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02/02/2024

L'economia tiene nonostante una crescita debole, ma il carrello della spesa risale

Confesercenti: "Nonostante la frenata e il contesto mondiale particolarmente difficile, il risultato dell'ultimo trimestre fornisce però alcuni segnali incoraggianti sulla capacità di tenuta dell'economia italiana, che evita lo scivolamento tecnico in recessione. Ma la coperta è corta". Federconsumatori lancia un monito: "Abbassare la guardia, in questa fase, è ancora prematuro e rappresenta un grave errore: per questo riteniamo necessaria e urgente l’adozione di provvedimenti mirati ad aiutare specialmente i nuclei a basso e medio reddito, quelli che maggiormente hanno subito le conseguenze della forte spinta ai rincari registrata negli ultimi anni e sono stati costretti a rinunce e importanti modifiche dei propri consumi"

"Crescita debole, ma niente recessione. Il 2023 si chiude con una variazione del Pil positiva, ma inferiore, seppure di poco, alla previsione della Nadef, e in decisa frenata rispetto al 2022 e al 2021.

A pesare sul quadro economico, oltre alla fine del rimbalzo post pandemico, un contesto internazionale segnato da tensioni e incertezze e un rialzo dei tassi di interesse di straordinaria entità".

Così Confesercenti commenta i dati Istat sul Pil italiano.

"Nonostante la frenata e il contesto mondiale particolarmente difficile, il risultato dell'ultimo trimestre fornisce però alcuni segnali incoraggianti sulla capacità di tenuta dell'economia italiana, che evita lo scivolamento tecnico in recessione e ci fa chiudere il 2023 con un lieve miglioramento sul trimestre estivo (+0,1 percento di crescita del Pil) e con un deciso passo avanti rispetto all'ultimo trimestre del 2022, in cui si era registrata una contrazione del -0,2 percento".

Turismo traino del settore, ma coperta corta

"Ad aiutare la tenuta, i consumi delle famiglie: secondo le valutazioni elaborate da Confesercenti e Cer, infatti, nel 2023 avrebbero fornito un apporto alla crescita del Pil pari allo 0,7%, spiegando quasi per intero la variazione positiva.

Ed il ruolo di traino è andato, in particolare, al turismo e ad una sostanziale stabilità dei redditi, a sua volta riconducibile a una forte crescita degli occupati (+520mila unità a novembre)", analizza l'associazione.

"La coperta, però, è corta. Con i prezzi comunque alti nel corso dell'anno, le famiglie hanno dovuto ridurre la quota di reddito destinata al risparmio - la cui propensione è scesa al 6,2 percento, uno dei livelli più bassi da oltre 30 anni - per conservare un adeguato livello”.

Il carrello della spesa torna a crescere

Quello che torna a crescere è il carrello della spesa, 5,4 percento in più a gennaio, molto più veloce dell’inflazione

L’accelerazione su base tendenziale dell’inflazione – spiega l’Istat – è dovuta all’aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,7 percento a +4,3) e dei Beni alimentari non lavorati (da +7 percento a +7,5)”.

Dati che rimangono, quindi, su livelli elevatissimi, continuando a erodere in maniera significativa e drammatica il potere di acquisto delle famiglie, specialmente quelle a basso reddito”, dice Federconsumatori, secondo cui per le famiglie le ricadute medie ammontano in termini annui a 252 euro in più.

Dati di fronte ai quali, francamente, si fa fatica a comprendere le scelte del Governo, sempre più improntate allo smantellamento di aiuti e sostegni, a partire dall’energia, con la restrizione della platea dei beneficiari dei bonus sociali e con l’eliminazione dell’agevolazione per l’Iva sul gas. – dice l’associazione – Continuiamo a ripetere che abbassare la guardia, in questa fase, è ancora prematuro e rappresenta un grave errore: per questo riteniamo necessaria e urgente l’adozione di provvedimenti mirati ad aiutare specialmente i nuclei a basso e medio reddito, quelli che maggiormente hanno subito le conseguenze della forte spinta ai rincari registrata negli ultimi anni e sono stati costretti a rinunce e importanti modifiche dei propri consumi (a partire da una riduzione di oltre il -16 percento del consumo di carne e pesce e da un ricorso sempre più massiccio a discount, offerte e prodotti “last minute””.

Le proposte di Federconsumatori

Per ridare ossigeno alle famiglie e sostenere la domanda interna è necessario disporre, secondo Federconsumatori:

  • Una riforma delle aliquote Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe alle famiglie di risparmiare oltre 531,57 euro annui), provvedimento che va accompagnato da misure sanzionatorie di controllo.
  • La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica.
  • Azioni di contrasto alle disuguaglianze, che passino, per il rinnovo dei contratti, una giusta rivalutazione delle pensioni, la resa strutturale del taglio del cuneo fiscale e una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i redditi medio-bassi e non ad agevolare quelli più elevati.

Non ci stanchiamo di ripetere che le risorse per finanziare le misure appena descritte possono (e devono) essere reperite attraverso una adeguata tassazione degli extraprofitti e un aumento della tassazione sulle transazioni finanziarie; nonché attraverso un serio piano di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale”, concludono.

Redazione Cuoreeconomico
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