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12/05/2023

L'alta velocità per far uscire le Marche dall'isolamento e dare una spinta al Pil

Presentato ad Ancona uno studio di Confindustria per la realizzazione dell'alta velocità attraverso la trasformazione della Ferrovia Adriatica in metropolitana di superificie: 95 miliardi di ricadute sul Pil nazionale e quasi 15000 nuovi posti di lavoro. il viceministro Bignami: "Abbiamo dato mandato ad Rfi di studiare il progetto"

Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Galeazzo Bignami è intervenuto ad un convegno promosso da Confindustria Ancona dal titolo “La nuova linea ferroviaria adriatica e l’alta velocità, volano per lo sviluppo economico” e ha  illustrato i numeri di uno studio riguardante un progetto per l’arretramento della linea adriatica e mostrare le potenzialità dell’Alta velocità anche su questa dorsale.

"Abbiamo dato un mandato a Rfi di studiare un progetto che porti l’Alta velocità nelle Marche ad Ancona ma anche in Molise e in Abruzzo, consentendo un prolungamento su tutta l’Adriatica ormai necessario", ha detto.

"Il governo Meloni - ha sottolineato Bignami - ha trovato una situazione in cui, con un gioco al ribasso, qualcuno si accontentava di soluzioni by pass che per noi non sono soluzioni evidentemente condivisibili.

È il motivo per cui abbiamo dato un mandato a Rfi di studiare un progetto che porti l’Alta velocità nelle Marche, ad Ancona, ma anche in Molise e in Abruzzo, consentendo un prolungamento su tutta l’Adriatica ormai necessario".

I dettagli dello studio

L’impatto dell’alta velocità sulla dorsale adriatica, secondo lo studio sarà di 95 miliardi di Pil generato nel Paese, 144000 posti di lavoro stabili a tempo pieno a fronte di 44 miliardi di spesa complessiva.

Nelle regioni coinvolte - stima lo studio - il solo cantiere del progetto contribuisce ad una crescita del Pil pari in media allo 0,6% su base annua, mentre a livello nazionale il contributo alla crescita si attesta intorno allo 0,4%.

Il progetto, prevede l’arretramento di circa 610 chilometri  della tratta ferroviaria, di cui un 20% ricadente nel territorio dell’Emilia Romagna, un 25% nelle Marche, un 20% in Abruzzo, un 5% in Molise e un 30% in Puglia.

L'operazione darebbe notevole impulso al turismo con l’incremento della qualità e del volume del traffico passeggeri, recupero delle aree a ridosso della costa impegnate dalla vecchia linea ferroviaria, espansione industriale con miglioramento dei servizi di logistica, ma anche riduzione dell’inquinamento acustico e ampliamento dei servizi di trasporto per lavoratori e turisti. Il tempo di realizzazione dell’opera infrastrutturale stimato nello studio è di 13 anni,

Bocchini: opera strategica, non solo per le Marche

"Un’opera non per le Marche, non per l’Italia, ma per l’intero sistema viario – infrastrutturale europeo – sottolinea il presidente di Confindustria Ancona Pierluigi Bocchini – , Dalla ‘semplice’ fase di cantierizzazione, le imprese e le regioni che avranno i maggiori benefici, saranno quelle del Nord, una infrastruttura per il Paese, non per le Marche o per l’Abruzzo e di questo dobbiamo tener conto, perché significa punti di Pil nazionale".

Si tratterebbe dunque di una leva di sviluppo sull’economia nazionale e regionale, che muoverebbe tutte le filiere produttive con un impatto diretto, indiretto e di indotto.

Le spese di cantiere interesserebbero per un 40% l’altra manifattura e per un 30% le costruzioni 30%, per un 20% il settore dei mezzi di trasporto, strumenti elettronici e elettrici, per un 10% il real estate e i servizi alle imprese.

Secondo l’analisi del Centro Studi di Confindustria a beneficiare del potenziamento è innanzitutto la Lombardia con 18,4 miliardi di Pil, quasi 30 mila occupati e 5,5 miliardi di entrate fiscali, seguita da Lazio (12,1 miliardi di Pil, 19 mila occupati e 4,4 miliardi di entrate fiscali) e Campania (9,2 miliardi di Pil, quasi 15 mila occupati e 3,7 miliardi di entrate fiscali).

 Inoltre, l’investimento, durante la fase di realizzazione del progetto, andrebbe ad attivare principalmente il settore manifatturiero, insieme a quelli della strumentazione elettronica e delle costruzioni, mentre il comparto dei servizi è sollecitato direttamente nella fase di progettazione dell’opera. Ma l’impatto positivo si estende anche al di fuori del territorio italiano per 16,3 miliardi di euro.

Le dichiarazioni degli altri attori economici

Così Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche: "I nostri nipoti potranno avere i collegamenti che abbiamo sempre sognato. Camera di commercio delle Marche e Regione Marche – ha aggiunto – sono ormai da tempo unite per rappresentare una visione comune e organica sul fabbisogno di infrastrutture della nostra regione.

Solo attraverso una rete infrastrutturale completa ed estesa, una logistica efficiente e una connettività digitale performante, in grado di cogliere le opportunità dei cambiamenti, questa regione potrà uscire dall’isolamento e tornare a competere sui mercati nazionali e internazionali. 

Le difficoltà oggettive di spostarsi in tempi ragionevoli sul territorio e dal territorio verso destinazioni nazionali e internazionali, la carenza di intermodalità per il trasporto delle merci e, allo stesso tempo, il forte dissesto idrogeologico, mortificano i punti di eccellenza di questa regione. 

L’obiettivo primario che il sistema Marche si pone è quello di una maggiore integrazione del territorio regionale nel contesto italiano ed europeo agendo su target mirati".

Il presidente Confindustria MarcheRoberto Cardinali, ha sottolineato l’importanza dell’evento di presentazione dello studio dell’associazione degli industriali italiani come "occasione per mettere a fuoco le sfide che ci attendono".

Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli ha aggiunto che le Marche, insieme ad Abruzzo e Molise sono tra le sole regioni penalizzate per conformazione.

Acquaroli poi ha sottolineato che si deve sempre guardare alla sostenibilità e l’obiettivo è quello di "arretrare la ferrovia adriatica e trasformarla in metropolitana di superficie per abbattere i tempi di percorrenza della strada statale 16. La ferrovia ci doterebbe di una centralità che nessuno potrebbe toglierci".

L’assessore della Regione Marche con delega alle Infrastrutture Francesco Baldelli, ha spiegato: "Le Marche continuano a viaggiare sui binari giusti: nuova linea ferroviaria per il traffico merci e passeggeri di medio-lunga percorrenza con l’alta velocità sulla Bologna-Lecce; avanti con la prima fase dei lavori per l’alta capacità sulla Orte-Falconara per ridurre di oltre 40 minuti il tempo di percorrenza con la capitale; anello ferroviario marchigiano che unisca senza interruzioni la provincia di Ascoli con Urbino tramite Fabriano e poi Fano per l’utilizzo come metropolitana di superficie, la metropolitana delle Marche".

Redazione Cuoreeconomico
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