Ledda (Cisl Sardegna):'Alla Sardegna serve visione e una politica industriale sostenibile’

Pier Luigi Ledda, Segretario generale CISL Sardegna
In un contesto di nuovi equilibri geopolitici ed economici come i territori si stanno riorganizzando per evitare ripercussioni irreversibili.
La ‘guerra USA dei Dazi’ (con l’accordo al 15%); i conflitti mondiali che sembrano in stallo e con alle porte una manovra finanziaria con pochissimi margini di azione (anche in considerazione dell’alto debito pubblico che ha superato i 3.000 mld di euro), quali potranno essere le prospettive? E poi ancora: manovra finanziaria: su quali fattori il Governo dovrà incidere per dare fiato ad un’economia che sta tornando alla crescita ‘zerovirgola’ anche considerando che l’effetto trascinatore del PNRR fra qualche trimestre finirà?
Su questi temi CUOREECONOMICO ha invitato ad intervenire gli stakeholder socio-economici nazionali e dei ‘territori’ per avere un primo quadro di proposte da offrire ai nostri lettori e alla classe politica nazionale e delle regioni.
‘La Sardegna vive con maggiore fragilità le tensioni dell’economia globale, dai conflitti irrisolti alla guerra dei dazi che pesa sull’agroalimentare e sull’export. La prossima manovra finanziaria nazionale nasce in un contesto di debito pubblico oltre i 3.000 miliardi e margini ridottissimi, mentre l’effetto trainante del PNRR sta per esaurirsi. Il rischio è tornare a una crescita dello “zerovirgola”, lasciando disoccupazione e salari fermi.
Per l’isola è tempo di scelte coraggiose. Infrastrutture moderne, strade, ferrovie e reti digitali devono rompere l’isolamento e rendere competitiva la regione. Una politica energetica orientata alle rinnovabili e a costi più bassi per famiglie e imprese può trasformare la Sardegna in un hub verde del Mediterraneo. La continuità territoriale nei trasporti va resa stabile ed equa, con tariffe accessibili e servizi certi.
Altrettanto urgente è intervenire sulla sanità: servono più personale, ospedali efficienti e una medicina territoriale capace di ridurre liste d’attesa ormai insopportabili. Infine, il nodo del lavoro resta centrale: creare occupazione qualificata e stabile, puntando su giovani, donne e nuove competenze, è la condizione per un futuro diverso.
Non basta amministrare l’ordinario: alla Sardegna serve visione e una politica industriale e sociale capace di trasformare risorse in sviluppo, dignità e servizi essenziali’.
Di Pier Luigi Ledda, Segretario generale CISL Sardegna
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