mar 03 feb 2026

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Lazzaro (Confagricoltura Puglia): «Investire su sistemi irrigui, innovazione e digitalizzazione per far crescere ancora il settore»

(Luca Lazzaro, presidente Confagricoltura Puglia)

Il presidente regionale dell’organizzazione: «Export ha compensato il caro-prezzi, ma l’agroalimentare deve diventare strategico anche a livello nazionale»

Pnrr, aumento dei costi e instabilità politica. CUOREECONOMICO ha parlato con Luca Lazzaro, presidente di Confagricoltura Puglia per fare il punto sul settore nella sua regione.

Il tacco dello stivale d’Italia, al pari di altre realtà vive un momento complicato. L’agricoltura è un punto di forza della regione, ma la situazione è stata  complicata dagli incendi boschivi avvenuti nella stagione appena conclusa, dal caro-energia e dalla siccità.

Le imprese faticano a sostenere le spese. Luca Lazzaro mette in campo le proposte della Confederazione per il settore.

Come vede l'attuale momento della Puglia sul fronte del lavoro e delle imprese, anche in relazione alla situazione nazionale?

«In Puglia la ripresa economica e la creazione di nuovi posti di lavoro possono accelerare il rilancio della produzione agricola, dell’attività di trasformazione e di commercializzazione dei nostri prodotti. Servono investimenti ma, prima di tutto, serve un progetto e una visione strategica.

Nel processo di transizione ecologica della regione, l’agricoltura ha un ruolo importante. L’Italia è il principale Paese produttore di biologico in Europa, con il più alto numero di imprese – oltre 80.000 – e con una superficie di quasi 2 milioni di ettari, pari al 16% della superficie coltivabile nazionale.

La Puglia è la seconda regione, dopo la Sicilia, più attiva nel biologico (oltre 266.000 ettari), mentre sono circa 24.700 le imprese che in Puglia hanno investito in tecnologie green divise tra le province Bari, al primo posto con 10.533 imprese, Foggia (5900); Brindisi (5000); Taranto (4100); Lecce (2200)».

L'estate è stata devastante, sul fronte degli incendi, soprattutto in Puglia dove l'agricoltura è un settore chiave. Quali prospettive e cosa serve ora?

«Quest’anno abbiamo registrato eventi climatici eccezionali che in passato capitavano nell'arco di un decennio. La situazione si è registrata in tutta la regione. Non si tratta più di episodi sporadici.

È dunque necessario un nuovo approccio alla questione, che comprenda la cura e la gestione del territorio con tutti i soggetti coinvolti, sfruttando anche le ricerche in materia di intelligenza artificiale e di elaborazione, sempre più puntuale, di modelli previsionali per contrastare, anche con forme di difesa attive, i fenomeni meteorologici estremi».

Il commissario Ue Gentiloni ha detto che bisogna andare avanti col Pnrr, senza rinegoziarlo come qualcuno propone. Lei che ne pensa? Come il Pnrr può aiutare imprenditori e famiglie della sua regione?

«Le continue crisi idriche, dovute alla scarsità e alla diversa distribuzione delle risorse, hanno importanti effetti sulla produzione, in particolare dove l’irrigazione costante è una pratica necessaria e una condizione essenziale per un’agricoltura competitiva.

Per aumentare la capacità di affrontare le situazioni di emergenza, è essenziale aumentare l’efficienza nell’irrigazione.

Investimenti infrastrutturali sulle reti e sui sistemi irrigui, pensiamo anche al Pnrr, consentono una maggiore e più costante disponibilità di acqua per l’irrigazione, aumentando la resilienza dell’agroecosistema agli eventi di siccità e ai cambiamenti climatici».

Le piccole e medie imprese come possono affrontare la crisi che stiamo vivendo?

«L’innovazione e la digitalizzazione sono due processi oggi alla base dello sviluppo delle aziende agricole che vogliono piazzarsi negli scenari globali e del territorio. Solo il vino e l’olio in Puglia valgono ben oltre un miliardo di euro.

Come Confagricoltura, promuoviamo una sempre maggiore attenzione all’innovazione e ai giovani in agricoltura, presenza - quest’ultima - fondamentale per la competitività del settore e per il contrasto allo spopolamento delle aree rurali e montane».

L' aumento dei prezzi di gas e materie prime che ricadute sta avendo sulle famiglie e della sua regione?

«In questa fase particolarmente critica è necessario sostenere le famiglie e i settori vulnerabili. Come Confagricoltura Puglia chiediamo che l’agroalimentare sia riconosciuto come settore strategico anche per la rilevanza che la spesa ha sul bilancio delle famiglie, specialmente sui nuclei meno abbienti.

 La voce ‘alimentazione’ è quella che ha fatto registrare, dopo l'energia, la crescita più sostenuta in termini di inflazione. Contenere i costi di produzione è il modo più immediato e diretto per frenare la crescita dei prezzi al consumo».

Le attuali tensioni internazionali quali conseguenze hanno avuto sul vostro settore? Quali sono le vostre richieste alle istituzioni per il prossimo futuro?

«Gli aumenti dei costi energetici e delle materie prime, unititi alle difficoltà trovate sui mercati internazionali sono stati un durissimo colpo.

Tuttavia, l’export dell’agroalimentare pugliese ha mostrato una buona tenuta nonostante la pandemia Covid e la guerra in Ucraina.

Questa capacità di tenere vivi gli scambi con i mercati stranieri, anche in periodi di assoluta incertezza, è in gran parte dovuta alla grande capacità imprenditoriale dei produttori.

Alla base della solidità del sistema agroalimentare della Puglia c’è dunque la capacità delle aziende agricole di rispondere alle esigenze dei consumatori e di aprirsi alle innovazioni».

Di Andrea Rizzatello
(Riproduzione riservata)

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