L'inflazione e il carrello della spesa: Bolzano la città più cara, Umbria e Campania fra le regioni

L'analisi dell'Unione Nazionale consumatori: nelle due regioni leader della classifica si registra a famiglia un aggravio medio pari a 294 euro su base annua mentre nella città altoatesina la crescita è pari a 425 euro. Reggio Emilia la città più virtuosa
Bolzano è la città con il maggiore aumento di spesa (+425 euro) a causa dell'aumento dei prezzi registrato a novembre mentre Reggio Emilia è quella più virtuosa. Lo sottolinea l'Unione nazionale dei consumatori sulla base delle tabelle Istat sugli aumenti a livello territoriale.
L'aumento medio tendenziale in Italia dei prezzi a novembre è dello 0,7 percento ma a Benevento si registra un aumento del 2 percento, a Napoli una crescita dell'1,7 e a Reggio Emilia un calo dell'1 percento.
Roma è sostanzialmente in linea con il dato nazionale con un aumento dei prezzi dello 0,6 percento mentre Milano segna un +1,1.
La situazione su base provinciale
In testa alla graduatoria, scrive l'Unc, è Bolzano dove l'inflazione tendenziale pari all'1,6 percento, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva su base annua, equivalente a 425 euro per una
famiglia media. Medaglia d'argento per Alessandria, +1,9 percento su novembre 2022, la seconda inflazione più alta d'Italia dopo Benevento (+2), con un incremento di spesa pari a 422 euro a famiglia.
Sul gradino più basso del podio Pisa che con +1,8 (la terza inflazione più elevata del Paese) ha una spesa supplementare pari a 406 euro annui per una famiglia tipo.
Seguono Benevento (+2 percento, pari a 389 euro), Venezia (+1,5, +361 euro), Perugia (+1,5, +354 euro), al settimo posto Napoli, quarta per inflazione più alta (+1,7, +344 euro) poi Varese (+1,3, +343 euro) e Trieste (+1,4, +325 euro). Chiude la top ten Pordenone (+1,3, +302 euro).
La città più virtuosa d'Italia in termini di riduzione di spesa è Reggio Emilia, al secondo posto per deflazione (-1 percento) e dove in media si spendono 242 euro in meno all'anno. Al secondo posto
Trapani, al primo posto per calo dei prezzi (-1,1 percento) e con un risparmio di 210 euro. Medaglia di bronzo Campobasso (-1, -183 euro) ex aequo con Pescara (-0,9, -183 euro).
Le regioni più costose
In testa alla classifica delle regioni più "costose" , con un'inflazione annua a +1,3 percento, la più alta d'Italia ex aequo con la Campania, c'è l'Umbria che registra a famiglia un aggravio medio pari a 294 euro su base annua.
Segue il Trentino, dove la crescita dei prezzi dell'1,1 percento implica un aumento del costo della vita pari a 286 euro, terzo il Friuli, +1,2 percento e +274 euro.
Per le regioni più virtuose, ben 3 sono in deflazione. La migliore è il Molise -0,8 percento, pari a un risparmio di 146 euro, seguita dall'Abruzzo (-0,4, -80 euro). Medaglia di Bronzo per la Sicilia (-0,4, -75 euro).
Redazione Cuoreeconomico
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