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16/01/2024

Legacoop, le cooperative sorridono ma soffrono il caro-energia

(Simone Gamberini, presidente di Legacoop)

Il 2023 si chiude con un utile per l'80 percento delle realtà associate, anche con crescite importanti. Ma il presidente Gamberini avvisa: "Per il 2024 sarà indispensabile una riduzione dei tassi di interesse e politiche di sostegno agli investimenti delle imprese per la transizione verso la sostenibilità e la digitalizzazione"

Le cooperative aderenti a Legacoop chiudono il 2023 con indicatori positivi: l'80 percento ha registrato un utile, il 40 percento ha aumentato il valore della produzione (di queste, 4 su 10 registrano un incremento superiore al 10 percento) e il 27 percento anche l'occupazione.

E'quanto risulta dalla nuova indagine congiunturale sugli andamenti delle cooperative effettuata dall'Area Studi di Legacoop nella quale si evidenziano le aspettative in calo per i prossimi mesi: crescono di 8 punti i pessimisti sull'evoluzione del contesto macroeconomico. 

"Dopo un 2023 positivo, per il 2024 sarà indispensabile una riduzione dei tassi di interesse e politiche di sostegno agli investimenti delle imprese per la transizione verso la sostenibilità e la digitalizzazione", afferma Simone Gamberini, presidente di Legacoop, commentando i risultati dell'indagine congiunturale. 

Il dettaglio generale e per settori

In dettaglio nel 2023, le cooperative che hanno aumentato il fatturato (il 40 percento del totale) registrano una maggiore concentrazione nel settore consumo-distribuzione (54,5), della cultura (53,8) e della cooperazione sociale (45,9); a livello dimensionale nelle grandi cooperative (62,5) e, a livello territoriale, al Sud (43,3). 

Sul fronte dell'occupazione, le cooperative che l'hanno aumentata (il 27 percento del totale) sono maggiormente concentrate nel settore della cultura (34,6), dell'industria delle costruzioni (30,6) e della cooperazione sociale (29,9); a livello dimensionale nelle grandi cooperative (45,8) e, a livello territoriale, al Sud (31,4).

Riguardo all'utile di bilancio (registrato, complessivamente, dall'80 percento delle cooperative), i settori che evidenziano una maggiore concentrazione di cooperative sono l'industria delle costruzioni (91,7) e l'agroalimentare (87); le grandi cooperative (95,8) e il Nord (84).

Le attese per il futuro

Sul fronte delle attese per il futuro, nonostante il 68 percento delle cooperative si attenda un livello stazionario della domanda, calano sensibilmente le previsioni di aumento (dal 26 al 17 percento). Resta positiva la propensione agli investimenti.

Tra i problemi che condizionano la propria attività, al primo posto la scarsità di manodopera (indicata dal 41%), seguita dall'aumento dei costi delle materie prime e dei materiali (31) e, tutti con la percentuale del 26 percento, l'aumento dei costi energetici, l'aumento dei tassi di interesse, la liquidità a breve termine.

LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA SIMONE GAMBERINI

Accesso al credito

Infine, le difficoltà sul fronte del credito. Le cooperative che negli ultimi 4 mesi del 2023 hanno richiesto un finanziamento (il 31 percento) continuano a rilevare un aumento dei tassi di interesse (il 77 percento), la richiesta di altre condizioni da parte delle banche (30), l'aumento dei tempi di concessione (28) e delle garanzie richieste (26%). 

"I risultati della nostra analisi rafforzano le preoccupazioni già espresse sulle ripercussioni che il rallentamento complessivo dell'economia avrà sulle cooperative, maggiormente su quelle che operano nel mercato interno, ma anche sul fronte dell'export.

Per questo, oltre ad auspicare che ci siano le condizioni per sfruttare a pieno le opportunità del Pnrr per un rilancio della crescita, riteniamo indispensabile un'azione per abbassare i costi dell'energia, una progressiva riduzione dei tassi di interesse e la definizione, completamente trascurata nella legge di bilancio, di specifiche politiche di sostegno e di risorse che consentano alle imprese di far ripartire gli investimenti necessari per affrontare con successo la transizione verso la sostenibilità e la digitalizzazione", afferma il presidente Gamberini.

Redazione Cuoreeconomico
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