INNOVAZIONE. Università del Sannio, Rettore Gerardo Canfora: “L’Ateneo può diventare un esempio virtuoso di sviluppo sostenibile"

(Gerardo Canfora, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi del Sannio)
In un dialogo aperto sulle sfide e le opportunità del territorio, Gerardo Canfora, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi del Sannio, racconta l’impegno dell’Ateneo nel promuovere innovazione, formazione e sinergie con le istituzioni locali. Tra progetti all’avanguardia, come TRUST-U per la gestione dei rifiuti, e un’attenzione costante alla crescita delle competenze digitali e infrastrutturali, l’Università si pone come motore di trasformazione per il Sannio, con uno sguardo al futuro che punta su sostenibilità e opportunità per i giovani
In che modo l'Università del Sannio collabora con le istituzioni locali per migliorare le infrastrutture materiali e immateriali della regione?
“L'Università del Sannio ha sempre perseguito una missione di sviluppo territoriale, operando in sinergia con enti pubblici e privati, con il mondo industriale e con quello delle professioni. Elencare le tante iniziative sarebbe impossibile, ma un esempio voglio farlo, il progetto TRUST-U, un’iniziativa che coniuga ricerca e innovazione per rispondere alle sfide della transizione ecologica e digitale nel settore della gestione dei rifiuti. Il progetto è frutto di un accordo quadro fra l’Ateneo e ASIA Benevento S.p.A, la società in house providing del Comune di Benevento che gestisce il servizio rifiuti, ed ha portato allo sviluppo di sistema brevettato HW-SW basato su IoT per l’identificazione automatizzata dei rifiuti indifferenziati tramite transponder RFID. Un progetto che non solo ha consentito di migliorare l’efficienza operativa del servizio, ma che ha favorito la creazione di un ecosistema di innovazione con università, aziende e istituzioni, per il trasferimento di know-how e la formazione on-the-job”.
Quali sono, secondo Lei, le priorità infrastrutturali per il territorio e come l'Ateneo può contribuire al loro sviluppo?
“Le aree interne della Campania, e in particolare il Sannio, soffrono di un ritardo infrastrutturale che riguarda sia la mobilità fisica sia i collegamenti digitali. La carenza di collegamenti efficienti rappresenta uno dei principali ostacoli allo sviluppo, limitando l’attrattività del territorio per le imprese e ostacolando l’accesso ai servizi essenziali per i cittadini. Anche in questo contesto, il nostro Ateneo è costantemente al fianco delle istituzioni per supportarne le attività di progettazione innovative e di qualità. Cito, a titolo d’esempio, il lavoro che ha portato alla certificazione di sostenibilità dell’infrastruttura ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari con il massimo punteggio, platinum, secondo il protocollo internazionale Envision. Ma le infrastrutture materiali non sono l’unico neo del territorio, dove si registra un marcato digital divide, sia strutturale sia di competenze, in particolare nella Pubblica Amministrazione. Ecco perchè abbiamo avviato un programma di sviluppo delle competenze digitali per la pubblica amministrazione, attraverso corsi di formazione rivolti ai dipendenti su tematiche come la gestione dei dati, la sicurezza informatica e l’intelligenza artificiale applicata ai servizi pubblici”.
In che modo l'Università sta preparando gli studenti a diventare professionisti capaci di affrontare le sfide infrastrutturali del territorio, sia in ambito materiale che immateriale?
“Prima di tutto, attraverso un’offerta formativa di qualità, aperta all’innovazione didattica, attenta alla crescita non solo professionale ma anche umana dei giovani, sensibile alle esigenze del mondo del lavoro, ma con lo sguardo lungo sul futuro che ci aspetta. La dimensione di piccolo Ateneo ci consente di coinvolgere i nostri studenti in attività di laboratorio e sul campo, con un impatto positivo sulla capacità di sviluppare armonicamente i saperi, ossia le conoscenze teoriche e metodologiche, e il saper fare. Ma non ci fermiamo alle aule universitaarie. Consapevoli delle esigenze di un mondo del lavoro in tumultuosa evoluzione, lavoriamo in rete con istituzioni, imprese e associazioni per promuovere una filiera formativa di qualità. Ne è un esempio la nostra partecipazione attiva a tre ITS per la formazione di tecnici in tre aree strategiche, la transizione energetica, la trasformazione digitale e l’edilizia sostenibile”.
Come vede il futuro delle infrastrutture nel Sannio nei prossimi dieci anni?
“Ci vorrebbe la sfera di cristallo, e io da ingegnere sono abituato a ragionare su dati e fatti. Oggi vedo un territorio con grandi risorse e potenzialità. Penso alle risorse naturali, alla bellezza del paesaggio, alle tradizioni, al patrimonio storico-artistico e culturale, per fare qualche esempio. Soprattutto, vedo un territorio fucina di talenti e creatività, i tanti giovani che si formano nelle nostre aule e che troppo spesso devono scegliere di spendere altrove le loro competenze. Noi continueremo a lavorare per essere un motore di trasformazione, contribuendo con la nostra ricerca, formazione e attività di innovazione a creare opportunità concrete di crescita per i giovani. Se il territorio saprà cogliere queste opportunità, se ci sarà una sinergia efficace tra istituzioni, imprese e università, il Sannio potrà diventare un esempio virtuoso di sviluppo sostenibile, in cui le infrastrutture fisiche e digitali lavorano insieme per migliorare la qualità della vita e creare nuove opportunità economiche”.
Claudia Boccucci
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