Le coop agroalimentari: "Legno e selvicoltura salvano i borghi, Governo le tuteli"

(Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare)
Nasce il 'Cluster Italia Foresta Legno'. Maretti (Legacoop Agroalimentare): "Il valore del bosco è anche legato alla tutela del territorio e difesa delle aree interne. Necessaria pianificazione a lungo termine". De Angelis (Fedagripesca): "Parte un nuovo capitolo per il settore"
"Il legname lavorato in Italia è per lo più di provenienza estera. C'è bisogno di una regia per ridare valore ai nostri boschi, sono ancora oggi troppo pochi quelli certificati".
Lo spiega Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, una delle sigle che hanno sottoscritto, al ministero dell'agricoltura l'atto costitutivo dell'associazione 'Cluster Italia Foresta Legno'.
Il bosco italiano occupa 10,5 milioni di ettari, il 34,74% della superficie totale dell'Italia, di cui il 63,5% di proprietà privata.
Si va dalla Liguria con una densità boscosa del 62,6% e dal Trentino (60,5%) fino ad arrivare alla Sicilia (10%) e, per finire alla Puglia (7,5%). I boschi cedui rappresentano il 41,8% della superficie a bosco, mentre il 36,1% è occupato dalle fustaie.
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Cluster a tutela e difesa della selvicoltura
"Per noi la selvicoltura è un aspetto fondamentale per l'economia dei piccoli borghi e per la tutela del territorio. Far ripartire la filiera del legno vuol dire garantire la sopravvivenza delle Aree interne del Paese.
Per questo chiediamo al Governo di considerare questa dimostrazione di potenzialità e vitalità che il settore ha dato, attraverso un rafforzamento cospicuo della dotazione finanziaria prevista", continua Maretti.
Il valore del bosco è anche legato alla tutela del territorio e difesa delle aree interne. Il cluster è uno strumento per avere una voce unica, anche in Europa.
Mette insieme tanti soggetti diversi e questo dà forza per stare sui bandi europei e su fonti di finanziamento che altrimenti da soli non è possibile intercettare. Il neonato cluster avrà importanza per la sopravvivenza dei boschi stessi.
"È necessaria la pianificazione a lungo termine, determinante per non disperdere la biodiversità. E sarà fondamentale il contributo che potrà dare la ricerca attraverso l'innovazione e nuove modalità di selvicoltura", sottolinea Patrizio Mecacci responsabile del settore Forestale di Legacoop Agroalimentare.
Fedagripesca: oggi nuova narrazione
Anche Fedagripesca Confcooperative ha partecipato all'incontro: "La costituzione del Cluster Italia Foresta Legno avvenuta oggi è un tassello fondamentale per l’attuazione alla strategia forestale nazionale.
Il cluster, mettendo in rete diversi soggetti del mondo associativo, accademico, istituti di ricerca ed enti pubblici, potrà contribuire attivamente ad un rilancio delle filiere forestali”, sottolinea il presidente Mario De Angelis.
“Con oggi speriamo di dar avvio ad una nuova narrazione del settore forestale” – prosegue De angelis – un comparto che ha grosse potenzialità e che può contribuire attivamente al sistema produttivo italiano”.
Tra i principali valori aggiunti del nuovo cluster, secondo De Angelis, oltre agli obiettivi di tutela e valorizzazione del sistema forestale nazionale e di riduzione della dipendenza dall’estero in materia di utilizzazione delle risorse forestali e prelievo legnoso, c’è anche “la creazione e il sostegno di iniziative di networking tra il mondo forestale della prima e della seconda trasformazione, oltre alla gestione concordata di politiche di filiera e di azioni di promozione e comunicazione per la valorizzazione del settore”.
Il Presidente De Angelis sottolinea che soltanto il 15,3% delle superfici a bosco sono dotate di piani di gestione forestale, mentre più di un terzo della superficie a bosco non registra alcun intervento.
“La cooperazione si candida in tal senso – conclude De Angelis – a svolgere un ruolo di primo piano nello scenario forestale italiano puntando soprattutto sulla valorizzazione delle filiere forestali (legno, energia, servizi ecosistemici collegati), proponendosi attivamente per incoraggiare e rafforzare i legami tra imprese, istituzioni territoriali ed enti di ricerca, favorendo il trasferimento di competenze e innovazione”.
Redazione Cuoreeconomico
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