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22/06/2023

La sfida di Bigsquid: in Umbria il primo impianto in Europa per produrre biometanolo da biogas

Dalla collaborazione fra Fattoria Autonoma Tabacchi e Politecnico di Milano nasce un progetto che prevede un forte risparmio nella produzione di nuova energia, il rilancio di impianti in dismissione e nuove prospettive anche nell’utilizzo del carburante alternativo. Giansanti (Confagricoltura): “Sembrava un sogno, è un grande passo avanti nel segno della sostenibilità”

La tecnologia e l’eccellenza italiana al servizio dell’economia circolare e dell’agricoltura 2.0. Nasce in Umbria il primo impianto in Europa per la produzione di  biometanolo da biogas.

Si chiama BIGSQUID (ovvero BIoGaS to liQUID) e prende vita dalla collaborazione nata nel 2018 fra il Politecnico di Milano e la Fattoria Autonoma Tabacchi, una centenaria realtà umbra con sede a Città di Castello (Perugia) ed attiva nella produzione di tabacco, cereali, oleaginose, ortaggi, nocciole, energia elettrica tramite due impianti a biogas e diversi impianti fotovoltaici.

Una sfida, ma più che altro una visione lungimirante del futuro, certamente dettata dalla necessità di rilanciare produzione e sviluppo industriale messi a dura prova da pandemia, rincari e lockdown ma anche dalla volontà di fornire un ulteriore contributo al progresso scientifico nell’ambito dell’ingegneria di processo e dell’economia circolare.

Dal biogas al biometano: i vantaggi

Il biogas è il prodotto della digestione anaerobica di biomasse. È composto da metano ed anidride carbonica e viene tradizionalmente bruciato per generare potenza green. Con i suoi quasi 2000 impianti operativi, l’Italia rappresenta uno dei principali paesi al mondo per produzione di biogas.

Brevettato in Italia negli anni 60, ha cominciato ad espandersi rapidamente agli inizi degli anni 90 in tutta Europa ed oggi è sicuramente fra i più usati non solo in agricoltura, grazie anche ad una serie di importanti incentivi sul prodotto.

Ma in Italia, la gran parte degli impianti usufruisce di incentivi sull’energia prodotta che durano 15 anni, al termine dei quali, il passaggio successivo è lo smantellamento o la conversione dell’impianto da produzione di biogas a produzione di biometano.

Molti agricoltori, senza biogas, sarebbero inevitabilmente costretti a ridimensionare anche le attività agricolo-produttive.

In anni dove il gas metano è fortemente sanzionato, la produzione di biometano sembra fornire una duplice soluzione: decarbonizzare l’attuale consumo di metano fossile e sostituire il gas naturale che attualmente importiamo dall’estero.

L’opzione della conversione però ha costi sempre più alti, sopratuttutto in questo periodo ed in più molti degli impianti sono lontani dai cicli produttivi, nonostante la capillarità di Snam, rendendo antiecomico il percorso senza ulteriori incentivi.

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Dal momento che il biometano non è (facilmente) liquefacibile e quindi nemmeno trasportabile, molti impianti non hanno alcun interesse ad avvalersi della conversione da biogas a biometano e devono, gioco forza e loro malgrado, dismettere le attività produttive.

Ecco quindi la sfida di Fattoria Autonoma Tabacchi e Politecnico di Milano: produrre da soli metanolo da biogas o, meglio, biometanolo.

Il metanolo è il più semplice fra gli alcoli ed è considerato uno dei composti chiave in questi decenni di transizione per le sue qualità di carrier per l’idrogeno, ma è anche un carburante avanzato ed altoottanico che genera ridotto particolato ed NOx ed è, altresì, il composto chimico di base per un notevole numero di applicazioni e prodotti come i pannelli truciolari, i polimeri, gli acetati

L’Italia è tra i primi utilizzatori mondiali di metanolo e non ha alcun impianto produttivo sul proprio territorio, ergo, dipende per oltre 1 milione di tonnellate anno da importazioni provenienti da paesi che raramente rispettano i dettami ambientali europei. Il metanolo importato è, peraltro, totalmente fossile, prodotto da gas naturale o addirittura da carbone.

Questa nuova tecnologia permette di superare questo ostacolo, producendo appunto il metanolo in proprio, offrendo una seconda vita ai circa 1000 impianti di biogas che sarebbero altrimenti inesorabilmente spenti.

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BIGSQUID è stata ideata dal Politecnico di Milano ed in particolare dal Centre for Sustainable Process Engineering Research (SuPER) diretto da Flavio Manenti, ordinario di Impianti Chimici del Dipartimento “Giulio Natta”, e brevettata dal Technology Transfer Office (TTO) diretto da Ivan Ciceri del Politecnico di Milano.

La tecnologia BIGSQUID è stata così proposta per ingegnerizzazione ed industrializzazione a Fattoria Autonoma Tabacchi S.C., presieduta da Fabio Rossi, che ha commissionato la progettazione e il controllo del processo a SMEA Engeenering srl.

Il progetto in dettaglio è consultabile qui.

Risparmio energetico e prospettive di sviluppo

Un impianto BIGSQUID da 1 Megawatt ora equivalente ha una previsione di produzione di 4500 tonnellate per anno di biometanolo a specifica di mercato con un valore del metanolo fossile che oscilla tra 450 e 550 euro  a tonnellata.

In sostanza, con il biometanolo ceduto al prezzo del metanolo fossile, ogni impianto di biogas sarebbe in attivo economico per la prima volta dalla sua invenzione senza particolari incentivazioni.

Sono circa 2000 gli impianti per la produzione di biogas in Italia, tutti più o meno della dimensione simile a quella del progetto proposto,  che collocano il Paese al secondo posto in Europa ed al quarto a livello mondiale.

Qualora un terzo degli impianti esistenti non potessero connettersi alla rete Snam per iniettare biometano - specifica Confagricoltura, che ha sostenuto il progetto - in Italia si potrebbero produrre fino a 3 milioni di ton per anno di biometanolo a specifica, decarbonizzando totalmente uno dei principali settori industriali e con un surplus di 2 milioni di ton per anno prodotte, che potrebbero essere esportate o, meglio ancora, potrebbero sostituire quella percentuale di metanolo fossile che già viene impiegata come additivo nelle benzine, con ulteriore significativo beneficio ambientale”.

Inoltre un eccesso produttivo di biometanolo non impatta la domanda complessiva mondiale, che si attesta attorno a diverse decine di milioni di ton per anno, ma c’è un altro aspetto significativo.

Senza contare che il metanolo ha notevoli impieghi e molti derivati, fra cui il Dme o dimetiletere, attualmente un additivo dei diesel, ma sempre più di frequente ne è considerato il suo sostitutivo. Tanto che le trattrici agricole, con modifiche lievi, possono adottare il Dme come carburante”.

(Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura)

La soddisfazione di Confagricoltura

“Questa è unna sfida vinta, anche con l’Umbria protagonista e grazie ad una azienda come la Fat sempre pronta all’innovazione”, sottolinea il direttore di Confagricoltura Umbria Cristiano Casagrande.

Il ruolo del settore primario in questo processo è essenziale” gli fa eco il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti,  che nell’esprimere “apprezzamento per questa innovativa modalità di produzione di energie che si colloca nel solco dell’economia circolare e della sostenibilità”, ringrazia Fattoria Autonoma Tabacchi SC e il suo presidente dr Fabio Rossi  che con lungimiranza e coraggio nel 2018 ha iniziato un percorso estremamente innovativo: “Sembrava un sogno - conclude - oggi è realtà. In questa vostra iniziativa c’è tutto lo spirito di Confagricoltura: ricerca, innovazione, progetto, azione”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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