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27/01/2026

INNOVAZIONE. Friuli Venezia Giulia, 13mila pannelli fotovoltaici per il recupero ambientale di una cava. Rosolen: “Primo esempio su scala internazionale di un'infrastruttura di ricerca”

"Questa iniziativa rappresenta il primo esempio su scala internazionale di un'infrastruttura di ricerca che persegue con determinazione la propria sostenibilità energetica. Attraverso il recupero ambientale di questa cava, l'area ospiterà 13mila pannelli fotovoltaici che garantiranno a Elettra Sincrotrone circa il 20% del proprio fabbisogno energetico. Si tratta di un traguardo che rafforza ulteriormente la vocazione del nostro territorio per la ricerca d'avanguardia e l'innovazione".

Lo ha detto a Trieste l'assessore regionale all'Università e ricerca Alessia Rosolen a margine di un sopralluogo effettuato in "Cava Pietra Scoria" (situata in parte nel Comune di San Dorligo Della Valle - Dolina e in parte nel Comune di Trieste), che è stata individuata come luogo per l'installazione dell'impianto fotovoltaico che fornirà energia a Elettra-Sincrotrone nell'ambito del progetto "Green Energy".

Questo progetto, nel dettaglio, come ha spiegato l'assessore, nasce da un'esigenza molto concreta: negli ultimi anni, l'impennata dei costi di elettricità e gas ha costretto il Centro di ricerca Elettra-Sincrotrone Trieste a tagliare la propria attività scientifica di circa il 40%. Per risolvere questo problema e tornare a operare a pieno regime, l'ente ha ideato un piano per produrre energia in autonomia attraverso la realizzazione di un parco fotovoltaico di nuova generazione.

L'iniziativa prevede l'installazione di un impianto ad altissima efficienza nella Cava Pietra Scoria, un'area che è attualmente in fase di ripristino ambientale. Il progetto non è solo una soluzione energetica, ma un vero e proprio laboratorio tecnologico: verranno utilizzati pannelli bifacciali in grado di catturare la luce da entrambi i lati e un sistema di sensori avanzati per monitorare le prestazioni. Una volta a regime, l'impianto coprirà circa il 20% del fabbisogno elettrico del centro, permettendo, insieme alla nuova macchina Elettra 2.0 (attesa per il 2026), di ristabilire il 100% delle attività di ricerca.

Lo stanziamento regionale ammonta a 5,5 milioni di euro ed è finalizzato all'acquisto dell'area e a prepararla a ospitare i pannelli.

Secondo Rosolen, in sostanza, la Regione ha deciso di mettersi alla guida di questo progetto agendo su due binari paralleli: quello del risorse e quello della burocrazia. Sul fronte economico, la Regione ha stanziato 5,5 milioni di euro per il 2025, una cifra pensata appositamente per riscattare l'area della cava e preparare il terreno ai pannelli; si tratta però solo di un primo passo, dato che l'investimento complessivo per far partire l'opera si aggira sui 21 milioni di euro.

Ma, come ha osservato in conclusione l'assessore, non è solo una questione di fondi. Per avviare il progetto, la Regione ha dovuto anche fare da "regista" tra i vari uffici e i comuni coinvolti, firmando accordi che hanno permesso di superare con successo i controlli ambientali e archeologici. Tutto questo sforzo serve a raggiungere un traguardo concreto: da una parte si vuole proteggere il settore della ricerca scientifica, aiutando i centri del territorio a pagare meno l'energia, e dall'altra si punta alla sostenibilità, visto che l'impianto eviterà di immettere in atmosfera circa 110mila tonnellate di CO2.

Redazione CUOREECONOMICO
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