Lazzàro (Confagricoltura Puglia): “Settore sempre più Under 35, investire su ricerca, sostenibilità e gestione idrica”

(Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia)
Il presidente degli agricoltori pugliesi a CUOREECONOMICO: “In Italia 55.000 giovani possono far decollare l’agricoltura, ma occorre guardare al futuro. Col nuovo fronte di guerra entriamo in un altro tunnel, ma la Puglia e il Paese hanno saputo affrontare le difficoltà. Regione leader nel biologico, ora la sfida è quella di rendere il settore protagonista nelle rinnovabili”
Innovazione e coraggio. Sono queste le due parole chiave per il presidente di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro, il quale lancia le nuove sfide per far crescere il settore.
A detta del dirigente tarantino, non bisogna avere paura, ma serve assumere un approccio energetico per il 2023, un anno definito cruciale per gli addetti ai lavori.
Presidente, qual è la situazione del settore agricolo pugliese?
“All’inizio del 2022 pensavamo che l’uscita dal tunnel della pandemia fosse a portata di mano. Non sapevamo però che ad attenderci – di lì a poco – c’era un altro tunnel, egualmente buio e difficile da attraversare, ovvero il ritorno delle guerre in Europa e adesso anche in Medio Oriente.
Nonostante questo, abbiamo affrontato nel nostro territorio, una delle più importanti regioni agricole del Paese, i grandi temi senza aver paura. Come Confagricoltura, con gli imprenditori del territorio, stiamo difendendo il diritto dei produttori di latte di ricevere il giusto compenso. Abbiamo chiesto e ottenuto che chi ha subito un danno enorme per la Xylella, potesse essere indennizzato e con quell’indennizzo ripartire.
Abbiamo dialogato con la Regione Puglia e l’assessorato all’agricoltura per far in modo che il prossimo Psn fosse scritto a misura di impresa, soprattutto di quelle che vogliono stare sul mercato e creare occupazione.
Abbiamo puntato sulla sostenibilità portando la Puglia ad essere una delle prime regioni d’Europa ad avvicinarsi all’obiettivo del 25 percento per il biologico. Ora la sfida che ci vede più impegnati è far diventare l’agricoltura sempre più protagonista sul fronte della produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il 2023 può essere un anno cruciale, l’arrivo del nuovo Psn e la messa a terra dei fondi Pnrr in Puglia possono contribuire alla svolta, a quel colpo di reni che attendiamo da anni, ovvero are in modo che l’agricoltura sia posta allo stesso livello dell’industria per prospettive economiche e lavorative”.
La presenza spropositata nel territorio dei cinghiali continua ad essere un problema. Cosa chiedete al governo regionale?
“La richiesta di Confagricoltura è che si concentrino le azioni di depopolamento del cinghiale, oltre a garantire un’adeguata capacità di intervento finanziario per gli interventi atti a compensare tutti i danni subiti dalle aziende pugliesi.
Ricordiamo che i cinghiali sono vettori della Peste suina e, ad oggi, la malattia della variante, che si sta diffondendo in Europa, è presente in Piemonte, Liguria, Lazio, e anche nelle vicine Campania e Calabria”.
Ad Agrilevante avete parlato delle nuove sfide e opportunità per il settore. Quali sono gli investimenti per potenziare la competitività delle aziende pugliesi?
“L’investimento più importante è sull’acqua e sulle infrastrutture. La carenza idrica incide pesantemente sull’agricoltura e in Puglia il reperimento di risorse idriche per scopi agricoli costituisce un costo importante sul bilancio di una azienda.
Più della metà dei pugliesi patiscono la carenza nel periodo estivo e a farne maggiormente le spese sono gli agricoltori che, per far fronte alla richiesta di prodotti, assorbono più del 60 percento dei consumi di acqua della regione.
Per questo è necessario uscire dalla fase emergenziale con politiche e tecnologie innovative in modo da intervenire in tempo ed evitare che nel giro di pochi anni le coltivazioni, e di conseguenza le produzioni, soffrano l’assenza in maniera irreversibile.
Il riutilizzo delle acque reflue e una gestione attenta possono rendere disponibili risorse idriche aggiuntive, permettere l’utilizzo delle riserve presenti negli invasi per altri scopi e ridurre l’impatto degli scarichi nelle acque superficiali”.
Come la ricerca può contribuire alla sicurezza e alla sostenibilità ambientale?
“In agricoltura per restare competitivi e affrontare le sfide del futuro si deve innovare con maggiore coraggio. In questo processo è fondamentale il raccordo con l’università e il mondo della ricerca, soprattutto oggi, quando con 55.000 imprenditori under 35, il nostro Paese ha nello scenario agricolo europeo una delle classi dirigenti più giovani”.
Quale ruolo può assumere l’agricoltura pugliese nel contesto europeo?
“La Puglia è candidata a raggiungere, con largo anticipo sul resto del Paese, l’ambizioso obiettivo fissato dalla Commissione Europea di avere il 25 percento dei suoi terreni in regime di agricoltura biologica entro il 2030.
La nostra è la prima regione in Italia per rapporto Sau/Bio. Su una superficie agricola utilizzata di 1,416 milioni di ettari, quasi 287.000 sono stati convertiti al biologico.
In percentuale, si tratta di oltre il 22,3 percento, mentre la media italiana si attesta sul 17,4 percento. Penso chequesto risponda alla domanda”.
Recentemente ha partecipato a un incontro incentrato sullo sviluppo integrato delle zone rurali. In cosa consiste e cosa prevede?
“Come Confagricoltura Puglia, con altri partner, cerchiamo di strutturare idee condivise di sviluppo che possano tradursi in un impegno reciproco, consapevoli che favorendo la vitalità delle zone rurali si contrastano fenomeni come povertà, spopolamento e degrado ambientale”.
Di Guido Tortorelli
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