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17/07/2023

La Germania fra recessione e austerity preoccupa anche il Veneto

(Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto)

Il dato che vede un nuovo arretramento del Pil tedesco mette in allarme l’economia regionale, visto che la Germania è il primo partner commerciale per la manifattura. Boschetto (Confartigianato Veneto): “Siamo ancora su ottimi livelli, anzi ai massimi storici, ma nella seconda parte del 2023 potrebbero esserci conseguenze sull’accesso al credito”

Nel primo trimestre del 2023 si conclama la recessione tecnica in Eurozona, su cui agisce la pesante flessione dell’economia della Germania il cui Pil, nel primo quarto del 2023, segna il secondo arretramento consecutivo, pari al -0,3% dopo il -0,5% del quarto trimestre 2022.

Un campanello d’allarme anche per il manifatturiero veneto il cui grado di esposizione sul mercato tedesco è il più elevato in Italia. Negli ultimi dodici mesi, a marzo 2023, è pari all'8,1% del valore aggiunto regionale (seconda regione per valore assoluto export in Germania, pari a 11.156 milioni di euro negli ultimi 4 trimestri).

I risultati del 1° trimestre però, indicano ancora una fase di forte incremento: sono stati raggiunti i 3 miliardi di valore (+9,7% sullo stesso periodo del 2022 e + 31,8% rispetto al 2021.

Una situazione da tenere d’occhio

“I numeri sono inequivocabili - afferma Roberto Boschetto presidente di Confartigianato Imprese Veneto -. Il nostro manifatturiero ha esportato in Germania, rispetto al primo trimestre 2019, un miliardo di euro in più di merci passando da 2 a 3 miliardi e, nell’anno mobile Aprile 22 – Aprile 23 ha superato gli 11 miliardi.

Non possiamo certo parlare di difficoltà. Ma la situazione della Germania ha anche altri risvolti che vanno monitorati. Non è infatti normale che il nostro Paese cresca, in base alle ultime stime Ue, sette volte di più.

Questo è il dato che preoccupa per due motivi. Il primo è la storica avversione della Germania all'inflazione che sta orientando la politica fiscale tedesca verso l’austerity che impatterà di certo anche sul nostro export nella seconda parte dell’anno.

Il secondo è il perdurare di una condizione che porterà l’Ue a prendere provvedimenti come l’innalzamento dei tassi e altre “regole” che rischiano di penalizzarci molto più dei nostri competitors europei.

Già l’aumento di 275 punti base dei tassi di interesse in un anno, aumentando il costo del credito, sta riducendo la propensione ad investire e dilata la spesa pubblica per interessi, che nel 2023 risulta pari al 4,0% del Pil, la più alta in Europa.

Il maggiore costo del denaro frena la domanda di credito: a marzo 2023 i prestiti per le imprese segnano un calo dell’1 percento, peggiorando lo 0,5% del mese precedente.

Un peggioramento che si aggiunge al calo registrato dal credito bancario alle imprese nel nostro Paese che dura da anni. Negli ultimi 11 anni, in Veneto, la contrazione è stata del -26% ma, per le imprese sotto i 20 addetti, il calo è stato del -37,3%”.

Il quadro generale del manifatturiero.

Tornando al report sull’export manifatturiero veneto verso la Germania ed analizzando i settori di attività, si conferma l’ottimo andamento di quelli più importanti.

I primi 4 (che pesano per il 62%): macchinari e impianti hanno esportato nel 1 trim per un valore di 524,4 milioni di euro (+26,3 rispetto all’anno prima), gli alimentari e bevande 402,3 milioni (+19,1%) e la Moda 385,7 milioni (+15,2%). Solo Metallurgia e metalli è calato del -1,8% a 512,4 milioni di euro. 

Non possiamo che monitorare con attenzione la situazione tedesca - conclude Boschetto - dato che li vendiamo il 14,6% delle nostre merci con punte del 20 per alimentari, bevande e metallurgia e metalli. Certo è che l’organizzazione e la qualità delle nostre filiere ci dà un margine competitivo straordinario.

Lavorazioni e produzioni intermedie, dai prodotti siderurgici, alla meccanica, alle lavorazioni plastiche a quelle conciarie sono infatti perfettamente inserite nelle catene del valore della grande industria tedesca.

Ora, con i cambiamenti globali in corso, si prevedono elevati tassi di ricollocazione delle attività industriali dall’Asia all’Europa. In questo senso, nonostante le tante difficoltà del momento, credo che per le aziende venete inserite nelle filiere tedesche ci siano ancora opportunità di crescita”.

Redazione Cuoreeconomico
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