INFRASTRUTTURE. Confcooperative Emilia Romagna, Milza: “Coniugare crescita economica, coesione sociale e sostenibilità”

(Francesco Milza, Presidente Confcooperative Emilia-Romagna)
L’Emilia-Romagna è uno dei principali motori produttivi d’Italia, ma le sfide legate alle infrastrutture stanno diventando sempre più centrali per il suo sviluppo. Dalla necessità di potenziare la rete viaria e ferroviaria fino all’importanza della digitalizzazione e della sostenibilità, il dibattito sulle strategie future è più che mai aperto. Francesco Milza, Presidente di Confcooperative Emilia-Romagna, analizza il ruolo chiave del sistema cooperativo nell’affrontare queste sfide, evidenziando come le cooperative possano contribuire a rendere il territorio più connesso, innovativo e resiliente
Presidente Milza, quali sono le principali sfide che l’Emilia-Romagna sta affrontando in termini di infrastrutture materiali?
“L’Emilia-Romagna è una delle regioni economicamente più dinamiche d’Italia, con una rete infrastrutturale che ha sostenuto lo sviluppo di settori strategici come l’agroalimentare, la meccanica e il terziario avanzato. Tuttavia, oggi affrontiamo diverse sfide e l’attuale situazione non è più adeguata alle richieste delle imprese e delle famiglie. Il potenziamento della rete viaria e ferroviaria, una politica regionale sugli aeroporti e le fiere, la necessità di un sistema logistico più efficiente e sostenibile, l’adeguamento delle infrastrutture alle nuove esigenze ambientali e climatiche: sono tutti temi strategici decisivi per il futuro della regione, che non possono finire vittime di ‘guerre’ tra territori. Inoltre, gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni hanno evidenziato l’urgenza di interventi strutturali per la sicurezza del territorio, dalla manutenzione delle reti idriche alla prevenzione del dissesto idrogeologico, e questo in particolare nelle aree appenniniche e montane”.
Come si inserisce il ruolo delle cooperative in questo contesto?
“Il sistema cooperativo non ha mai fatto mancare il suo contributo nello sviluppo delle infrastrutture regionali, basti pensare all’importante apporto fornito dalle cooperative di costruzione. Ma penso anche all’impegno di tante realtà attive nel settore agroalimentare, energetico, sociale e dei servizi. Oggi il nostro impegno si concentra da un lato sulla richiesta che siano portati avanti gli investimenti necessari per rendere le infrastrutture più sicure, moderne e sostenibili, dall’altro riteniamo che le infrastrutture digitali siano essenziali per la competitività delle imprese e la qualità della vita nelle comunità locali e che debbano essere accessibili per tutti, a partire dalle aree interne. Le cooperative possono essere protagoniste nel colmare il digital divide, sviluppando soluzioni innovative per la digitalizzazione dei servizi pubblici e privati e favorendo una diffusione delle competenze digitali, come abbiamo fatto con il progetto TechTerapy che Confcooperative Emilia Romagna ha promosso insieme ai giovani volontari del Servizio Civile”.
Che rilevanza assumono le infrastrutture immateriali nello sviluppo socio-economico della regione?
“Le infrastrutture immateriali sono ormai un elemento imprescindibile per la crescita economica e sociale delle nostre comunità. L’investimento in formazione e competenze digitali è prioritario per garantire che le imprese e i lavoratori possano sfruttare appieno le opportunità offerte dalla trasformazione tecnologica. Allo stesso tempo, è necessario rafforzare le reti di innovazione e i servizi di accompagnamento per le imprese, promuovendo la collaborazione tra pubblico e privato. Un altro aspetto cruciale riguarda la transizione energetica e la necessità di infrastrutture per la produzione e distribuzione di energie rinnovabili, ambiti in cui le cooperative possono offrire modelli di gestione sostenibili e inclusivi”.
Guardando al futuro, in questo ambito quali sono le priorità per Confcooperative Emilia-Romagna?
“Da un lato, vogliamo continuare a essere attori di primo piano nello sviluppo di un territorio connesso ed efficiente, partecipando a progetti strategici per la logistica, la mobilità sostenibile e la resilienza climatica. Dall’altro, riteniamo essenziale investire in digitale e innovazione, favorendo la creazione di ecosistemi cooperativi capaci di valorizzare le nuove tecnologie e promuovendo l’accessibilità ai servizi digitali in maniera inclusiva, cioè senza lasciare indietro nessuno. L’obiettivo è garantire un modello di sviluppo che coniughi crescita economica, coesione sociale e sostenibilità”.
Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
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