Le Pmi del Veneto alla sfida del credito sostenibile

(Moreno De Col, Presidente CNA Veneto)
Cna Veneto si affida al Progetto TranspArEEnS, curato dall'Università Cà Foscari, per un rating oggettivo ESG e migliorare l'accesso al sistema bancario. Il presidente Da Col: "Il nostro compito è mettere le imprese nella migliore condizione per accedere al credito". Billio: "E’ importantissimo avere ben chiaro che in questa fase è rilevante l’impegno e l’avvio di un percorso di sostenibilità non solo per il tema finanziario ma anche per quello filiera e prodotto"
Le imprese artigiane del Veneto sempre più nel segno della sostenibilità. Cresce la sensibilità sul tema, non solo perchè oggi è una delle chiavi richieste dal sistema bancario, ma anche per la consapevolezza che è la sola strada per la crescita economica del Paese ed anche ovviamente del territorio.
Così Cna Veneto, insieme con Sviluppo Artigiano, ha deciso di sposare il progetto TranspArEEnS, finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia, che attraverso la compilazione di un questionario consentirà alle piccole e medie imprese, grazie a un modello standard, di veder valutati con trasparenza e rigore metodologico i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) al fine di ottenere prima uno score e poi un rating, che sono fondamentali per un accesso al credito migliore e per creare nuove opportunità di business.
Le Pmi in grande difficoltà
I dati dell’indagine condotta dalla Banca d’Italia mostrano come nel 2023 le imprese da 1 fino a 9 addetti siano in difficoltà per l’accesso al credito, evidenziando un rischio medio-alto sulla concessione dei finanziamenti stessi.
Al contempo, la recentissima indagine di Cna sul credito dimostra come le piccole e micro imprese con fatturato fino al 1 milione di euro, nell’anno in corso, saranno costrette a ricorrere a misure straordinarie con un maggiore indebitamento bancario: il 23,3% per finanziamenti a breve termine e il 22,8 percento per finanziamenti a medio/lungo termine.
Anche il rapporto congiunturale sull’economia veneta, redatto sempre da Banca d’Italia alla fine del 2022, mostra che i prestiti alle imprese hanno lievemente accelerato nella prima parte del 2022 (2,1 percento alla fine di giugno sui dodici mesi) sostenuti dalla domanda di credito per investimenti e per il finanziamento del capitale circolante.
Analizzando i diversi comparti, è più intensa l’espansione dei prestiti alla manifattura, soprattutto in alcuni dei settori più rilevanti per la produzione e l’export regionali come l’industria alimentare, la metallurgia e l’elettronica.
Tutto questo in un momento in cui il costo del denaro è sensibilmente aumentato, incidendo quindi sulla capacità di creare profitto, per chi deve ricorrere al credito.
In questo contesto bisogna sottolineare che le nuove normative per l’erogazione del credito da parte delle banche richiedono indicatori di sostenibilità ESG (Enviromental, Social, Governance), e la disponibilità degli stessi farà la differenza non solo per l’accesso al credito ma anche per i relativi costi.
Il progetto TranspArEEnS, coordinato dal Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia con il Leibniz Institute for Financial Research Safe, la Federazione Ipotecaria Europea, CRIF e Modefinance, è di rilevanza strategica considerando che il 99% di tutte le imprese europee sono PMI e aiuta specificamente le piccole e medie imprese a comprendere e migliorare il proprio potenziale di sostenibilità, valorizzando la loro presenza nel mercato.
(Monica Billio, Professoressa dell'Università Ca’ Foscari e coordinatrice di TranspArEEnS)
Accompagnare le aziende nel bilancio di sostenibilità
"Visto il momento delicato – commenta Moreno De Col, Presidente CNA Veneto – il nostro compito è di mettere le aziende nella migliore condizione di essere leggibili dalle banche per poter accedere al credito.
Secondo l’indagine CNA su un campione di 1.500 imprese, il 98% ritiene che vi siano condizioni non favorevoli per l’accesso al credito ed è per questo motivo che attraverso il nostro confidi Sviluppo Artigiano abbiamo aderito al Progetto TranspArEEnS, azione preparatoria per accompagnare le nostre aziende nel compimento di un percorso di sostenibilità, così da potersi interfacciare al meglio con gli istituti di credito.
Già da tempo infatti, attraverso la nostra bilateralità artigiana, siamo in grado di curare interventi di sostenibilità sociale per le nostre imprese e i lavoratori, e siamo orgogliosi che l’artigianato veneto sia in grado di sviluppare molte azioni in questa direzione, che oggi, come stiamo constatando, diviene linea guida".
"L’impegno concreto di Sviluppo Artigiano – aggiunge Carlo Di Vito, Direttore Sviluppo Artigiano – nel mettere disposizione delle nostre aziende associate un team di collaboratori competente e adeguatamente formato per assistere le imprese nella redazione del questionario per l’ottenimento del “rating di sostenibilità ESG”, coincide con la mission del nostro Confidi: agevolare il percorso di approccio dell’impresa al credito bancario.
Il sistema del Credito oggi richiede alle aziende una maggiore consapevolezza del proprio posizionamento soprattutto rispetto alle tematiche ambientali e questo progetto costituisce, a nostro avviso, un utile strumento per soddisfare questa esigenza".
"Tre sono i punti imprescindibili su cui tutte le aziende sono chiamate a porre la loro attenzione – dichiara la Professoressa Monica Billio dell'Università Ca’ Foscari e coordinatrice di TranspArEEnS – innanzitutto, occorre prendere coscienza che il sistema finanziario, soprattutto bancario, ha necessità di misurare la sostenibilità della propria clientela, così come richiesto dalle autorità di vigilanza e quindi porrà sempre più attenzione anche alla valutazione ESG per la concessione di credito; poi che la sostenibilità oggi deve essere percepita come un driver di crescita con nuove opportunità di business, sia per le grandi aziende che si confrontano con i mercati internazionali, che per le piccole che ne costituiscono la filiera a cui sarà chiesta sempre maggiore attenzione e informazioni; infine le aziende devono essere attori attivi della propria valutazione, valorizzando la propria capacità di trasparenza sulla sostenibilità, anche per evitare problemi reputazionali legati a valutazioni ESG fatte in modo automatico anche a loro insaputa.
Mi preme anche ricordare che in questa fase non è il giudizio ottenuto rilevante, ma molto di più l’impegno e l’avvio di un percorso di sostenibilità. C’è davvero la possibilità di non essere vagoni ma locomotori con benefici anche sulla marginalità che tutti sappiamo è stata duramente minata in questi ultimi anni".
Redazione Cuoreeconomico
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