La crisi rallenta la corsa verso le buone pratiche nell'emergenza le imprese tagliano il welfare aziendale

(Sergio Costa, ministro dell’Ambiente)
Imprenditori consapevoli di dover adottare politiche ambientali e sociali mirate per essere competitivi, ma il salto di qualità è rimandato al 2021. Intanto si riducono mense e nidi aziendali
La rivoluzione della sostenibilità nel mondo imprenditoriale italiano è rimandata. I buoni propositi del 2019 sono rimasti in un cassetto a causa della pandemia e, nonostante la consapevolezza della necessità di un salto di qualità ambientale, sociale ed economico sia sempre più diffusa tra gli imprenditori, i gap strutturali del sistema Italia continuano a pesare.
È quanto emerge dal IV Osservatorio annuale Sostenibilità & Comunicazione, promosso da Mediatyche e Homina, agenzie iscritte a Una Comunicazione, e curato da Format Research, i cui risultati sono stati illustrati nel corso di un webinar cui hanno partecipato, tra gli altri, il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e il presidente Piccola Industria e vice presidente di Confindustria, Carlo Robiglio.
“Il nostro è un paese spaccato in due – spiega Pierluigi Ascani, Ceo di Format Research - le grandi imprese corrono, anche perché spesso obbligate dalla legge, mentre le pmi continuano a scontrarsi con alcuni ostacoli.
La percezione è buona: l’84% ritiene la propria azienda molto o abbastanza sostenibile, ma poi la realtà racconta che solo il 17% delle imprese ha un dipendente che si occupa di sostenibilità e più di un’impresa su due lamenta difficolta sia di budget che di personale.
Segno che ancora si investe poco, soprattutto in momenti di crisi. Ciò che fa ben sperare è la consapevolezza: per l’85% delle realtà intervistate, adottare buone pratiche ambientali, sociali ed economiche incide favorevolmente sulla brand reputation. E ben il 46% pensa che, chi non si adegua, rischia di essere tagliato fuori dalla competitività”.
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“I dati presentati oggi ci danno un segnale confortante: ovvero che sta aumentando la consapevolezza sull’importanza dei temi legati alla sostenibilità – sottolinea dal canto suo Carlo Robiglio, presidente Piccola Industria e vice presidente di Confindustria – Spesso, infatti, gli italiani sono poco consapevoli dei vantaggi competitivi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Molti non sanno che siamo leader europei nell’economia circolare grazie alla nostra storica tradizione di Paese trasformatore. Le Pmi sono state duramente colpite dalla crisi legata al Covid 19 e vanno sostenute nell’adozione di politiche ‘sostenibili’.
Costi elevati, difficoltà burocratiche e scarsa informazione sono i principali ostacoli che incontrano le piccole e medie imprese. Bisogna agire in fretta, quindi, sulla semplificazione amministrativa, sulla leva fiscale, sugli incentivi e sulla formazione”.
Essenziale, a questo punto è fare presto per non perdere occasioni importanti, primo tra tutti il Piano di Ripresa e Resilienza cui sta lavorando il governo, che destinerà circa 147 miliardi di euro su 196 allo sviluppo di progetti di sostenibilità. Dalla digitalizzazione, all’industria 4.0, dalle politiche di inclusione all’economia circolare.
“Per ora – commentano Massimo Tafi, fondatore di Mediatyche, e Omer Pignatti, Ceo di Homina, creatori dell’Osservatorio – pare evidente che le imprese italiane, specie le Pmi, da sole non possono farcela.
In questo quadro è essenziale che il governo semplifichi la vita alle imprese più piccole in questo tipo di modernizzazione aziendale, ma allo stesso tempo bisogna alzare l’asticella cominciando da subito a premiare i comportamenti virtuosi, ad esempio prevedendo premialità in sede di gare pubbliche per le aziende che redigono il bilancio di sostenibilità”.
Una sfida raccolta direttamente dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.
“Siamo consapevoli – spiega il ministro – che questo è stato un anno complicato, che possa aver minato il desiderio delle imprese di proseguire il cammino verso la sostenibilità. Ma proprio per questo come Ministero, abbiamo approntano una serie di strumenti normativi e tecnici per aiutare le imprese italiane a trasformarsi e ad abbracciare il mondo green.
Ben consapevoli che, in questo caso, le prospettive di crescita e di esportazione aumentano decisamente, come ci raccontano i dati. Parlo della finanza green, ad esempio, attraverso la quale i principali istituti bancari si sono affiancati al Ministero dell’Ambiente istituendo una linea di credito agevolata e ad hoc per le aziende green.
Penso alle Zea, le zone economiche ambientali, dove sono stati introdotti una serie di vantaggi fiscali per le aziende verdi. Sono strumenti messi in campo proprio per consentire al tessuto produttivo del Paese di compiere quel passo in avanti necessario alla trasformazione del paradigma ambientale ed economico”.
Il 17 dicembre 2020 si terrà il GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 – Il Bilancio di Sostenibilità L’appuntamento è a partire dalle 17:30 sui canali social, youtube e facebook di ESG89 Group e di ‘CUORECONOMICO’.
Info per GLOCAL ECONOMIC FORUM – IL BILANCIO DI SOSTENIBILITA' in programma il 17 Dicembre 2020










