Intelligenza artificiale: "Italia ha mezzi ma manca azienda leader"

Durante un'indagine conoscitiva presso la Commissione Attività produttive della Camera, gli esperti hanno puntato l'indice sulla necessità di trovare una realtà in grado di poter competere con i grandi colossi stranieri
Durante un'indagine conoscitiva presso la Commissione Attività produttive della Camera sui temi legati all'Intelligenza Artificiale (IA), esperti del settore hanno sollecitato l'importanza di puntare su un "campione" italiano nell'ambito dell'IA.
L'obiettivo è creare un'azienda nazionale robusta, in grado di competere con i colossi stranieri, per affrontare le sfide e cogliere le opportunità nel campod ell'IA nel nostro Paese.
Annarosa Pesole, economista del lavoro digitale e consigliera economica e tecnologica del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha sottolineato che le IA sono già parte integrante della vita quotidiana, evidenziando l'importanza di una normativa europea, l'AI Act, che mira a garantire sicurezza e diritti dei cittadini nell'utilizzo dell'IA.
Tuttavia, ha avvertito dei rischi di sbilanciamenti nel testo, con il pericolo di un'auto-regolamentazione delle grandi aziende.
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Un problema chiave sollevato dagli esperti è la mancanza di un "campione" nazionale italiano nel settore dell'IA, con il tessuto imprenditoriale prevalentemente composto da numerose PMI. Secondo Pesole, affrontare questa sfida richiederà una significativa digitalizzazione, possibilmente senza limitare la ricerca pubblica e la cultura open source.
Cosa dicono gli esperti
Battista Biggio dell'Università di Cagliari ha enfatizzato l'importanza di evitare di soffocare la ricerca e i modelli open source, avvertendo che ciò potrebbe compromettere la capacità dell'Italia di competere globalmente nel settore dell'IA.
Ernesto Damiani, presidente del Consorzio interuniversitario nazionale per l'informatica, e Luigi Martino, direttore del Center for Cyber Security and International Relations Studies, hanno proposto di favorire la creazione di un "campione" nazionale nel settore dell'IA, analogamente a quanto fatto per la cybersecurity.
Giorgio Metta, direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia, ha sottolineato la necessità di incrementare il numero di professionisti qualificati nel settore, affrontando la carenza strutturale di operatori qualificati in Italia.
Redazione Cuoreeconomico
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