L’educazione al saper fare

(Marco Neri, Presidente Confagricoltura Toscana)
Stato dell’arte dell’economia toscana: una panoramica attuale e le prospettive future sulla potenziale crescita del territorio incentivata dalla rete tra istituzioni, associazioni di categoria, imprenditori e giovani talenti
Le norme, le direttive servono per contenere, limitare, per quello che è possibile, ma difficilmente riescono a stimolare un tessuto imprenditoriale, produttivo. Quello deve già avere nel proprio DNA quella dinamicità, inventiva, visone futura e futuribile di un progetto di una società peculiare e poco ripetibile.
Così è La Toscana o meglio le tante Toscane che intrinsecamente si fondono in unicum. Un territorio variegato, con storie e tradizioni diverse, ma che hanno un comune denominatore: l'attenzione al bello, all'irripetibile, al rispetto per quello che ci hanno lasciato i nonni e per quello che lasceremo ai figli.
La storia sostanzialmente ci dice questo. Uno spiccato senso civico. Una forte attenzione alla persona, al bene comune, inteso anche come benessere individuale, spirituale, non solo materiale. Ed allora si tratta di dar seguito a tutto questo.
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Le direttive? Quelle devono darsele le imprese e i cittadini. Inventiva, idee, tecnologia, coraggio, attenzione al vicino di casa ed aperti a mille esperienze. Ma tutto con buon senso, con molta responsabilità e dovere. L'innovazione, il pozzo infinito di conoscenza che alberga nelle Accademie, nelle Università, nei centri di ricerca e non solo.
Questo deve traslare nei rivoli e torrenti del tessuto produttivo. Mai chiudersi, aprirsi al confronto senza perdere la nostra ancestrale identità. Rafforziamo cosa ci distingue, nel bene, e smussiamo quegli angoli poco produttivi e riduttivi.
La mentalità della tecnologia e del nuovo abbinata, fusa, con la tradizione e la testimonianza del passato. Questa la vera chiave di lettura e piano propositivo per il domani.
L'educazione al fare non manca; è necessario però che questo spirito libero non venga appesantito da zavorre idealistiche e da prese di posizione pretestuose e vetuste. Il buon senso e la possibilità di crescere ed investire. In fin dei conti è di questo che hanno bisogno gli imprenditori.
Di Marco Neri, Presidente Confagricoltura Toscana
(Riproduzione riservata)
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