ven 30 gen 2026

Seguici su:

15/12/2023

L'incertezza sul futuro frena la crescita dell'Umbria

(Alessandro Campi e Donatella Tesei)

Dati negativi dall'indagine Aur sullo sviluppo economico della Regione. Male l'export, particolarmente nel ternano. Si prospetta invece un anno super per il turismo: nel 2023 saranno 7 milioni complessivamente le presenze

Nel 2023 in Umbria, come in Italia, si assiste ad un rallentamento della crescita, con le prospettive per il 2024 che sono "fortemente condizionate" dal perdurare di un quadro di incertezza ma con il Pnrr che resta la "principale leva" su cui poggiare le prospettive di crescita.

È questo il quadro macro-economico che emerge dalle anticipazioni della Relazione semestrale sullo stato economico-sociale della regione curata dall'Agenzia Umbria Ricerche (Aur).

Che rimarca anche il perdurare dello svantaggio retributivo del lavoro dipendente nel settore privato in Umbria, che nel complesso risulta inferiore dell'11,5% rispetto a quello medio nazionale (dato 2022).

Una sfida quindi, da vincere: fare dell'Umbria, regione dai grandi talenti e dalle grandi potenzialità, il luogo ideale dove vivere, studiare, fare impresa e lavorare. Solo così la regione potrà fare il salto avanti che gli manca.

Ne abbiamo parlato come CUOREECONOMICO ed ESG 89 nell'ambito del nostro recente evento LOOKING FOR UMBRIA.

I dati relativi al quadro congiunturale e alle prospettive per l'Umbria, come anticipazione del lavoro finale che uscirà a gennaio, sono stati illustrati, alla presenza della presidente della Regione Donatella Tesei, dall'amministratore unico dell'Agenzia, Alessandro Campi, e dai ricercatori seniores Mauro Casavecchia, Elisabetta Tondini e Giuseppe Coco.

Il quadro dello sviluppo regionale

Le previsioni dell'Istat per l'Italia - è stato spiegato - danno una crescita del Pil dello 0,7 percento sia per il 2023 sia per l'anno successivo.

Per quanto riguarda l'Umbria, le stime più recenti prefigurano un quadro di sostanziale allineamento al quadro nazionale: secondo Aur, il tasso di crescita reale nel 2023 dovrebbe aggirarsi intorno allo 0,6 percento, per Svimez allo 0,5.

"L'Umbria - ha affermato Campi - si è inserita in questo contesto di decelerazione dell'economia a livello internazionale e ne ha risentito, ma ha tenuto anche per la sua struttura produttiva complessivamente solida".

Male l'export, gli investimenti non aiutano la crescita

Il rallentamento, da come evidenzia il report, risente della contrazione dell'export, con il venir meno quindi del forte impulso alla crescita economica verificatosi nello scorso biennio proveniente dalla domanda estera.

Nei primi nove mesi dell'anno, la dinamica nominale dell'export umbro è stata del -4,5 percento, quale risultato di una performance del +8,5 percento della provincia di Perugia e del -26,4 percento di quella di Terni.

Sul fronte della domanda interna, anche gli investimenti non riescono a esercitare un effetto propulsivo sulla crescita, è stato detto ancora. Pertanto, l'unica variabile in grado di contribuire, seppur debolmente, alla crescita del Pil nel 2023 è costituita dalla spesa per consumi delle famiglie.

Sul versante dell'occupazione, invece, la dinamica occupazionale è positiva ma i salari umbri sono bassi rispetto alla media nazionale.

I primi nove mesi dell'anno hanno sancito una ripresa del mercato del lavoro nella regione più sostenuta di quella nazionale (+2,8 percento tendenziale contro 2percento), un fattore che ha contribuito a sostenere la domanda delle famiglie.

Stipendi fra i più bassi d'Italia

Riguardo alle retribuzioni, isolando i soli lavoratori standard (quelli con contratti a tempo indeterminato full-time retribuiti dal datore di lavoro per un intero anno lavorativo), la retribuzione media annua in Umbria risulta pari a 30.872 euro e quella nazionale a 37.360 euro.

"Questo significa che in Umbria si guadagna comunque di meno che in Italia e basse retribuzioni significa anche una scarsa attrattività" hanno spiegato i ricercatori Aur.

Tiene l'occupazione ma alcuni settori flettono

Scendendo nel dettaglio settoriale, la relazione rivela che nei primi sei mesi dell'anno l'industria umbra ha registrato una crescita modesta, combinata tuttavia con una sostenuta dinamica occupazionale, nettamente superiore a quella del resto d'Italia.

In rallentamento anche l'attività del comparto edilizio, accompagnata anche in questo caso da una crescita occupazionale, in controtendenza rispetto al calo registrato invece a livello nazionale.

In flessione la dinamica del settore commerciale, che in Umbria non ha ancora recuperato i livelli occupazionali del 2019 e in più ha perso ulteriori unità di lavoro.

Note positive continuano ad arrivare invece dal settore turistico, che nei primi 9 mesi dell'anno ha già superato il livello record di 5,5 milioni di presenze.

"Sotto un profilo analitico - è stato infine sottolineato - emerge che il 2023 si candida ad essere l'anno migliore di sempre e ha tutti i numeri per avvicinarsi per la prima volta nella storia della regione alla soglia dei 7 milioni. Gli andamenti dei flussi turistici ci mostrano che il settore è in salute e ha ampi margini di incremento".

Le parole della presidente Tesei

Le analisi presentate  dall’Agenzia Umbria Ricerche – ha sottolineato la presidente della Regione – testimoniano i risultati che abbiamo raccolto da quando abbiamo voluto imprimere un cambio di passo all’economia regionale.

Tutti i principali indicatori economici testimoniano una netta inversione di tendenza rispetto al passato, nonostante un periodo congiunturale straordinariamente complesso. Abbiamo messo in campo, e continuiamo a farlo, azioni per rendere più attrattiva la nostra regione sotto ogni punto di vista.

La promozione del territorio, con la creazione di un unico brand che rappresenta le nostre eccellenze, ha portato i suoi frutti così come il rilancio dell’aeroporto che era in gravissime difficoltà ed oggi è tra i primi in Europa per crescita.

L’impegno che stiamo, poi, mettendo sul fronte dell’utilizzo dei fondi del PNRR, oggi, e nel rimodulare i fondi della programmazione europea, prima, sta ridisegnando un’Umbria più moderna ed efficiente.

Senza dimenticare l’Accordo di Programma per Ast, che mira a sbloccare 1 miliardo di euro di investimenti, su cui stiamo lavorando e che è fondamentale per restituire competitività e sostenibilità alle acciaierie di Terni”.

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com