La Bce rialza ancora i tassi e avvisa l'Italia: "Unica in Europa a non aver approvato il Mes: lo faccia"

Da Marzo via al Quantitative Tightening. Il 2022 si chiuderà con l'inflazione ad 8,4%. Lagarde: "Sarà recessione breve, ma sono previsti ulteriori aumenti". Le previsioni di crescita riviste al ribasso
Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di aumentare di 50 punti base i tre tassi d'interesse di riferimento.
Di conseguenza, spiega la banca centrale in un comunicato, "il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale e i tassi di interesse sulla linea di rifinanziamento marginale e sulla linea di deposito saranno aumentati rispettivamente al 2,50%, 2,75% e 2,00% a partire dal 21 dicembre 2022".
Il Consiglio ritiene che "i tassi di interesse debbano ancora aumentare in misura significativa a un ritmo costante per raggiungere livelli sufficientemente restrittivi da assicurare un ritorno tempestivo dell'inflazione all'obiettivo del 2% nel medio termine".
Scatterà dunque, dal mese di marzo il cosiddetto Quantitative Tightening a partire da marzo. Il portafoglio del Programma di acquisto di attività sarà ridotto a un ritmo misurato e prevedibile, in quanto l'Eurosistema reinvestirà solo in parte il capitale rimborsato sui titoli in scadenza.
Il ritmo di tale riduzione sarà pari in media a 15 miliardi di euro al mese sino alla fine del secondo trimestre del 2023 e verrà poi determinato nel corso del tempo, spiega la Bce.
Per quanto riguarda il Pepp, la Bce "intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza" del programma Pandemic emergency purchase programme "nel quadro del programma almeno sino alla fine del 2024".
Lo comunica l'Eurotower aggiungendo che "la futura riduzione del portafoglio del Pepp sara' gestita in modo da evitare interferenze con l'adeguato orientamento di politica monetaria".
"Le future decisioni sui tassi ufficiali del Consiglio direttivo continueranno a dipendere dai dati e seguiranno un approccio riunione per riunione", ha evidenziato la Bce. Intanto però i toni da falco della presidente Christine Lagarde e le previsioni di crescita al ribasso spaventano i mercati e riportano lo spread sopra i 200 punti base.
Le previsioni macroeconomiche
L'Eurotower ha alzato la stima dell'inflazione nell'Eurozona rivedendo significativamente al ribasso il Pil nel 2023. L'inflazione, ha spiegato la Bce, rimane ancora troppo elevata e si prevede che così resterà per diverso tempo.
Secondo le previsioni il 2022 dovrebbe chiudere con una media di 8.4%, per poi di scendere al 6,3% nel 2023, con un'inflazione che dovrebbe diminuire notevolmente nel corso dell'anno.
L'inflazione dovrebbe quindi raggiungere una media del 3,4% nel 2024 e del 2,3% nel 2025. L'inflazione al netto di energia e cibo dovrebbe essere in media del 3,9% nel 2022 e salire al 4,2% nel 2023, prima di scendere al 2,8% nel 2024 e al 2,4% nel 2025.
Sul fronte della crescita, le proiezioni degli esperti dell'Eurosistema "vedono ora l'economia in crescita del 3,4% nel 2022, dello 0,5% nel 2023, dell'1,9% nel 2024 e dell'1,8% nel 2025".
Lagarde, altri rialzi di 50 punti per un certo periodo ma recessione breve
"Sulla base dei dati attuali, sono attesi altri rialzi di 50 punti base per un certo periodo di tempo", ha affermato la presidente, Christine Lagarde, nel corso della conferenza stampa.
"In base alle ultime proiezioni dell'Eurosistema una recessione sarebbe relativamente breve e poco profonda", ha spiegato Lagarde aggiungendo che la crescita nel 2023 dovrebbe essere contenuta e rivista al ribasso rispetto alla precedenti proiezioni.
"In questo e nel prossimo trimestre l'economia dell'Eurozona potrebbe subire una contrazione dovuta alla crisi energetica e all'elevata incertezza", ha evidenziato.
La presidente ha svelato poi come nel direttivo vi sia stata una diversità di vedute sulle tattiche da perseguire per riportare l'inflazione al 2%.
C'è stato un accordo sulla strategia da seguire e sugli strumenti da utilizzare per riportare l'inflazione al 2% mentre differenze ci sono state sulle tattiche.
Infine un messaggio al governo sul Mes. La Bce, ha dichiarato, si attende che il Parlamento italiano ratifichi a breve la riforma del Fondo salva stati.
"Dopo il via libera da parte della Corte Costituzionale tedesca, solo l'Italia non ha approvato il programma e ci auguriamo lo faccia a breve", ha concluso.
Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com












