mar 03 feb 2026

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La sfida di Cisl Campania: “Educazione finanziaria ed incentivi per gli imprenditori del futuro”

(Doriana Buonavita, Segretaria Generale Cisl Campania)

La segretaria regionale Buonavita a CUOREECONOMICO a margine di un convegno: “Si a digitalizzazione ma bisogna frenare la desertificazione bancaria. Pnrr chiave per lo sviluppo del territorio: smettiamola di rincorrere solo le risorse, serve calibrare le azioni. I giovani oggi chiedono spazio e poter creare una famiglia: vanno poste le basi perché possano contribuire in modo fattivo allo sviluppo del Paese”

Nel corso delle ultime settimane, la Cisl Campania è stata particolarmente attiva nel lanciare l’allarme sulla capacità delle banche nel Sud Italia e in Campania.

Negli ultimi anni, le banche hanno ridotto la loro presenza in Campania e il Pnrr può rappresentare un’importante occasione per ritagliare alle banche un ruolo centrale nel rilancio delle economie locali e delle aree interne.

Il Convegno “Quali politiche per la coesione territoriale nel contesto della desertificazione bancaria”, recentemente svoltosi a Napoli, ha posto l’attenzione proprio sul ruolo tra banche, imprese e crescita del territorio.

La presenza di banche di fiducia sul territorio è un altro tassello importante per la crescita della cultura finanziaria per imprenditori e risparmiatori.

L’eduzione finanziaria è un elemento centrale che caratterizza le attività della Cisl Campania. L’evento “Educazione finanziaria, risparmio e lavoro: pianificare il proprio futuro”, inserito all’interno della programmazione della Global Money Week, l’evento annuale promosso dall’Ocse con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani fin dall’età prescolare sull’importanza di acquisire le conoscenze, le abilità e i comportamenti necessari per prendere decisioni finanziarie coerenti con le proprie esigenze e possibilità, vede la Cisl estremamente attenta su tale importantissima tematica.

Un’intensa attività che, accanto alle politiche bancarie e alla riforma fiscale, vede l’emergere del confronto e del dibattito anche sulla sanità e l’istruzione nelle regioni meridionali.

Attualmente, con un’inflazione che sale e con la differenza che c’è tra i salari reali e il costo della vita, il Governo sta avendo mano libera su politiche finanziarie che prevedono una tassazione divisa in tre fasce e su tali tematiche la Cisl Campania vuole far sentire la propria voce.

Nel tentativo di comprendere le vertenze e l’analisi economica elaborata dalla Cisl, CUOREECONOMICO ne parla con Doriana Buonavita, Segretaria Generale della Cisl Campania.

Per il Sud, i temi della piattaforma nazionale rivendicati da Cgil, Cisl e Uil nei confronti del Governo incrociano problematiche regionali e territoriali per le quali chiedete un dialogo continuo su formazione, sanità territoriale che non decolla, reddito di cittadinanza che sta mutando. Cosa chiedete all’attuale esecutivo e quali sono le pecche maggiori dell’attuale governo secondo le vostre analisi economiche?

Le ingenti risorse, tra Pnrr e altre fonti di finanziamento quali ad esempio il Fondo di Coesione, destinate alla Campania, rendono questo momento storico un’opportunità dalla doppia veste: saremo ricordati per aver rilanciato la nostra regione o per aver lasciato solo un ulteriore, gravosissimo debito.

Il nostro Governo è chiamato a disegnare e implementare le importanti riforme previste nel Piano, abbiamo bisogno di una normativa efficiente, stabile nel lungo periodo che installi fiducia per gli investimenti, che renda attrattivo il nostro Paese, che gratifichi le aziende che vengono ad investire qui, con un orizzonte temporale che vada anche oltre dopo il 31 dicembre 2026.

 Le nostre azioni come sindacato dovranno essere volte a garantire che le risorse siano investite in una spesa buona, di ampio respiro, che generino rinnovamento, che colmino i gap che la nostra regione sconta e, ultimo ma non ultimo, che puntino all’occupazione.

Come Cisl della Campania vigileremo e faremo pressione ognuno per i vari livelli di competenza sui soggetti attuatori tenuto conto che i progetti del Pnrr dovranno essere ultimati entro giugno 2026. Ma Dal 1° gennaio 2027 dovremo aver messo su l’architettura normativa e di pianificazione per camminare in autonomia.

In una regione come la nostra, stretta fra il lavoro che manca, crisi industriali e crisi energetica che strozza le famiglie, bisogna cambiare l’approccio, “vedere il campo”, smettere di correre dietro le risorse del Pnrr e calibrare le azioni”.

State denunciando il rischio della desertificazione bancaria per il Sud e la Campania. Come arginare il fenomeno e in tale scenario possono avere un ruolo centrale le Banche di Credito Cooperativo – Bcc?

Con la spinta verso la digitalizzazione dei servizi bancari abbiamo assistito ad una progressiva riduzione degli sportelli bancari. La nostra Regione presenta il più basso numero di sportelli a parità di popolazione residente e quindi si registra gande densità per singola filiale.

Va bene la digitalizzazione per essere al passo con i Paesi dell’Ue ma la presenza bancaria sul territorio è rilevante nell’orientare le decisioni degli offerenti risparmio, soprattutto in contesti caratterizzati dalla scarsa diffusione di reti infrastrutturali per il digitale e dalla presenza di piccoli risparmiatori, senza dimenticare che la nostra Regione presenta un alto tasso di invecchiamento e che quindi occorrono relazioni dirette con i pensionati che rappresentano forse i maggiori risparmiatori”.

Come contribuire a far crescere l’importanza dell’educazione finanziaria per i giovani e gli imprenditori?

Educare i giovani che saranno i lavoratori e le lavoratrici future è processo virtuoso che consentirebbe di evitare i casi di risparmio tradito e di migliorare le relazioni.

I giovani e giovanissimi sono il “motore dell'economia del futuro” e i “principali indiziati per la rivoluzione culturale” che l’educazione finanziaria necessita.

Educarli ad un uso consapevole del denaro e far conoscere gli aspetti essenziali del suo uso nel mercato e nell’economia. Ho letto di recente che tra i giovanissimi, mentre prima quando si chiedeva quale fosse la principale spinta finanziaria per loro, rispondevano il “risparmio”, oggi invece rispondono “realizzare i propri progetti di vita”.

Tutto volto alla ricerca di un posto di lavoro che garantirebbe loro almeno il mantenimento o il miglioramento del proprio tenore di vita. Insomma occorre orientarli nelle scelte di cittadinanza attiva”.

Quali sono le maggiori preoccupazioni che emergono in Campania per giovani lavoratori e giovani imprenditori?

Sul tema lavoro la Cisl ha sempre evinto la necessità di un forte investimento sulle competenze, sulla formazione e sulle politiche attive, soprattutto per quanto riguarda i giovani, insieme all’urgenza di rilanciare il lavoro sia qualitativamente sia quantitativamente e di incentivare il contratto a tempo indeterminato.

Se diamo uno sguardo approfondito ai ruoli che i Giovani ricoprono nelle aziende, ci rendiamo conto che in Campania vi è un alto numero di under 35 a capo delle aziende ma sono sempre più in calo i giovani imprenditori e pensiamo abbiano inciso i maxi rincari, a cominciare da quelli energetici; come ho già detto prima, molti giovani oggi pensano a come mantenere il proprio tenore di vita e quindi a correre sempre meno rischi ed ecco che un ruolo importante lo giocano la quantità e la qualità degli incentivi messi in campo per spingerli anche all’imprenditoria in giovane età”.

Di Domenico Letizia
(Riproduzione riservata)

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