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16/12/2022

L'economia circolare fa bene alle aziende: già risparmiati oltre 14 miliardi di euro

(Davide Chiaroni, responsabile della ricerca e vicedirettore dell'Energy &Strategy)

Il Circular Economy report del Politecnico di Milano: le aziende hanno cominciato ad investire nel comparto e ne stanno beneficiando. L'applicazione completa della green economy porterebbe a risparmiare 103 miliardi l'anno. Chiaroni: "Serve tempo, ma non va sottolineata la portata della trasformazione"

Le buone pratiche ed una gestione virtuosa dell'economia pagano sempre. A dispetto di chi, anche recententemente e con incarichi istituzionali, ha definito il Fit For 55, il piano europeo per la transizione ecologica "un suicidio collettivo che porterà alla chiusura di migliaia di aziende", il dato dice esattamente il contrario.

L'economia circolare ha già fatto risparmiare nel 2021 a sette grandi settori industriali dell'Italia oltre 14,4 miliardi di euro, grazie all'adozione efficace di pratiche manageriali che hanno permesso di utilizzare meno risorse e di estendere il ciclo di vita dei prodotti.

Ma si tratta solo del 14% di quanto si potrebbe risparmiare entro il 2030 se la circular economy venisse applicata nella sua totalità: più di 103 miliardi all'anno, cui vanno aggiunte quasi 1,9 milioni di tonnellate di anidride carbonica in meno.

I dati arrivano dal Circular economy report 2022 dell'Energy &Strategy della School of management del Politecnico di Milano, frutto di un sondaggio tra oltre 200 aziende appartenenti a sette settori produttivi centrali per l'economia italiana: l'automotive, le costruzioni, l'elettronica di consumo, il food&beverage, l'impiantistica industriale, i mobili e l'arredamento e il tessile. 

Cresce la pratica nelle aziende e il sistema bancario approva

Il rapporto indica come per la prima volta sono più della metà (il 57% contro il 44% nel 2021) le imprese intervistate che hanno adottato almeno una pratica di economia circolare, tra cui gran parte del comparto tessile e del food&beverage (80% o più), mentre è scesa al 27% la percentuale di chi non ne vuole sentire parlare.

Sale inoltre al 61% la quota di aziende che ha investito significativamente, rispetto alla propria taglia, nell'economia circolare e che in più di metà dei casi stima tempi di rientro inferiori o pari a 2 anni: una scommessa che viene accompagnata dal sistema bancario-finanziario con finanziamenti saliti ad oltre 30 miliardi di euro.

Non sottovalutare la portata della trasformazione

"Sono tante le sfide ancora da affrontare con una più decisa volontà di azione, da quelle normative a quelle industriali, soprattutto legate alla riconversione dei business lineari, eppure pare lecito chiudere questo 2022 con un po' di ottimismo", ha commentato Davide Chiaroni, responsabile della ricerca e vicedirettore dell'Energy &Strategy, il quale aggiunge: "non bisogna lasciarsi distrarre dai temi 'caldi' né sottovalutare la portata, e il tempo necessario, per questa trasformazione.

L'economia circolare infatti è altra cosa rispetto allo sviluppo sostenibile, né si può circoscrivere alle pratiche di riciclo dei materiali e di gestione dei rifiuti".

Redazione Cuoreeconomico
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