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05/05/2023

La Bce alza i tassi di altri 0,25 punti base: "Inflazione ancora troppo alta"

Nuovo rialzo dei tassi da parte della Bce. Imitando l'analoga decisione adottata  dalla Federal Reserve, anche la Banca centrale europea ha rallentato sul percorso e, dopo il ritocco da 50 punti deciso a marzo, nella riunione del Comitato esecutivo ha deciso un rialzo di 25 punti per i tre tassi di interesse di riferimento.

Pertanto, dal 10 maggio i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente al 3,75%, al 4,00% e al 3,25%

Alla base della decisione, si spiega, una "inflazione che continua a rimanere troppo elevata per un periodo di tempo troppo prolungato".

Nella dichiarazione finale tuttavia si indica come le informazioni in arrivo sostengono la valutazione sulle prospettive di medio termine per l’inflazione elaborata dalla Bce nella riunione di marzo del Consiglio direttivo.

Si alzano anche i mutui

La situazione fa di nuovo salire anche i mutui a tasso variabile, ma anche quella dei nuovi mutui a tasso fisso. Per chi ha un mutuo medio a tasso variabile, secondo le simulazioni di Facile.it su un finanziamento sottoscritto a gennaio 2022 di 126.000 euro in 25 anni a tasso variabile, potrebbe comunque tradursi in un aumento della rata di ben 237 euro (+52%) rispetto all’inizio dello scorso anno. Il tasso di partenza usato nell’analisi è pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro.

A seguito dei diversi aumenti del costo del denaro messi in atto da parte della Banca Centrale Europea per contrastare l’inflazione, il tasso del mutuo variabile tipo è salito notevolmente arrivando a superare, ad aprile 2023, il 4,10%.

Con l’ulteriore rialzo Bce dello 0,25%, la rata mensile del finanziamento preso in analisi potrebbe arrivare addirittura a 693 euro, il 52% in più rispetto a quella iniziale.

"Se è vero che l’Euribor si muove in base alle aspettative dei tassi Bce, non è detto che lo faccia in modo analogo, quindi bisognerà aspettare ancora un pochino per capire come cambieranno nel concreto le rate", spiegano gli esperti di Facile.it.

"È bene ricordare, però, che l’impatto degli aumenti sarà diverso per ciascun mutuatario in base all’importo residuo del finanziamento e al numero di rate ancora da pagare: più si è vicini alla fine del piano di ammortamento, minore sarà l’effetto".

Anche il resto dei comparti soffriranno

Ma gli effetti andranno estesi a tutti i comparti dell'economia. La causa principale è che il rialzo dei tassi di interesse è uno strumento utilizzato per agire sulla leva della domanda, rallentandola, per avere un effetto analogo sui prezzi.

Il problema, sostanziale, è che un rallentamento della domanda è per definizione un fattore che penalizza la crescita.

La politica monetaria deve fare i conti con questo dilemma e prendere decisioni che consentano di raggiungere un equilibrio sostenibile tra le due spinte opposte.

La parole del presidente della Bce Christine Lagarde sono piuttosto chiare rispetto all'intenzione di non invertire la rotta tracciata.

Sul fronte dei tassi "negli ultimi 9 mesi abbiamo fatto molta strada e continuiamo questo processo, non siamo ancora arrivati" alla destinazione, "non pensiamo a una pausa ma sull'esatto livello" dei prossimi aumenti è ancora presto per parlarne: "non ho un numero magico" su quale sia il livello sufficientemente restrittivo.

Nella discussione, aggiunge, "c'è stata una varietà di opinioni: alcuni erano favorevoli a un aumento da 50 punti, altri a uno da 25. Nessuno invece ha proposto lo zero". In questo processo, ha evidenziato, "non conta la destinazione ma il viaggio".

Redazione Cuoreeconomico
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