativa.
L'alternativa è che se non si riduce l'inflazione in Europa, in particolar modo nella zona euro, ci ritroveremo ad essere più poveri. Se non riusciamo a riportare l'inflazione all'obiettivo di medio termine della Bce, le conseguenze che questo avrà sugli standard di vita nell'Unione europea.
Si faranno sentire nei prossimi anni. Quindi penso che siano necessari provvedimenti per evitare uno scenario di questo genere".
Redazione Cuoreeconomico
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