ven 30 gen 2026

Seguici su:

17/01/2024

La tassa di soggiorno fa ricchi i comuni: "Venga destinata in parte a strutture ricettive"

I dati dell'osservatorio nazionale di Jfc confermano come i comuni hanno incassato 678 milioni di Euro. In testa Lazio, Toscana, Marche ed Umbria. Confindustria Alberghi: "Doveva avere finalità turistiche, ma abbiamo visto che finisce perlopiù nelle casse dei Comuni per un utilizzo generalizzato". Federalberghi: "Oggi il prelievo grava su una sola delle attività che traggono beneficio dai flussi turistici. Proponiamo pertanto di sostituire la tassa di soggiorno assegnando ai Comuni una quota del gettito Iva prodotto da tutte le attività turistiche ovvero istituendo una city tax"

"Il 2023 ha portato nelle casse dei Comuni italiani un consistente tesoro grazie agli incassi derivanti dall'imposta di soggiorno: incassi ben superiori alle già positive previsioni di inizio anno, quando si preannunciava un incasso pari a 678 milioni di euro.

Infatti nell'anno appena terminato si sono raggiunti i 702 milioni, con un dato in crescita del +13,4 percento rispetto all'anno precedente e +12,8 rispetto all'anno pre-pandemia, vale a dire il 2019".

A fare i conti è Massimo Feruzzi, responsabile dell'Osservatorio nazionale di Jfc sulla tassa di soggiorno, in occasione delle audizioni sull'atto di indirizzo sulla necessità di una revisione generale dell'imposta di soggiorno davanti alla commissione Finanze del Senato.

Il quadro a dicembre 2023

A dicembre 2023 erano complessivamente 1.013 i Comuni nei quali i turisti si trovano pagare l'imposta di soggiorno, oltre agli ambiti provinciali di Trento e Bolzano.

Di questi, ben il 36,8 percento - oltre 258 milioni - è stato incassato dai Comuni delle regioni dell'Italia centrale, vale a dire Lazio, Toscana, Marche ed Umbria; il 27,9 percento dalle regioni dell'Italia nord orientale (Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia) con un incasso complessivo di circa 196 milioni, mentre l'Italia nord occidentale (Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia e Liguria) ha raccolto poco più di 126 milioni, quindi il 18 percento del totale nazionale; l'Italia meridionale (Puglia, Abruzzo, Campania, Calabria, Basilicata, Molise) l'11,1%, pari a circa 78 milioni, e infine le due isole (Sardegna e Sicilia) una quota del 6,2 percento sul totale nazionale, pari a 43 milioni circa.

Confindustria Alberghi: riordinare la materia

"È assolutamente necessario un riordino della materia. L'imposta di soggiorno è un elemento che sicuramente incide sulla capacità competitiva delle nostre imprese nel quadro internazionale del turismo e quindi è una variabile che dobbiamo andare a controllare".

Lo dice Barbara Casillo, direttrice generale dell'Associazione Italiana Confindustria Alberghi.

"Un altro elemento - aggiunge - è poi la trasparenza e cioè come funziona e dove va il gettito di questa imposta. Doveva avere finalità turistiche, ma abbiamo visto che finisce perlopiù nelle casse dei Comuni per un utilizzo generalizzato. Dovrebbe esserci una rendicontazione".

Poi c'è l'equità e cioè come si distribuisce il carico fiscale e infine la necessità di semplificazione con procedure che "con il tempo sono diventate confuse e inutilmente complesse con un sedimentato normativo che va avanti ormai da circa dieci anni".

Tornando al tema della competitività Casillo dice: "Siamo i primi in Europa, non è un premio e non è un risultato di cui andare orgogliosi.

Avere l'imposta di soggiorno più elevata in Europa, non mi spingo a dire nel mondo ma temo che possiamo essere in buona posizione anche a quel livello, non va bene, dato che ormai lo sviluppo turistico del nostro paese passa attraverso la concorrenza internazionale.

Non possiamo aspettare che aumenti il turismo interno, potrà avere piccole variazioni, ma i grandi numeri che il nostro Paese può ottenere e merita arriveranno dal turismo internazionale".

Federalberghi: penalizzate strutture ricettive

"La decisione di individuare l'esercizio ricettivo come unico punto di prelievo nei confronti dei turisti è profondamente iniqua. Perché in questo modo l'imposta di soggiorno non è pagata dagli escursionisti, che invadono le città senza pernottare, né da coloro che pernottano in alloggi semiclandestini.

Perché chi soggiorna nelle strutture ricettive già concorre in misura cospicua al pagamento delle imposte locali, in primis la Tari.

Perché oggi il prelievo grava su una sola delle attività che traggono beneficio dai flussi turistici. Proponiamo pertanto di sostituire la tassa di soggiorno assegnando ai Comuni una quota del gettito Iva prodotto da tutte le attività turistiche ovvero istituendo una city tax". 

Lo dice il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, che ha anche espresso appoggio alla proposta di istituire una regolamentazione quadro che disciplini in maniera uniforme l'imposta di soggiorno su tutto il territorio nazionale e ha formulato un insieme di indicazioni sui contenuti che dovrebbe assumere tale regolamentazione.

Secondo Federalberghi, i principi cardine del processo di revisione devono essere "la trasparenza (ogni Comune deve dar conto di quanto incassa, di come spende tali risorse e dei risultati delle misure adottate), la neutralità (l'imposta deve essere applicata in tutti gli alloggi turistici, dal grande albergo al piccolo appartamento), la ragionevolezza (confermando il tetto massimo di 5 euro per persona, che già oggi costituisce una sovrattassa cospicua, mediamente pari a circa l'8 percento del prezzo) e il coinvolgimento (le decisioni concernenti l'istituzione della tassa e la destinazione del gettito devono essere prese con la partecipazione degli operatori)".

"La legge prevede che l'imposta debba finanziare interventi a sostegno delle strutture ricettive, ma questa previsione è inapplicata dai Comuni".

Nucara ha pertanto chiesto che "il nuovo regolamento nazionale sia accompagnato da una misura stabile, che finanzi la riqualificazione delle strutture ricettive destinandovi un'aliquota del gettito dell'imposta di soggiorno".

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com