INNOVAZIONE. Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Rettore Giovanni Molari: “Il cambiamento è un’opportunità da cogliere”

(Giovanni Molari, Rettore Alma Mater Studiorum – Università di Bologna )
L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna è impegnata a trasformare le sfide in opportunità, puntando su innovazione, sostenibilità e collaborazione con il mondo produttivo. Il Rettore Giovanni Molari racconta come l'università sta affrontando l'impatto dell'intelligenza artificiale, il rafforzamento delle infrastrutture e il futuro delle collaborazioni con il territorio
Quali sono le principali sfide infrastrutturali che l’Ateneo affronta oggi?
“In questo momento è la rapida diffusione dell’intelligenza artificiale generativa che pone le principali sfide infrastrutturali a tutte le Università. Il nostro Ateneo sta affrontando questo cambiamento attraverso diverse direttrici di intervento: definizione di linee guida per orientare l’uso responsabile dei sistemi di intelligenza artificiale generativa, percorsi di formazione, sperimentazioni didattiche con strumenti di IA e prototipi di assistenti testuali a supporto di alcuni ambiti amministrativi per valutarne sia la compliance normativa sia la sostenibilità economica ed ambientale. La crescente digitalizzazione dell’Università, anche attraverso l’intelligenza artificiale, e il mutato contesto geopolitico, richiedono anche di irrobustire le infrastrutture tecnologiche per mitigare i rischi legati ad attacchi di sicurezza informatica. Trovare il giusto equilibrio tra la compliance normativa e le necessità di flessibilità operativa tipica di un’organizzazione universitaria rappresenta un’altra grande sfida”.
Gli accordi con le imprese e istituzioni contribuiranno allo sviluppo delle infrastrutture universitarie?
“Per l’Alma Mater è molto importante stringere accordi con le più importanti realtà associative e imprenditoriali. Per quel che riguarda le infrastrutture, Unibo ha in essere diverse collaborazioni con realtà che hanno portato al consolidamento sia delle proprie infrastrutture che dei rapporti con il territorio. Si tratta, ad esempio, di laboratori di ricerca congiunti, realizzati sia internamente all’Ateneo che presso le aziende, nei quali ricercatori universitari e delle imprese coinvolte sviluppano congiuntamente ricerche avanzate in specifici ambiti, con un impegno anche di spazi ed attrezzature. In particolare, negli ultimi due anni, abbiamo realizzato dei laboratori di ricerca con due importantissime aziende: il primo, in ambito elettrochimico per lo studio di nuove batterie, negli spazi dell’Alma Mater, ed il secondo, presso un’impresa, in ambito robotico. Un’altra importante modalità di collaborazione con il mondo produttivo consiste nel Dottorato di Ricerca, che consente ad una azienda di proporre un argomento innovativo sul quale il dottorando potrà poi andare a sviluppare la propria attività di ricerca”.
Come si può rendere il sistema infrastrutturale più efficiente e sostenibile?
“Tante le iniziative avviate dall’Ateneo, la prima prevede la graduale installazione in tutti gli spazi di un sistema di sensoristica integrato in grado di monitorare i parametri ambientali e - attraverso una piattaforma informatica di monitoraggio, analisi e controllo basata sull’utilizzo di tecniche di intelligenza artificiale - individuare le possibili ottimizzazioni in termini di consumo energetico. La seconda riguarda la didattica. Da tre anni l’Ateneo ha, infatti, avviato un piano di riqualificazione e adeguamento delle attrezzature presenti negli spazi didattici che, oltre a puntare ad elevare la qualità dell’esperienza da parte degli studenti, pone attenzione sugli aspetti di impatto ambientale. Per esempio con la sostituzione dei vecchi proiettori ad alto consumo energetico e dotati di parti di ricambio critiche in termini di smaltimento, con una nuova generazione basata su tecnologia laser a consumo molto più ridotto e privi di parti di ricambio”.
Sono previsti investimenti per migliorare gli spazi fisici e digitali dell'Ateneo?
“Il PNRR ha costituito per l’Alma Mater una grande opportunità di crescita in termini di attrezzature e infrastrutture, consentendo investimenti ingenti per l’acquisto di strumentazione all’avanguardia. Parallelamente, l’Ateneo ha investito poco più di 4 milioni di euro sul progetto Alma Attrezzature, pensato per finanziare il rinnovo delle attrezzature per la ricerca scientifica e promuovere la condivisione di infrastrutture e laboratori, favorendo l'interazione tra gruppi di ricerca e l'uso comune delle risorse”.
Bologna può diventare un riferimento per altre università?
“L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna si caratterizza per infrastrutture tecnologiche capaci di innovare le pratiche educative, di ricerca e di semplificare la gestione dei processi amministrativi nel rispetto dell’integrità accademica, della tutela della persona e dell’ambiente. Diversi sono i progetti di digitalizzazione innovativi attualmente in corso, su cui ci confrontiamo con altre Università. Tra i principali possiamo citare i processi di gestione del dottorato e quelli che riguardano il personale, i processi di gestione del patrimonio immobiliare e quelli legati alla gestione dei consumi energetici. In particolare, il sistema di sensoristica integrato, cruciale per il nostro Piano Energetico, rappresenta un possibile modello di riferimento per quelle università che intendono ridurre i consumi energetici e promuovere l'efficientamento energetico degli edifici. Grazie al PNRR si stanno potenziando anche le infrastrutture di calcolo/storage a supporto della ricerca, tra cui anche piattaforme condivise in ambito biomedico. Si stanno predisponendo infrastrutture di preservazione anche a lungo termine dei dati legati al patrimonio culturale e all’open science e si sta sviluppando un ecosistema digitale di accesso ai servizi basato sull’identità digitale europea EIDAS2 attraverso la partecipazione come unica università italiana a progetti digital europe e pilot europei specifici sul tema”.
Claudia Boccucci
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