INFRASTRUTTURE. L'Italia tra ritardi e innovazione. Urgente arginare la frammentazione delle competenze per superare il gap competitivo

(Da Sx. Giacinto Della Cananea, Docente Diritto Amministrativo Università Bocconi; Filippo Ubertini, Coordinatore Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale Università di Perugia; Gerardo Canfora, Rettore Università del Sannio)
L'Italia si trova a un bivio cruciale: da un lato, il ritardo accumulato nelle infrastrutture pesa sullo sviluppo economico e sociale del Paese; dall’altro, università e ricerca stanno mostrando come tecnologia e innovazione possano offrire soluzioni concrete
In questa intervista, il professor Giacinto Della Cananea dell’Università Bocconi ha lanciato un monito chiaro: “Abbiamo accumulato un ritardo che l’Italia non può più permettersi.” Secondo il docente, le carenze infrastrutturali non riguardano solo le grandi opere pubbliche, ma anche la capacità amministrativa di progettare e realizzare interventi in tempi ragionevoli. La burocrazia, la frammentazione delle competenze e la scarsità di investimenti strategici hanno contribuito a un gap che si riflette sulla competitività del Paese.
Tuttavia, il panorama non è solo fatto di criticità. L’innovazione tecnologica sta mostrando il suo potenziale nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture. Un esempio viene dall’Università di Perugia, dove il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale sta sviluppando sensori intelligenti, droni e sistemi di intelligenza artificiale per monitorare edifici storici e infrastrutture critiche. Come sottolinea il professor Filippo Ubertini (vedi intervista completa): “la tecnologia deve proteggere il nostro patrimonio culturale”, evidenziando il ruolo cruciale delle competenze digitali nel futuro delle infrastrutture.
Anche l’Università del Sannio sta tracciando una strada innovativa con il progetto TRUST-U, realizzato in collaborazione con ASIA Benevento. Grazie a un sistema IoT brevettato, la gestione dei rifiuti è diventata più efficiente, dimostrando come l’integrazione tra università, aziende e istituzioni possa generare un impatto tangibile sul territorio. Il Rettore Gerardo Canfora (vedi intervista completa) ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato: “Se istituzioni, imprese e università lavoreranno insieme, il territorio potrà offrire opportunità concrete ai giovani.”
L’Italia ha dunque davanti la doppia sfida di colmare il ritardo infrastrutturale e saper cogliere il potenziale dell’innovazione. L’integrazione tra ricerca, tecnologia e governance sarà la chiave per trasformare la debolezza strutturale in un’opportunità di crescita. La strada è tracciata, ma il tempo stringe.
Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
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