Kofler (Consorzio Vini Alto Adige): «Il settore vola grazie ad investimenti su irrigazione. Ma occorre rivedere la Pac»

(Andreas Kofler, presidente di Consorzio Vini Alto Adige)
Il presidente dell’associazione: «Caro prezzi ha alzato il costo di produzione, ma nonostante questo l’export ha raggiunto numeri importanti»
Se in diverse zone d’Italia la siccità ha messo in difficoltà il settore agroalimentare, in Trentino Aldo-Adige l’impatto del caldo è stato poco determinante. Proprio così.
Grazie agli investimenti «L’impatto è stato relativo in quanto nell’arco alpino la siccità non è stata così estrema come per altre zone della penisola.
In Alto Adige negli ultimi anni sono stati fatti investimenti importanti sugli impianti di irrigazione a goccia che ad oggi ha garantito alle nostre vigne un tasso di umidità sufficiente», dice Andreas Kofler, presidente di Consorzio Vini Alto Adige.
Oltre all’innovazione nei processi produttivi, il settore vitivinicolo altoatesino rappresenta un segmento virtuoso nell’export, tanto che nell’ultimo anno ha registrato per la prima volta il valore di 614 milioni di euro di vendite fuori dall’Italia.
Ciò nonostante i produttori di vino si trovano in difficoltà, a cominciare dalla ricerca di manodopera sia fissa che stagionale e dell’aumento dell’energia elettrica.
Presidente, gli effetti della guerra in Ucraina si fanno sentire anche nel vostro settore.
«Sì, anche noi sentiamo l’impatto della guerra su tutta la filiera vitivinicola a causa dell’incremento dei costi. A crescere infatti non è stato solo il prezzo della produzione del vetro, della carta e degli imballaggi.
A ciò vanno anche segnalati gli incrementi dei costi dell’energia elettrica e dei carburanti che ci auspichiamo vengano arginati al più presto con misure concrete».
Rimanendo in tema di energia, crede che in questo momento di incertezza occorra allungare o accorciare i tempi della transizione verso le fonti rinnovabili?
«Accorciarli il più possibile, secondo la logica che prima diventiamo autonomi dal punto di vista energetico meglio è».
Che effetto ha dato la cancellazione dei voucher sulla ricerca della manodopera?
«La cancellazione dei voucher ha avuto un impatto negativo sulla ricerca della manodopera in quanto l’ha resa molto più difficile in particolar modo per quel che riguarda il periodo della vendemmia».
Crede che il governo che verrà debba mantenere il Ministero del Turismo?
«In Alto Adige l’enoturismo rappresenta un comparto per noi davvero importante e al di là dello specifico Ministero a cui spetterà gestire questa materia resta invece fondamentale dedicare risorse, competenze e energie per garantire lo sviluppo di questo settore nevralgico non solo per il nostro territorio ma più in generale per tutta l’Italia».
Crede che la Pac debba essere rivista?
«Ritengo sicuramente che gli obiettivi e le misure della Pac andrebbero riattualizzati in base al nuovo contesto e alle nuove sfide che stiamo affrontando».
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com












