LAVORO. Occupazione in crescita, ma l’Italia resta ferma, l’allarme CISL su giovani e donne inattivi

(Mattia Pirulli, Segretario Confederale CISL)
Il mercato del lavoro italiano dà segnali incoraggianti, ma dietro i numeri positivi si nasconde la sfida cruciale dei Neet (Not engaged in Education, Employment or Training). Tuttavia, secondo il nuovo Report Lavoro pubblicato oggi dalla CISL, nel IV trimestre del 2024 gli occupati hanno raggiunto quota 24.037.000, saliti poi a 24.222.000 a gennaio 2025. Un milione in più rispetto all’era pre-Covid, con un’importante riduzione del lavoro precario.
“Siamo di fronte a una crescita non solo quantitativa, ma anche qualitativa”, ha dichiarato Mattia Pirulli, segretario confederale della CISL. Il lavoro stabile avanza: i contratti a termine, infatti, sono scesi sotto il 15%, contro il picco del 17,4% del 2022.
Ma c’è un lato oscuro: l’inattività resta elevata. “È qui la vera emergenza – avverte Pirulli – soprattutto per donne e giovani”. Troppe le barriere ancora in piedi: competenze carenti tra i giovani, carichi familiari e servizi insufficienti per le donne, e un sistema produttivo che fatica a incrociare la domanda con l’offerta. Il paradosso? Una assunzione su due oggi è difficile da portare a termine per mancanza di candidati adatti.
La CISL propone un piano d’azione articolato: investimenti al Sud, rilancio dell’apprendistato, più servizi alla persona, lotta all’abbandono scolastico e una riforma del sistema di orientamento e formazione.
“Senza l’inclusione attiva di giovani e donne, il Paese non potrà crescere davvero”, conclude Pirulli. “È un dovere sociale, ma anche una necessità economica.”
Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
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