INFRASTRUTTURE. Vincenzo Sorella (Riccini):“Il futuro? Sostenibilità e digitalizzazione per un sistema più resiliente”

(Ing. Vincenzo Sorella, Responsabile dell’Ufficio Tecnico Riccini Srl)
Fondata nel 1952, l’azienda Riccini ha attraversato decenni di evoluzione, passando dalla produzione di tubi in cemento per le ricostruzioni post-belliche a soluzioni innovative per le infrastrutture moderne. In questa intervista, l’Ing. Vincenzo Sorella, Responsabile dell’Ufficio Tecnico, racconta come l’azienda coniughi qualità, sostenibilità e digitalizzazione per affrontare le sfide del presente e costruire un futuro più responsabile.
Riccini è nata producendo tubi in cemento per le ricostruzioni post-belliche. Come si è evoluta l’azienda per rispondere alle esigenze delle infrastrutture moderne?
“Sin dalla fondazione nel 1952, Riccini Srl intraprende un continuo percorso di sviluppo. Produzioni, gamma e segmenti di mercato coperti crescono seguendo la filosofia aziendale basata su qualità, cura del cliente, rispetto dell’ambiente, affidabilità, serietà. Riccini ha lo sguardo rivolto al futuro, allo sviluppo di prodotti e lavorazioni moderni e sostenibili. Oggi produce tubi per reti fognarie, irrigazione, drenaggi, perforazioni verticali, bonifiche ambientali, geotermia, trasporto gas e fluidi in pressione, tunnelling, applicazioni su viadotti, trenchless o in discarica, TLC e fibre ottiche, cavidotti. Particolare cura è posta nella scelta di materie prime, con sempre maggiore utilizzo di plastiche rigenerate di seconda vita. Il Sistema Integrato Riccini di gestione è certificato ISO 9001, 14001, 45001 per Qualità, Ambiente, Sicurezza e Benessere e UNI/PDR 125:2022 sulla parità di genere.”
La certificazione ISO 9001 ottenuta nel 1997 testimonia il vostro impegno per la qualità. Come influisce questo approccio sui vostri progetti infrastrutturali?
“Il nostro impegno continuo per garantire la qualità dei prodotti forniti al mercato si evidenzia anche negli importanti investimenti definiti nell’ultimo quinquennio: sono state rinnovate la maggior parte delle linee produttive al fine di ottimizzare la produzione e ridurre il consumo di energia elettrica. Inoltre è stato avviato un processo di digitalizzazione per la tenuta sotto controllo dei processi e dei prodotti. Infine sono state implementate procedure organizzative volte a migliorare l’impatto sull’ambiente e l’approccio alla salute e sicurezza dei lavoratori (ottenendo anche la certificazione del Sistema di Gestione della Sicurezza conformemente alla norma ISO 45001).”
Con oltre 60 anni di esperienza, come valuta l’impatto delle normative ambientali sulla progettazione delle infrastrutture idriche?
“Il futuro della progettazione infrastrutturale deve puntare a soluzioni che coniughino riduzione dell’impatto ambientale, resilienza climatica ed efficienza energetica, per costruire un sistema più sostenibile e inclusivo. L’effettiva sostenibilità delle infrastrutture dipende dalla capacità di integrare valutazioni ambientali e progettazione responsabile, coinvolgendo attivamente, oltre che i gestori del servizio idrico integrato, anche stakeholder e cittadini. L’adozione di strategie integrate, l’uso delle energie rinnovabili e il miglioramento della gestione delle risorse idriche rappresentano sfide cruciali per il settore. Solo attraverso un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e società civile sarà possibile garantire un equilibrio tra crescita economica e protezione dell’ambiente, ponendo le basi per un futuro realmente sostenibile.”
In che modo Riccini integra le infrastrutture immateriali, come la digitalizzazione, nei processi produttivi?
“Il processo di digitalizzazione per la tenuta sotto controllo dei processi e dei prodotti è stato avviato nel 2022 ed è stato strutturato in diversi passaggi logici, da perseguire nel tempo. Ad oggi sono attive procedure automatiche digitali per il carico dei prodotti e dei semilavorati a magazzino, per la tenuta sotto controllo delle attività manutentive e di produzione, per il monitoraggio degli assorbimenti di energia elettrica. Nel corso del 2025 verranno fatti ulteriori passi avanti al fine di monitorare in modo puntuale l’utilizzo delle materie prime e dei materiali e automatizzare quindi anche il carico e scarico delle stesse con gestione delle scorte e alert predefiniti in base a rimanenze e carico produttivo.”
Qual è stato il progetto più sfidante?
“Il progetto più sfidante, tuttora in fase realizzativa, è relativo all’attenzione alla sostenibilità che oggi è un obiettivo urgente ed essenziale per le aziende di tutti i settori. Abbiamo intrapreso un percorso per definire il ciclo di vita dei nostri prodotti, la cosiddetta analisi LCA, uno strumento d’indagine che consente di monitorare e valutare gli impatti ambientali derivanti da un sistema-prodotto considerandone l’intero ciclo di vita, a partire dall’estrazione delle materie prime fino alla dismissione, sia essa intesa come smaltimento in discarica, incenerimento, riciclo o riuso. La meta è chiara ed è stata definita, ma stiamo rilevando che il percorso che abbiamo intrapreso per raggiungere l’obiettivo è ancora più interessante della finalità da raggiungere, in quanto diventa importante stimolo di crescita per tutti i settori aziendali implicati nel progetto.”
Claudia Boccucci
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