L'Italia "naviga" lenta: per molte imprese la banda ultralarga è una chimera

Il Governo ha presentato la nuova strategia digitale che in parte riprende la Strategia italiana per la Banda ultra larga approvata dal governo Draghi nel maggio del 2021. L’obiettivo finale è comunque lo stesso: recuperare terreno nello sviluppo della connettività veloce in tutto il Paese. Il sottosegretario Butti: "Grazie alla connettività ad alte prestazioni potremo aumentare la qualità dei servizi, ridurre i divari territoriali e garantire notevoli risparmi per imprese e cittadini”
La Banda larga è ancora una chimera in molte zone d'Italia, che addirittura faticano avere anche una connessione wifi decente, oltre difficoltà di accesso alla rete e l’annoso tema della cessione della rete di Tim.
Per colpa di questi e altri nodi da sciogliere, il sogno di portare internet super veloce a tutte le famiglie e aziende italiane non si è ancora avverato. Tutti i piani finanziati dagli ultimi governi, infatti, sono in grave ritardo.
Il dipartimento della presidenza del Consiglio per la trasformazione digitale, con a capo il sottosegretario Alessio Butti, ha presentato la nuova strategia nazionale, che in parte riprende la Strategia italiana per la Banda ultra larga approvata dal governo Draghi nel maggio del 2021.
L’obiettivo finale è comunque lo stesso: recuperare terreno nello sviluppo della connettività veloce in tutto il Paese, intervenire sulle cosiddette aree bianche e grigie del territorio e spingere sulla diffusione del 5G e, al tempo stesso, rilanciare il settore delle telecomunicazioni.
Sviluppata in quattro aree di intervento, la nuova Strategia prevede investimenti per circa 2,8 miliardi di euro di cui una parte derivante dalle economie maturate nell’ambito degli interventi PNRR per la Banda Ultra-Larga e, a tale fine, sono già in corso interlocuzioni con la Commissione Europea per la preventiva condivisione.
“La nuova Strategia sulla Banda Ultra Larga consente di affrontare con più serenità la digitalizzazione del Paese. Con la condivisione del Consiglio dei ministri, oggi diamo il via ad un piano d’azione strategico per recuperare i ritardi e le inefficienze del passato, accelerare lo sviluppo della connettività veloce in tutto il Paese e rilanciare il settore delle telecomunicazioni.
Stiamo lavorando intensamente a questo progetto con le istituzioni coinvolte e al fianco degli operatori. Grazie alla connettività ad alte prestazioni potremo aumentare la qualità dei servizi, ridurre i divari territoriali e garantire notevoli risparmi per imprese e cittadini” , sottolinea Butti
Le azioni sul tavolo
Sul tavolo investimenti complessivi per 2,82 miliardi di euro, di cui una parte derivante dalle economie maturate nell’ambito degli interventi Pnrr per la Banda ultralarga.
Il Governo intende investire in nuovi mezzi e soluzioni per supportare gli enti pubblici nella autorizzazione e nel controllo dei cantieri, ma anche per mappare e georeferenziare i civici e le unità immobiliari da connettere, dove attualmente c’è un tasso di errore superiore al 20 percento.
Una parte dei fondi sarà dedicata alle infrastrutture vere e proprie: sono stati stanziati 400 milioni di euro per una “rete di ritorno” in fibra ottica di proprietà pubblica lungo le tratte ferroviarie.
La collaborazione con FS vale anche sul fronte 5G: verranno stanziati infatti 250 milioni per realizzare un’infrastruttura 5G multi-operatore pubblica lungo le tratte ad Alta Velocità.
Altri 800 milioni di euro serviranno invece per spingere le grandi realtà nazionali (enti pubblici, distretti industriali, aree portuali, poli di alta specializzazione e aree agricole) a sviluppare applicazioni e servizi innovativi verticali basati sul 5G e sulle tecnologie più innovative come l’edge computing.
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Le aree di intervento in dettaglio
La prima area di intervento è “Italia a 1 Giga” per promuovere, attraverso l’intervento pubblico, a tutti gli utenti una velocità di connessione in linea con gli standard europei.
Poi i progetti “Scuola connessa” - con l’obiettivo di garantire a tutti gli edifici scolastici pubblici del Paese connettività ad almeno 1 Gigabit/s - e “Sanità connessa” per fornire copertura adeguata a oltre 12.000 strutture del servizio sanitario nazionale.
Infine, l'incremento delle reti radiomobili e l’evoluzione verso i servizi 5G per 21 isole minori fra Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana e Sardegna, tramite la posa di cavi ottici sottomarini. Certamente la scarsa connettività del Paese penalizza le imprese e i distretti industriali del made in Italy.
Molte zone, comprese quelle produttive, sono ancora sprovviste o comunque scarsamente coperte della banda ultralarga su rete fissa, la cosiddetta fiber to the home (Ftth), ossia un collegamento che porta la fibra ottica dalla centrale fin dentro case e aziende. Un quadro che preclude, per esempio l’accesso a piattaforme e servizi che garantiscono una vera innovazione.
In molti comuni sede di distretti industriali non c'è ancora Ffth, in altre si ferma all'1 percento, visto che a maggior parte dei distretti industriali sono infatti collegati con connessione Fiber to the cabinet (Fttc), che va lenta: non supera in alcuni casi i 30 megabit al secondo.
Redazione Cuoreeconomico
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