ven 30 gen 2026

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Iosa (Confapi Terni):’La distanza tra economia reale ed economia finanziaria potrebbe contribuire ad alimentare periodi economici negativi’

(Andrea Iosa, Confapi Terni)

Il sistema bancario italiano sta vivendo una fase di contrazione con la chiusura di numerosi sportelli, che, nel 2024 sono stati più di 500 e, anche nel 2025, si sta mantenendo un trend negativo. Tuttavia, la chiusura di filiali, non impedisce alle banche di registrare utili faraonici. Questo fenomeno, la "desertificazione bancaria", penalizza soprattutto le aree interne e più disagiate (che rappresentano circa il 34% del territorio italiano), creando un circolo vizioso di riduzione dei costi per gli istituti e impatti negativi su comunità (spopolamento e chiusura delle Pmi) e occupazione.
In questo contesto l’Italia sta perdendo quella caratteristica del sistema del credito ‘diffuso’ che aveva contraddistinto in passato lo sviluppo economico così ben distribuito sul territorio nazionale. Oggi tutto questo sembrerebbe compromesso con le ricadute su lavoro, spopolamento, chiusura di Pmi e restrizioni creditizie.

‘L’attuale sistema economico italiano, bancocentrico per sua natura, sta attraversando un periodo di vivacità in termini di aggregazioni bancarie che sta incidendo sulla operatività dei singoli istituti bancari coinvolti. Tali operazioni straordinarie impattano in maniera importante sui territoti di riferimento, avendo come conseguenza primaria quella di portare alla chiusura di sportelli non più strategici (apparentemente) in ottica di nuovi gruppi finanziari che si stanno via via formando.

Le conseguenze di tali operazioni le stano pagando per lo più i cittadini e le imprese, in termini di carenza di servizi bancari ricevuti e accessibilità ai vari prodotti offerti dalle singole banche (in ottica consulenziale).

Il rapporto banca impresa del territorio, che per anni ha rappresentato il motore di sviluppo del territorio nazionale, per lo più caratterizzato dalla forte presenza di PMI, a causa dei fenomeni sopra descritti si sta indebolendo sempre più, a vantaggio della standardizzazione sistemica che viene alimentata da grandi Gruppi Finanziari.

Tale distanza che si viene a creare tra Cliente (Impresa) e Banca impatta negativamente sui settori più radicati ai territori di riferimento, che purtroppo spesso scontano il fatto di avere Codici Ateco tradizionali non in linea con le “mode” economiche del momento. Spesso si tratta di aziende molto capitalizzate, a matrice familiare, che riescono con difficoltà ad esprimersi senza un contatto diretto con i consulenti bancari (troppo spesso ancorati alle proprie filiali piuttosto che motivati a vedere da vicino come vengono spesi i soldi erogati per investimento / circolante).

La situazione sopra descritta contribuisce in maniera negativa allo sviluppo delle pmi (per lo più tradizionali) a beneficio di un approccio finanziario (anziché reale) che contraddistingue l’attuale cultura diffusa a livello bancario generale. Tale distanza tra economia reale ed economia finanziaria, che in passato ha contribuito a grandi crisi finanziarie, se non gestita in maniera appropriata, potrebbe contribuire ad alimentare periodi economici negativi a svantaggio di tutto il sistema. 

Da ultimo giova in questa sede ricordare come sia fondamentale accrescere la cultura finanziaria tra gli imprenditori, troppo spesso incapaci di districarsi tra le varie proposte finanziarie offerte, in quanto scevri da nozioni di finanza e banca che potrebbero fare la differenza sulle scelte di breve e soprattutto lungo periodo’.

Di Andrea Iosa, Confapi Terni
(Riproduzione riservata)

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