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08/08/2025

INFRASTRUTTURE. La Basilicata del futuro investe su competitività e connettività. Bardi: “Stiamo scrivendo una pagina importante nel sostegno alle imprese”

(Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata)

Dalle infrastrutture materiali e digitali alla lotta contro l’emigrazione giovanile, dal sostegno alle imprese alla tutela del territorio e del sistema idrico. La Basilicata del futuro sta mettendo in campo una serie di strategie e investimenti per rispondere alle esigenze del territorio e proseguire nella sua crescita.

Il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi spiega in una intervista esclusiva a CUOREECONOMICO le principali iniziative avviate e i progetti futuri per rendere la Basilicata più connessa, attrattiva e sostenibile.

La Basilicata ha registrato negli ultimi anni una crescita rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno, ma fatica ancora ad integrarsi dal punto di vista delle infrastrutture con il resto del Paese.  Ci sono progetti sul piano delle infrastrutture materiali e immateriali?

La Regione Basilicata ha intrapreso una serie di azioni volte al potenziamento delle infrastrutture grazie soprattutto ai finanziamenti del PNRR. Abbiamo previsto un investimento di 700 milioni di euro per le grandi opere ferroviarie e stradali e che vedono in prima linea RFI e ANAS. Dall’ammodernamento delle linee, al potenziamento tecnologico infrastrutturale, all’acquisto di nuovi e più moderni treni, agli interventi per la connessione di porti e aeroporti. Tutto è finalizzato ad aumentare la competitività e la connettività non solo del sistema logistico intermodale e a migliorare l’accessibilità ferroviaria di diverse aree urbane del Mezzogiorno, ma a fornire quegli elementi indispensabili allo sviluppo dell’intera Basilicata. Cito un solo intervento, quello atteso da anni, la tratta Ferrandina-Matera che andrà finalmente a collegare la Città dei Sassi alla rete ferroviaria nazionale la cui attivazione è prevista per il 2026.
Per quanto riguarda le infrastrutture immateriali abbiamo avviato progetti sulla digitalizzazione, assicurando la connettività ad alta velocità in tutto il territorio, potenziando la competitività delle industrie e agevolando l’espansione internazionale delle aziende. A tal fine abbiamo assegnato 390 milioni di euro di fondi Pnrr per oltre mille progetti finalizzati a fornire internet veloce a cittadini e imprese e ad attivare 35 centri di facilitazione digitale. Sempre grazie al Pnrr abbiamo finanziato per 63,6 milioni di euro 144 progetti per la rigenerazione di piccoli siti culturali, per il patrimonio culturale, religioso e rurale e per l’industria culturale e creativa della Basilicata.

La Basilicata è una terra straordinaria dal punto di vista paesaggistico, ricca di storia e di cultura, ma ancora oggi molti giovani scelgono di spostarsi in altre regioni.  Che tipo di interventi ha in progetto la Regione evitare l’emigrazione giovanile?

L’emigrazione, anche quella giovanile, è sempre esistita. Le persone si spostano per varie ragioni, possono esserci motivi di studio, familiari, professionali, di opportunità e di scelta. È evidente che in questo momento storico si stia registrando un incremento del fenomeno non solo in Basilicata, ma in tutti quei territori poco attrattivi perché lontani o poco connessi con i centri più dinamici del Paese. Dal canto nostro abbiamo programmato una serie di iniziative che dovrebbero fornire un incentivo ai giovani lucani. Con Sviluppo Basilicata, società in house della Regione Basilicata, abbiamo da poco avviato il progetto MT Accademy Smart nell’Hub San Rocco di Matera in collaborazione con Amazon Web Services e Sviluppo Basilicata, un’opportunità per diplomati e/o laureati che vogliono acquisire una competenza professionalizzante in “Cloud Architecting on AWS”. È in fase di avvio la seconda edizione di Innovery Academy, sempre di Sviluppo Basilicata, sulla cybersicurezza che prevede uno stage retribuito e contratto a tempo indeterminato per i più meritevoli.
Abbiamo istituito nuovi corsi di laurea nella nostra Università, ampliando l'offerta formativa dell'Ateneo. Tra i più recenti, il corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, progettato per rispondere alle esigenze sanitarie della popolazione lucana. Con l’Ardsu, inoltre, abbiamo attivato una serie di iniziative a supporto della popolazione studentesca che vanno dalle borse di studio e altri contributi finanziari per sostenere gli studenti nel loro percorso accademico, agli alloggi residenziali, fino al servizio mensa a costi contenuti. Insomma, un’attenzione sempre alta per rispondere adeguatamente alle esigenze selle giovani generazioni.

Dal punto di vista delle imprese, con quali strumenti la Regione andrà a sostenere e rafforzare il tessuto delle piccole e medie imprese?

"La Basilicata sta scrivendo una pagina importante nella storia del sostegno alle imprese. Abbiamo costruito un sistema di aiuti che non si limita a erogare risorse, ma le rende immediatamente operative, perché sappiamo che per le nostre PMI il tempo è un fattore decisivo. Con una dotazione senza precedenti – oltre 291 milioni di euro di misure e strumenti regionali di incentivazione rivolti alle imprese – stiamo intervenendo su due livelli: il sostegno strutturale e la liquidità immediata.
Sul primo fronte, non si tratta di semplici finanziamenti, ma di strumenti pensati per accompagnare le aziende in un percorso di crescita duraturo, con particolare attenzione ai settori tradizionali della nostra economia, come l’agroalimentare e l’artigianato, che devono affrontare le sfide della competitività.
Ma la vera novità è il protocollo siglato con Mediocredito Centrale, che ci permette di anticipare fino al 70% del fondo perduto ancora prima che la pratica sia liquidata dalla Regione. È un meccanismo rivoluzionario per la Basilicata: le imprese ricevono subito ossigeno, senza attendere i tempi della burocrazia. Grazie a questa intesa, già centinaia di aziende hanno avuto accesso a risorse vitali per pagare fornitori, investire in nuovi macchinari o assumere personale. Voglio essere chiaro: non stiamo solo distribuendo soldi. Stiamo costruendo un circuito virtuoso in cui la Regione fa da garante, le banche abbassano le barriere dell’accesso al credito e le imprese possono concentrarsi sul proprio lavoro. I risultati? Li vediamo nei numeri delle domande presentate e nelle storie di chi ha già usufruito di questi strumenti. La nostra ambizione è trasformare la Basilicata in un laboratorio di sostegno alle PMI, dove nessuna buona idea muore per mancanza di liquidità."

Ci sono progetti per la tutela e la salvaguardia del territorio e del sistema idrico, in ottica sostenibile?

La sicurezza del territorio e la gestione sostenibile delle risorse idriche sono priorità assolute per questa Regione, come dimostrano gli interventi strutturali e le strategie innovative che stiamo portando avanti. Parto da un dato concreto: solo negli ultimi anni abbiamo destinato oltre 30 milioni di euro alla lotta contro il dissesto idrogeologico, con un’accelerazione significativa nel 2023. Ma non ci fermiamo qui.
Per quanto riguarda il sistema idrico, stiamo lavorando su due fronti: la tutela delle infrastrutture esistenti e la costruzione di nuove opere per garantire resilienza e sostenibilità. Un esempio emblematico è il Piano per la diga del Rendina, un’infrastruttura strategica per la Basilicata, che abbiamo inserito in un progetto più ampio da 113 milioni di euro finanziato dal PNRR. Questi fondi ci permetteranno non solo di potenziare l’invaso, ma anche di modernizzare la rete idrica regionale, riducendo perdite e sprechi.
La crisi idrica del novembre 2024, legata a eventi climatici estremi, ci ha ricordato quanto sia urgente agire. Come Commissario all’emergenza ho risolto la crisi in meno di 40 giorni evitando che 140.000 lucani restassero senz’acqua. Ad oggi grazie ad un sollecito puntuale e costante siamo riusciti a far completare i lavori ad Acque del Sud SPA sulla Diga del Camastra e così l’ufficio dighe nazionale ha permesso dio aumentare la capacità di invasamento da 9 a 11 milioni di mc. Per evitare che queste criticità si ripropongano in futuro, abbiamo avviato una serie di interventi mirati: monitoraggio avanzato, con sensori e tecnologie digitali per prevedere criticità nelle reti idriche e nei bacini; misure antispreco, campagne di sensibilizzazione e investimenti per ridurre le dispersioni (oggi al 45%, obiettivo: -20% entro il 2026); collaborazione con l’Università della Basilicata, per studiare soluzioni innovative, come il riutilizzo delle acque reflue in agricoltura.

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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