La sfida della Cisl: manifesto in 13 punti per cambiare verso al Paese

Piattaforma programmatica da sottoporre al Governo e tre incontri in piazza: “Vogliamo coniugare il cambiamento del Paese e dell’Europa con il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani e delle donne. Cambiamento significa mettere in campo le azioni necessarie a realizzare gli investimenti e le riforme previsti dal Pnrr, rafforzando un modello di governance partecipata per attuare i progetti e per favorire la spesa effettiva ed efficace delle risorse previste. Le azioni del Governo non vanno in questo senso. Via alla legge per la partecipazione dei lavoratori in azienda”
Un manifesto in 13 punti per un lavoro più a misura della persona. Più competenze, più politiche attive, più contrattazione, più partecipazione: questi i punti alla base della piattaforma attraverso la quale partirà la mobilitazione che vedrà la Cisl scendere in piazza il 6 ottobre a Bologna, il 13 a Milano ed il 20 a Napoli: tre incontri per sostenere le richieste unitarie avanzate insieme a Cgil e Uil e dalle categorie nei confronti del Governo e del sistema delle Imprese al fine di ottenere un cambiamento delle politiche industriali, economiche, sociali e occupazionali.
La Cisl rilancia lo "Statuto della persona nel mercato del lavoro" e affronta i vari temi, dal legame con l'istruzione e formazione fino al salario minimo se di natura contrattuale, ai costi più alti per i contratti più brevi.
Le richieste del sindacato
Il sindacato chiede maggiori finanziamenti su istruzione e formazione, tirocini più mirati e una spinta alle politiche attive. Inoltre ritiene necessario "completare in fretta i concorsi per le assunzioni nei Centri per l'impiego e credere nel dialogo con le agenzie per il lavoro, pena il mancato decollo del Supporto per la formazione e il lavoro, la misura di attivazione rivolta ai soggetti occupabili tra i 18 e i 59 anni prima percettori del Reddito di cittadinanza, il cui avvio positivo è fondamentale come modello da estendere a tutti i cittadini in cerca di occupazione".
Chiede incentivi per le aziende che contrattano la conciliazione vita professionale-vita privata flessibilità e di contrastare i contratti di lavoro discontinui: "Pur non considerando i contratti a termine uno strumento di precarietà, preoccupa l'elevato numero di quelli di breve durata che espongono i lavoratori all'instabilità lavorativa", la Cisl chiede "di rimodulare il contributo dovuto dal datore di lavoro per i contratti a termine in modo inversamente proporzionale alla durata".
Dice sì al salario minimo, ma solo se di natura contrattuale: riconoscendo in questo modo, rimarca il sindacato, non solo i livelli retributivi, ma anche le altre tutele contrattuali quali permessi, scatti di anzianità, premi di risultato, soluzioni di conciliazione, welfare integrativo, bilateralità.
LA VIDEOINTERVISTA AD ANDREA CUCCELLO (segretario confederale Cisl)
LA NOSTRA INTERVISTA A IGNAZIO GANGA (segretario confederale Cisl)
La partecipazione dei lavoratori
"Occorre perciò estendere settore per settore il trattamento economico complessivo dei Ccnl più applicati", è la proposta che rilancia. Non manca il tema della partecipazione dei lavoratori in azienda, su cui il sindacato sta raccogliendo le firme per la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare.
Il segretario generale Luigi Sbarra ne aveva parlato a CUOREECONOMICO nei giorni di lancio della proposta e adesso l’obiettivo è arrivare in Parlamento.
"La produttività deve essere condivisa laddove generata, senza che venga nascosta in alcuna forma di extra-profitto. Partecipazione gestionale, economica, organizzativa e consultiva: sono scelte di responsabilità dell'impresa e del sindacato che non possono più essere rinviate".
Urgente un cambiamento vero
“Vogliamo coniugare il cambiamento del Paese e dell’Europa con il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani e delle donne che in questi anni, anche a causa della pandemia e della guerra, sono invece peggiorate sia in Italia che in Europa”, dice il sindacato, che poi però va più a fondo: “Cambiamento per noi significa anche mettere in campo le azioni necessarie a realizzare gli investimenti e le riforme previsti dal Pnrr, rafforzando un modello di governance partecipata che veda l’azione congiunta di Governo, Regioni, Enti locali e Parti sociali, per attuare i progetti e per favorire la spesa effettiva ed efficace delle risorse previste; battersi per non tornare ai vincoli europei di bilancio prepandemici; contrastare le disuguaglianze con una riforma fiscale fondata sulla progressività costituzionale; puntare sul lavoro stabile e di qualità; rilanciare un nuovo ed esteso Stato Sociale; cogliere le sfide dell’innovazione, della riconversione verde, della valorizzazione della cultura e del turismo.
Cambiamento significa che il Documento di Economia e Finanza che il governo approverà nelle prossime settimane, indichi le scelte e le risorse per il rinnovo dei contratti pubblici e individui gli strumenti per superare una volta per tutte il precariato, adeguando gli organici ad una visione delle Pubbliche Amministrazioni che risponda alle necessità del Paese”.
“Andranno previsti, inoltre – prosegue la Cisl – investimenti sulla sanità, sulla scuola, sull’università e la ricerca, le risorse per una riforma strutturale delle pensioni, insieme a strumenti adeguati per favorire un’occupazione stabile e qualificata. Tutto ciò comporta relazioni sindacali forti e strutturate”.
“I provvedimenti che il Governo sta mettendo in campo in queste settimane – conclude il sindacato – non vanno in questa direzione né nel merito né per il metodo: i sindacati sono di fatto esclusi da un confronto preventivo e vengono semplicemente informati delle decisioni di volta in volta assunte”.
(Luigi Sbarra, segretario generale Cisl)
“Il Manifesto che proponiamo - ha detto il leader della Cisl Sbarra - ha l’ambizione di chi vuole avanzare verso la frontiera di un lavoro protagonista, inclusivo, creativo, solido dal punto di vista della remunerazione e della prospettiva di reimpiego”.
“In uno scenario in cui il lavoro diventa una costellazione eterogenea occorre definire uno Statuto della persona nel mercato del lavoro che universalizzi protezioni, tutele e servizi, rendendoli accessibili a tutti, lavoratori dipendenti e autonomi” ha affermato Sbarra.
“Bisogna rafforzare i Centri per l’impiego, rilanciare la regia nazionale e regionale sulle politiche attive, potenziare l’intera filiera della formazione e dell’istruzione.
C’è da incentivare il lavoro a tempo indeterminato, facendo pagare di piu’ quello a termine”. Per il leader Cisl “il lavoro povero si contrasta con formazione e competenze , aumentando i salari avendo come riferimento la contrattazione e la partecipazione.
Si obblighino i datori di lavoro a stampare sulla busta paga il codice del contratto applicato, alzando multe e sanzioni ad aziende che praticano il sommerso. Se si vuole combattere davvero il lavoro povero, si prenda atto che ad incidere, più del livello della paga oraria, è la bassa intensità di lavoro: poche ore al giorno e pochi mesi l’anno.
Si intervenga, quindi, lì dove maggiormente serve. Sul part-time involontario, specialmente femminile: l’Italia ha il dato più alto tra i paesi Ocse, sul lavoro nero, sulle false partite Iva e i falsi stage. Sull’uso distorto dei tirocini extra-curricolari, più che raddoppiati nell’ultimo decennio.
Sulle cooperative spurie. Tutti aspetti che il salario minimo non toccherebbe in alcun modo. E che invece reclamano più ispezioni e controlli nei luoghi di lavoro, per una stretta su sfruttamento e lavoro irregolare, l’investimento sui servizi di welfare e sul lavoro di cura.
Salari,organizzazione produttiva, rappresentanza: la via maestra per le regolazioni lavoristiche è quella contrattuale. Penso anche all’opportunità della riduzione dell’orario di lavoro collegato alla produttività e formazione . Una sfida che vede da sempre la Cisl in prima linea”.
Presente all'incontro, il ministro del lavoro Marina Elvira Calderone ha sottolineato come "La stagione che si apre è un'occasione per intensificare il confronto e il dialogo. Apprezzo la strada che avete scelto, responsabile e dialogante, perché le persone vogliono capire. Sarebbe più facile andare a strillare in piazza".
Ed in riferimento alla proposta del sindacato che ha rilanciato la proposta di rimodulare il contributo dovuto dal datore di lavoro per i contratti a termine in modo inversamente proporzionale alla durata, aggiunge: "Farò una riflessione attenta su quella che è la vostra proposta del contributo aggiuntivo" per i contratti a termine di breve durata.
"Mi sembra un'operazione di buon senso: più è lungo il contratto, più c'è la possibilità che quel contratto si trasformi in una posizione a tempo indeterminato, per cui non va penalizzato. Invece sul contratto di breve durata sarebbe una riflessione adeguata perché è giusto che quel contratto, salvo i casi di stagionalità, possa avere un diverso trattamento".
Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











