ven 20 mar 2026

Seguici su:

23/01/2023

L'università di Perugia riparte, Oliviero: "Nel segno della tradizione, guardando al futuro"

Inaugurazione dell'anno accademico  dell'ateneo umbro alla presenza dei vertici e del ministro Bernini: "Capacità di combinare diverse anime è tipica degli atenei italiani"

"Non sono risultati di un rettore ma di una grande comunità che a partire da una storica tradizione guarda al futuro per un Ateneo che può e deve essere punto di riferimento per il territorio e il Paese e con una importante dimensione internazionale": così il rettore, Maurizio Oliviero, durante il suo intervento alla cerimonia d'inaugurazione del 715. anno accademico dell'Università degli Studi di Perugia.

Alla presenza, tra gli altri, del ministro dell'Università e Ricerca, Anna Maria Bernini, e della presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei.

Nell'Aula Magna di Palazzo Murena, sede del Rettorato, Oliviero ha infatti espresso soddisfazione "per i risultati importanti ottenuti, numeri che ci incoraggiano a proseguire sulla strada intrapresa". 

Bilancio positivo per un ateneo in crescita

Il rettore ha parlato della cerimonia come di un "momento speciale e di festa" ma oltre a festeggiare, ha aggiunto, "proviamo a tracciare un bilancio che ci può aiutare a capire le strategie e il senso dell'università".

A supporto è stato così presentato anche un documento con i soli risultati raggiunti "senza interpretazione per rendere la lettura più imparziale possibile".

Oliviero, dopo aver rivolto "un sentimento di gratitudine" a studenti e studentesse, ha sottolineato che l'Ateneo ha raggiunto 30.000 giovani, con gli immatricolati che hanno superato le 10.000unità, alzando anche il numero dei laureati in corso, con il 76% dei laureati che hanno trovato poi subito occupazione.

"Numeri che ci gratificano - ha aggiunto - ma quello che ci piace è vedere giovani che possono guardare all'università come strumento di crescita".

Parlando quindi delle didattica, con i 96 corsi di laurea e i 30 dottorati, il rettore ha evidenziato che questa "è mirata al suo rafforzamento guardando a quello che la contemporaneità ci chiede".

"Una didattica - ha proseguito - in grado di recepire lo stimolo e le intemperie che abbiamo vissuto, con la tecnologia che ci ha supportato anche se fin da subito, quando ci è stato possibile, abbiamo voluto che gli studenti tornassero in aula".

Numeri che per Oliviero dicono anche che l'ateneo perugino "è un punto di riferimento per l'innovazione con progetti nazionali e internazionali". 

Rapporti stretti anche con altri atenei e con realtà di eccellenza

Risultati, ha spiegato, "il cui contributo è dato dalla scelta delle regole di reclutamento dei migliori ricercatori e ricercatrici". Una propensione alla ricerca che "ha visto raddoppiare gli investimenti".

Rettore che poi ricordato I 447 accordi Erasmus e i 1.600 studenti in mobilità. "Internazionalizzazione - ha detto - che significa anche ragionare fin da subito per aprire una nostra sede in alcune aree del mondo, condizione per diventare cittadini del mondo". Al centro del suo intervento pure le sinergie con il territorio ma anche con le altre università.

"Con il territorio abbiamo camminato insieme e con le Istituzioni dialoghiamo quotidianamente" ha affermato il rettore citando la Regione, il Comune di Perugia ma anche Confindustria, Accademia belle arti e i due conservatori.

Rivolgendosi anche ai Rettori invitati e presenti di altri atenei (Macerata, Camerino, Urbino, Aquila, Stranieri di Perugia, Chieti e Pescara, Politecnico Marche, Tuscia.

Brescia, Molise, Campania, Teramo), che hanno pure sfilato insieme ai rappresentanti dei 14 dipartimenti di Unipg, ha ricordato l'operazione di sinergia attivata affermando.

"Nonostante ci sia un sistema che sembra metterci in competizione abbiamo provato a navigare controcorrente - ha detto il rettore - collaborando per costruire una rete e trasformando la competizione in collaborazione, una scelta vincente anche per competere con l'ecosistema dell'innovazione" .

"Sul diritto allo studio il governo ha già fatto tanto, ma non è mai abbastanza", ha sottolineato il ministro Bernini. "In questa legge di bilancio così complicata e così povera abbiamo già messo dei fondi, 500 milioni sulle borse di studio e 300 milioni sull'housing universitario, ma questo non è abbastanza e quindi faremo ancora di più".

Sottolineando poi gli spunti che sono emersi dall'inaugurazione dell'anno accademico dell'Ateneo, la ministra ha parlato di "capacità di combinare diverse anime".

"Questa devo dire è tipica italiana, tipica del nostro ministero e tipica delle università del nostro Paese che sono delle eccellenze in loro stesse" ha affermato.

"La capacità di combinare arte, tecnologia e internazionalizzazione e di saper costruire delle offerte normative che siano in grado di traghettare gli studenti verso il mercato del lavoro garantendo anche loro un bagaglio culturale, che ancora una volta è tipico delle radici dell'Italia" ha concluso

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com