ven 20 mar 2026

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LAVORO. Giornata della Parità retributiva: nelle Marche le donne guadagnano un terzo in meno degli uomini

Nelle Marche la differenza retributiva tra generi resta un’emergenza irrisolta con medie inferiori di quasi il 30% in meno delle donne rispetto ai colleghi uomini

La Uil Marche, alla vigilia della Giornata internazionale per la parità retributiva istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare sul divario retributivo di genere a livello globale e celebrata ogni anno il 18 settembre, diffonde l’analisi.

Emerge un dato complessivo regionale del 29,88% di differenza salariale. “Un appuntamento che richiama istituzioni, imprese e sindacati a un impegno concreto per colmare un divario che penalizza non solo le donne, ma l’intero tessuto produttivo e sociale” dicono dalla Uil Marche.

L’Ufficio studi della Uil Marche ha elaborato i dati Inps delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti del settore privato evidenziando che il divario più pesante riguarda gli operai, che costituiscono la fetta principale della forza lavoro marchigiana: qui le lavoratrici ricevono il 36,91% in meno, con una retribuzione media annua di appena 17.544 euro.

Anche tra gli impiegati, seconda categoria più numerosa con oltre 143 mila addetti, la forbice è ampia: 34,60% di differenza salariale a svantaggio delle donne, con stipendi che si fermano a 25.451 euro. Salendo ai livelli più alti della gerarchia, le disparità restano significative.

Nei quadri, il gap scende al 13,53%, mentre tra i dirigenti la differenza è ancora del 21,66%, a fronte di retribuzioni annue che superano i 143 mila euro. Gli apprendisti mostrano una forbice più contenuta, al 14,20%, ma su salari medi che non raggiungono i 14 mila euro.

Redazione CUOREECONOMICO
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