Infrastrutture, Anas progetta il futuro: "Al lavoro col Mit ma bisogna fare in fretta"

(Roberto Tomasi, AD Autostrade per l'Italia)
L'AD Tomasi: "Dovremo applicarci con ingegno, per realizzare gli investimenti fondamentali per l'Italia, garantendo la redditività e la sostenibilità dell'azienda senza pesare sui conti statali. Stiamo lavorando anche per il potenziamento della rete elettrica"
Nel 2024 "scade il quinquennio regolatorio e dobbiamo rinnovare il Piano economico finanziario per sostenere gli investimenti (il piano prevede oltre 21 miliardi in 50 anni, ndr), ma anche avviare molti grandi progetti infrastrutturali.
Insieme al Mit e all'Authority di settore dovremo applicarci con ingegno, per realizzare gli investimenti fondamentali per l'Italia, garantendo la redditività e la sostenibilità dell'azienda senza pesare sui conti statali".
Lo spiega, in un'intervista a La Stampa, l'AD di Autostrade per l'Italia Roberto Tomasi. I dati di traffico continuano a essere positivi, ma il 2023, tra pedaggi in rialzo e l'inchiesta sulle commesse Anas che riguarda Tommaso Verdini, si è chiuso con qualche polemica.
"In materia di codice appalti son stati fatti grandi passi avanti - commenta -. Anche se è fondamentale che le aziende si dotino di sistemi basati su regole chiare, controlli sempre più efficaci con il supporto dell'intelligenza artificiale e precise attribuzioni di responsabilità, a partire dai manager.
È questo il sistema su cui Aspi ha costruito la sua strategia di investimenti, mettendo in campo una serie di soluzioni ispirate alle linee guida dell'Ocse, riconosciute a livello internazionale come best practice".
La situazione della rete
Sul fronte dell'ammodernamento e potenziamento della rete, "a seguito di una serie di aggiustamenti normativi, abbiamo rieditato tutti i nostri progetti esecutivi", osserva. Fra gli interventi, "abbiamo completato le prime 100 aree di servizio attrezzate e gestite con le colonnine Free To X.
In pratica ogni 50 km si potrà fare una ricarica elettrica veloce. Nel 2024 contiamo di lanciare le gare per altre 108 aree di servizio".
La normativa Ue prevede la possibilità di allungare la durata delle concessioni: "Una ipotesi potrebbe essere quella di bilanciare gli investimenti su diversi periodi concessori - sottolinea l'ad Aspi - in modo da trovare un equilibrio con i necessari adeguamenti tariffari perché non pesino eccessivamente sugli utenti".
Redazione Cuoreeconomico
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