La rinascita della storica Trafomec, salvata dai sacrifici dei lavoratori

L'azienda umbra che produce trasformatori era in liquidazione dopo la fuga della proprietà cinese. Adesso però nasce Cooperativa Trafocoop – Trafocooperativa della Valnestore, pronta ad acquisire l'azienda, col supporto di Confcooperative Umbria, se l'asta giudiziale del 6 febbraio dovesse andare deserta
La proprietà cinese si era resa da mesi irreperibile, tanto che era stata persino staccata la corrente. Ora però una storica azienda umbra, la Trafomec, realtà metalmeccanica che produce trasformatori con sede a Panicale (Perugia), si avvia a ripartire grazie a Cooperativa Trafocoop – Trafocooperativa della Valnestore, una iniziativa di workers buyout attuata da gran parte dei 45 lavoratori superstiti (dei 100 iniziali) dell'azienda, che poi sono stati licenziati anch'essi mentre l'azienda veniva messa in liquidazione giudiziale.
E' il Segretario Regionale di Confcooperative Umbria Lorenzo Mariani a dare l'annuncio: “La ferma volontà manifestata dalla Regione Umbria nel reputare credibile e supportabile con gli strumenti di sistema regionali il progetto della Cooperativa Trafocoop, laddove l’asta del Tribunale andasse deserta, ha trovato riscontro positivo da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che attraverso il Fondo Cooperazione Finanza Impresa dedicato allo start up di progetti di workers buyout ha deliberato il sostegno patrimoniale allo start up della cooperativa, aprendo le porte verso un futuro apporto finanziario finalizzato all’acquisto definitivo dell’azienda”.
Spiegano ancora da Confcooperative: “Stiamo seguendo con entusiasmo da diversi mesi questo progetto cooperativo ed anche sotto il periodo delle recenti festività abbiamo lavorato, braccio a braccio con i soci della cooperativa insieme ai colleghi, per poter rispondere alle sollecitazioni del Ministero ed ottenere riscontro eventualmente positivo in termini strettissimi.
L’obiettivo è stato raggiunto in tempi record e questo ha aperto le vie all’istruttoria presso Fondosviluppo (il Fondo mutualistico di Confcooperative) per doppiare l’intervento di Cooperazione finanza impresa come socio sovventore”.
La sfida dei lavoratori
E' il Presidente della Cooperativa Trafocoop ed ex dipendente di Trafomec, Federico Malizia, a fornire ulteriori dettagli dell'importante operazione: “Gli incontri recenti con Regione e comune di Panicale ha dato coraggio a tutti noi soci e risposta ai nostri sacrifici, oltre che solide basi ad un progetto imprenditoriale cooperativo.
Grazie anche al supporto di Confcooperative e del Ministero sappiamo ora con certezza che abbiamo tutte le carte in regola per partire con la giusta patrimonializzazione e finanza anche per far fronte al futuro acquisto.
Non secondaria è stata la disponibilità del Presidente della Vetreria Cooperativa Piegarese, Bruno Gallo, proprietaria degli immobili, manifestata al Consiglio d’Amministrazione della Trafocoop nei precedenti incontri che sono stati anche molto utili a tutti noi per meglio assimilare gli autentici valori cooperativi incarnati dallo stesso”.
Confcooperative Umbria soddisfatta
Sulla vicenda interviene anche il presidente regionale di Confcooperative, Carlo Di Somma: “Ora i tempi stringono: il 6 febbraio scade l’asta indetta dai Commissari e laddove la stessa andasse deserta la Cooperativa Trafocoop, che in ogni caso gode di un favore normativo in quanto start up costituita da ex dipendenti di un’impresa in liquidazione giudiziale, vorrebbe poter essere messa nelle condizioni di poter riprendere la produzione entro e non oltre il mese di febbraio, ricollocando subito 31 lavoratori con l’impegno di migliorare l’occupazione appena le condizioni lo permetteranno.
Tutto ciò per non perdere le importanti opportunità di mercato che la cooperativa ha già acquisito in questi mesi di stop, procedendo con un affitto del ramo d’azienda subordinato al futuro acquisto a condizioni economiche ritenute però dagli stessi fondi finanziatori congrue.
Per permettere il rispetto di questo timing ci stiamo portando avanti anche con l’istruttoria della BCC Centro rispetto al finanziamento dell’anticipo della Naspi che andrà richiesto dai soci medesimi all’indomani della eventuale scadenza dell’asta”.
Redazione Cuoreeconomico
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