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13/10/2022

Latte, Passarini (Cia): “Crisi eccezionale per allevatori. Urgenti misure contro rincari”

(Gianmichele Passarini, vicepresidente Cia-Agricoltori Italiani)

Il vicepresidente della Confederazione al Dairy Summit: “Costi di produzione alle stelle, superiori a quelli di vendita del prodotto”

Le stalle italiane stanno vivendo una crisi senza precedenti che rischia di mettere ko tutta la filiera del latte. Per questo occorrono misure strutturali a tutela di un settore che paga insieme i rincari delle materie prime, gli effetti della siccità e la volatilità dei prezzi sui mercati”.

Così Cia-Agricoltori Italiani dal Dairy Summit, l’evento annuale di riferimento per il comparto, ospitato al Palazzo De’ Toschi di Bologna.

I costi di produzione per le aziende zootecniche sono cresciuti in un anno del 111% - ha detto il vicepresidente nazionale di Cia, Gianmichele Passarini, nel suo intervento al convegno - raggiungendo anche 90.000 euro nelle imprese specializzate nell’allevamento delle vacche da latte, tra i forti rialzi delle spese per energia (+35.000 euro), mangimi (+34.000 euro) e carburanti (+6.000).

Gli allevatori sono stati costretti a frenare la produzione per cercare di contenere le perdite, considerato che l’aumento dei costi operativi è decisamente superiore al prezzo del latte riconosciuto dal mercato.

Ma continuando così, c’è il serio pericolo di perdere migliaia di stalle, soprattutto le più piccole, obbligate a cessare l’attività non riuscendo più a coprire pagamenti e costi correnti”.

A rischio la tenuta del sistema 

Ora “la tenuta del sistema è molto precaria - ha continuato Passarini - e pesa la paura e l’incertezza del futuro legata al perdurare della guerra.

Ecco perché diventa sempre più urgente e necessario per il settore avere a disposizione un meccanismo per l’adeguamento del prezzo del latte nel corso dell’anno, sulla base dello sviluppo dei mercati”.

Altrettanto importante, per difendere il settore, è “costruire relazioni più equilibrate e innovative tra mondo agricolo, industria e Gdo - ha spiegato il vicepresidente Cia - per dare vita a un ‘patto di sistema del latte Made in Italy’ e rispondere alle sfide in atto.

Servono, poi, azioni di promozione unitarie e maggiori investimenti sulla qualità certificata, incoraggiando allo stesso tempo processi di aggregazione, attraverso la creazione di OP (Organizzazioni di Produttori) per incidere nella programmazione, nella definizione del prezzo e nella più equa distribuzione del valore su tutte le componenti della filiera”.

Redazione Cuoreeconomico
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