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28/07/2025

INFRASTRUTTURE. In Friuli Venezia Giulia un territorio sempre più connesso, sicuro e sostenibile. Amirante: “Impegno concreto per le aree interne”

(Cristina Amirante, Assessore alle Infrastrutture e Territorio Regione Friuli Venezia Giulia)

Le infrastrutture in un territorio sono fondamentali per connettere territori, favorire gli spostamenti ed evitare lo spopolamento delle aree più disagiate. L’Assessore alle Infrastrutture e Territorio della Regione Friuli Venezia Giulia Cristina Amirante racconta a CUOREECONOMICO le azioni concrete sulle aree interne con l’obiettivo di garantire un territorio sempre più connesso, sicuro e sostenibile.

Quali progetti infrastrutturali sono stati realizzati e quali sono in programma nella Regione Friuli Venezia Giulia?

"Per favorire il collegamento delle aree interne ed evitarne lo spopolamento, le infrastrutture sono ovviamente fondamentali.
La Regione ha messo in campo una serie di azioni finalizzate a migliorare la rete stradale. Una delle strategie adottate è quella di connettere in modo efficace le nuove infrastrutture - attualmente in fase di realizzazione per la Pedemontana- con un sistema viario pedemontano friulano che colleghi le province di Pordenone e Udine. Questo permetterà l’integrazione tra il sistema autostradale A27-A28 e il sistema A23, garantendo collegamenti in direzione di Tarvisio e verso il Veneto attraverso il Friuli Venezia Giulia.

Parallelamente, stiamo sviluppando interventi infrastrutturali fondamentali per la competitività del nostro territorio. Tra i progetti più rilevanti ci sono la variante Cimpello-Sequals-Gemona, la variante di Barbeano, la pista carri da Roveredo in Piano a San Quirino, la Gronda Nord e il nuovo ponte sul Meduna. Queste opere contribuiranno a migliorare la mobilità interna, facilitando i collegamenti tra le aree montane, la pianura e i principali nodi logistici.

L’obiettivo è creare una viabilità regionale efficiente, in grado di favorire il transito veloce delle merci, mentre le strade regionali esistenti manterranno il loro ruolo di connessione tra le aree più interne, con una gestione differenziata del traffico. Questo approccio consente di promuovere lo sviluppo turistico, elemento chiave per la valorizzazione del territorio, insieme ai consorzi di sviluppo industriale, che offrono opportunità occupazionali e rendono il Friuli Venezia Giulia più attrattivo per i residenti.

Il tema delle infrastrutture si intreccia anche con le politiche abitative, fondamentali per garantire alloggi a chi ottiene un contratto di lavoro e proviene da fuori regione. Un sistema di welfare efficace deve includere soluzioni abitative in locazione, mentre la gestione delle ATER (Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale) consente, attraverso specifiche direttive, di fornire risposte stabili alle famiglie che scelgono di stabilirsi in Friuli Venezia Giulia. Dopo un periodo di due anni, è prevista la possibilità di assegnazione ad altre tipologie di infrastrutture residenziali.

Per quanto riguarda il turismo ciclabile, particolarmente sviluppato nelle aree pedemontane, l’obiettivo è quello di collegare le piste ciclabili esistenti in montagna con un sistema integrato. La Regione, sia come soggetto attuatore diretto sia come ente finanziatore in collaborazione con le Comunità di Montagna, sta lavorando per creare una rete efficiente e ben connessa anche al sistema ferroviario.

Un’ipotesi in fase di valutazione riguarda la trasformazione della ferrovia tra Gemona e Sacile in una linea a gestione regionale. Ciò permetterebbe di ridurre i tempi di attesa ai passaggi a livello e di aumentare la frequenza delle corse, migliorando così il servizio. Un esempio già consolidato di integrazione tra ferrovia e cicloturismo è rappresentato dalla Ciclovia Alpe Adria, la più antica della regione, che si è rivelata una soluzione strategica per il turismo. Questo percorso consente di collegare direttamente l’Austria e la montagna friulana con il mare, offrendo un’opportunità di mobilità sostenibile e attrattiva per i visitatori".

È possibile potenziare le infrastrutture regionali, in ottica di sostenibilità?

"Ma il nostro impegno non si ferma qui. Stiamo lavorando a una visione di mobilità integrata che connetta il Friuli Venezia Giulia in maniera sempre più efficiente, non solo attraverso la rete stradale, ma anche valorizzando il trasporto ferroviario e la mobilità sostenibile. Un esempio emblematico è il progetto ADRIONCYCLETOUR, che punta a potenziare il cicloturismo transfrontaliero, integrando le piste ciclabili con altre modalità di trasporto e rendendo la nostra regione un punto di riferimento nel panorama italiano ed europeo.

Un’attenzione particolare è rivolta alla sicurezza del territorio, messa a dura prova dagli eventi franosi degli ultimi due anni. Stiamo intervenendo per ripristinare la viabilità in diverse zone colpite, tra cui Passo Monte Croce Carnico, Clauzetto, Frisanco, Andreis e Pesaris, garantendo infrastrutture più sicure e resilienti.

La manutenzione e il monitoraggio dei ponti che attraversano i numerosi fiumi della regione restano una priorità, così come gli investimenti sulla rete ferroviaria. I lavori in corso sulle linee Venezia-Trieste, Treviso-Pordenone-Udine-Tarvisio (Pontebbana), Sacile-Gemona e Casarsa della Delizia-Portogruaro, il Nodo di Udine, l’accessibilità al Porto di Trieste, agli Interporti, il tutto in stretta collaborazione con il Ministero alle Infrastrutture ed a RFI dimostrano il nostro impegno per un sistema di trasporto pubblico più efficiente e accessibile. In questo senso il sistema di TPL (Trasporto Pubblico Locale) nelle 4 ex provincie, garantisce una copertura capillare su tutto il territorio: 215 comuni. Nessuno escluso.

L’obiettivo della Regione Friuli Venezia Giulia è chiaro: garantire un territorio sempre più connesso, sicuro e sostenibile, con infrastrutture moderne e servizi di mobilità efficienti. Perché uno sviluppo equilibrato passa dalla valorizzazione di tutte le sue componenti, dalle città ai piccoli borghi, dalle pianure alle montagne".

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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