Legacoop Umbria, Valenti nuovo presidente. “Noi chiave per il nuovo modello economico. Puntare sui giovani”

Il congresso ha eletto nuovo numero uno della cooperazione l’imprenditore ternano presidente di Cosp Tecnoservice. Il presidente uscente Ricci: “È tornato centrale il bisogno di realizzare finalità di interesse collettivo, anche in nome di una maggiore tutela pubblica non solo sanitaria ma anche economica e sociale”. Il presidente nazionale Lusetti: “Ci proponiamo di essere protagonisti in questa nuova fase economica. Workers buyout risorsa”
La cooperazione umbra cambia: Danilo Valenti, numero uno della Cosp Tecnoservice di Terni è il nuovo presidente di Legacoop Umbria.
Lo ha eletto l’assemblea dei soci, al termine dei lavori congressuali ospitati dal Quattrotorri Hotel di Ellera di Corciano (Perugia). Al suo fianco nel ruolo di vicepresidente ci sarà Liana Cicchi.
Passaggio di testimone con Dino Ricci, per oltre un decennio numero uno dell’associazione. Ad aprire l’appuntamento congressuale, in luogo della presidente della Provincia Stefania Proietti, il suo vice - e sindaco di Corciano - Christian Betti; mentre è toccato ad Edi Cicchi - storica cooperatrice - fare le veci del primo cittadino di Perugia Andrea Romizi. Presente anche il suo omologo ternano Leonardo Latini.
Dino Ricci e i saluti nell’anno del rilancio
Ricci ha tracciato un bilancio dell’esperienza alla guida di Legacoop Umbria sottolineando come proprio l’attuale situazione economica, dovuta alla crisi energetica, alla pandemia ed alla guerra, abbia fatto da volano per un nuovo modello economico.
“Nei decenni passati - ha sottolineato - è prevalso un modello secondo cui il motore per lo sviluppo della società e per il benessere delle persone risiedeva in un grande mercato della concorrenza - orientato al costante ampliamento degli spazi per l’iniziativa d’impresa, intesa come impresa di proprietà di azionisti tesi alla massimizzazione dei profitti - e in uno Stato con funzioni minime per lo più di tipo regolatorio e/o riparatorio.
Due anni di pandemia hanno minato alle fondamenta la globalizzazione, modificando gli assetti di vita delle persone e delle imprese.
Di fronte a un unico bene comune - la vita - si è assistito al recupero di logiche territoriali e locali, sia di livello nazionale che comunitario.
È tornato centrale il bisogno di realizzare finalità di interesse collettivo, anche in nome di una maggiore tutela pubblica non solo sanitaria ma anche economica e sociale, attraverso un intervento più decisivo dello Stato”.
E’in quest’ambito, ha spiegato Ricci, che anche in Umbria si è fatta strada una concezione diversa dell’economia, che ha messo al centro la sostenibilità: “La cooperazione – ha spiegato – è parte integrante di questo nuovo modello economico, anche perché coinvolge cittadini che altrimenti sarebbero esclusi o ai margini, unisce insieme produzione e ricchezza e sostengono una società più equa e sostenibile”.
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Umbria in controtendenza
L’Umbria, ha sottolineato Ricci, è andata in controtendenza rispetto a livello nazionale: “Le cooperative associate a Legacoop in Umbria - ha spiegato - infatti erano 151 nel 2011 e 164 nel 2021, con un incremento dell’8,6%.
Il dato più rilevante è stata la crescita delle cooperative sociali che sono passate da 36 a 59 unità; l’incremento dei workers buy out passati da 2 nel 2011 a 15 nel 2021 e delle cooperative di comunità passate da 1 a 9 nel periodo 2011-2021”.
Ricci ha ricordato come Legacoop abbia fra i suoi associati le prime quattro realtà cooperative umbre, che sono fra prime 15 imprese per produzione di valore in Umbria, regione che è al terzo posto per occupati nel settore in Italia.
(Danilo Valenti, presidente di Legacoop Umbria)
Giovani, digitali (ma non troppo)
Un terzo delle cooperative umbre sono formate da giovani “che hanno portato valore aggiunto e nuovo entusiasmo”, Ricci.
Allo stesso tempo, come sottolineato da Mattia Granata, del centro studi Legacoop – che ha effettuato un excursus sullo stato della cooperazione italiana ed umbra – le realtà umbre, pur avendo un tasso di digitalizzazione pari a quello della media italiana, sono però fra le più basse per reale utilizzo della stessa e produzione di contenuti digitali.
Valenti, nella sua dichiarazione di intenti, ha sottolineato la necessità di affidarsi proprio ai giovani per il cambiamento, e quella di fare rete con le associazioni di categoria e Confcooperative.
La sfida: fare rete ed accesso al credito
La presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, nel suo intervento ha sottolineato l’importante ruolo svolto dalla cooperazione nella fase più delicata del Paese: “L’Umbria come il resto d’Italia ha pagato le conseguenze della pandemia, ma ne è uscita bene e si è rafforzata, anche grazie alle cooperative – ha sottolineato – Ora abbiamo due grandi sfide davanti: fare rete e spendere bene i soldi del fondo complementare ed anche del Pnrr, che sarà fondamentale per lo sviluppo economico del Paese e dell’Umbria. In questo senso sarà fondamentale l’accesso al credito. La regione sta lavorando anche per questo”.
Lusetti: cooperazione sarà protagonista del futuro
A livello nazionale, da registrare due interventi, quasi a sancire il passaggio di testimone, di Mauro Lusetti, presidente nazionale di Legacoop e del candidato alla successione Simone Gamberini, attuale direttore di CoopFond.
“Ci proponiamo – ha spiegato – di essere protagonisti di questa nuova fase con la proposta del workers buyout di recupero delle imprese in crisi e per favorire i ricambi generazionali, soprattutto nelle Pmi e con le cooperative di comunità, che rendono protagonisti i territori.
Inoltre, la cooperazione sarà protagonista dell’economia futura con le sue filiere agroalimentare che alimentano un settore di eccellenza italiana, anche all’estero. Il Pnrr sarà l’occasione giusta per dare rinnovato slancio all’economia del Paese”.
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
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