Le società benefit avanzano: prodotti ad oggi 37 miliardi di euro

(Elisabetta Pontello, direttrice Assobenefit)
Assobenefit presenta la nuova direttrice Elisabetta Pontello e fa il punto sull’evoluzione delle società benefit in Italia, tra crescita, bisogno di rafforzarne l’assetto e spinta a cambiare il paradigma del mercato, con la forza che deriva dall’assumere gli obiettivi di beneficio comune, sociali e ambientali, al pari di quelli di profitto
Aumentare la responsabilità e la consapevolezza del proprio impatto sociale e ambientale, nell’agire quotidiano, sia nel breve che nel lungo periodo, attraverso un approccio sistemico, orientato al bene comune, desideroso di creare valore e di condividere l’esperienza “benefit” con altre imprese.
E’ questo il denominatore comune che è emerso dal confronto “Società Benefit: uno scenario in evoluzione", organizzato da Assobenefit nell’ambito della undicesima edizione del Salone della Csr e dell’Innovazione Sociale, che si è chiusa venerdì scorso.
A sette anni dall’introduzione della Legge che le ha istituite, la crescita delle Società Benefit è stata in Italia particolarmente veloce.
Il bisogno ora è quello di rafforzare ed evolvere il loro “assetto” mettendo a sistema l’esperienza che si fonda sul duplice scopo nel perseguire, oltre al profitto, finalità di beneficio comune; perché le Società Benefit nascono non tanto per cambiare le performance della singola impresa, ma con un obiettivo molto più ambizioso: cambiare il paradigma del mercato.
Una nuova direttrice per l'associazione
Assobenefit lo fa a partire da se stessa: il panel infatti è stata anche l’occasione per presentare la nuova direttrice Elisabetta Pontello, chiamata dal consiglio direttivo alla guida dell’associazione per le Società Benefit nella mission di concorrere all’affermazione di un nuovo modello economico di sviluppo sostenibile.
"In una fase in cui la crescita delle imprese benefit è continua, è cruciale che l’associazione evolva per dare un contributo sempre maggiore all’ecosistema e al percorso delle proprie associate", ha affermato la Pontello.
Tra gli obiettivi di sviluppo dell’associazione ci sono quelli di consolidare le prospettive dell’organizzazione e la sua incisività nel perseguire la mission, di rafforzare il legame con i soci e la capacità di rispondere ai loro bisogni, di sviluppare la rete dei partner con cui Assobenefit collabora sia in Italia, sia a livello internazionale.
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L'enorme crescita delle società benefit
A parlare di crescita delle società benefit in prima istanza ci sono i numeri: 3.164 le imprese che al 30 giugno di quest’anno si sono costituite o trasformate in Società Benefit, secondo la fotografia rappresentata attraverso la Dashboard evoluta per il monitoraggio e l’analisi delle Società Benefit, realizzata da Camera di commercio di Taranto con InfoCamere.
Secondo il cruscotto, che si alimenta con dati Registro Imprese, le benefit italiane sono per il 97 percento società di capitali e hanno prodotto sin qui oltre 37 miliardi di euro (dati aggiornati al II trimestre 2023; erano 19,7 mld alla fine del 2021); se la Regione Lombardia resta in testa con la più alta presenza di SB (33,44 percento del totale), la pervasività di questo modello d’impresa si manifesta sull’intero territorio nazionale.
Crescono nel 2023 le Società Benefit del settore manifatturiero (12,67 percento), segno che anche l’ecosistema per eccellenza del Made in Italy sceglie sempre di più la qualifica del “duplice scopo” nell’esercizio dell’impresa.
Claudia Sanesi, Segretario Generale della Camera di commercio di Taranto, ha sottolineato: "A livello demografico il fenomeno delle società benefit – che, come Camera di commercio di Taranto, osserviamo dal 2016 – non smette di stupirci.
Superata ormai la soglia delle 3000 imprese, la crescita annuale si attesta nel secondo trimestre al 46 percento, percentuale abbondantemente superiore a quella che registriamo per le imprese tradizionali.
Abbiamo lavorato molto con Infocamere per migliorare l’output statistico e oggi disponiamo di una dashboard di livello nazionale, alimentata dall’algoritmo, potenzialmente pronta a significative evoluzioni nella lettura delle dinamiche benefit anche finalizzate a sostenere le scelte legislative".
La ricerca di Goodpoint
Cresce anche l’esperienza sul campo delle società benefit e con essa l’opportunità di vedere il percorso con maggiore consapevolezza e coerenza.
Di qui una prima ricerca che Goodpoint Società Benefit ha condotto con l’obiettivo di mettere a fuoco le finalità di beneficio comune delle società benefit: "La nostra speranza per questa ricerca, - ha raccontato Nicoletta Alessi, presidente di Goodpoint - nata anche e soprattutto dalla nostra esperienza, è che possa essere di aiuto al “mondo” Società Benefit e lo porti a crescere, migliorare e creare una opportunità per dare una “casa” a tutte quelle imprese che non si riconoscono nel puro scopo di lucro.
La nostra ricerca può essere utile tanto per chi vuole intraprendere questo percorso dall’inizio, offrendo spunti e semplificazioni, quanto per chi già ha fatto la trasformazione a Società benefit e vuole capire meglio la direzione da prendere".
Cinque i profili tracciati dalla ricerca che è disponibile online sul sito di Goodpoint: Committed to sustainability, imprese che rendono vincolante e strategico l’impegno generale per la sostenibilità, in termini di riduzione degli impatti negativi e massimizzazione degli impatti positivi; Change Maker, aziende che intendono risolvere in maniera trasformativa un problema di sostenibilità legato al core business o alla industry; Impact driven, è il profilo di quelle Società Benefit la cui esistenza stessa è legata allo scopo di rispondere a un problema sociale o ambientale; Business with purpose, rappresenta aziende che svolgono mestieri “normali”, ma concepiscono l’impresa come strumento per creare valore condiviso per tutti gli staekeholder; Impact Booster, imprese il cui beneficio comune sta nell’amplificazione dell’impatto positivo (o nella riduzione di quello negativo) di altre imprese.
Redazione Cuoreeconomico
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