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19/10/2022

L’Italia e i luoghi Unesco: connubio con UniBologna per celebrare quelli emiliano-romagnoli

(Giovanni Molari, rettore UniBologna)

Il rettore Molari: “Promuovere il patrimonio culturale valorizzando i territori”. E lo studio di Banca d’Italia conferma: dove c’è un luogo Unesco le presenze turistiche si impennano

I luoghi patrimonio Unesco dell'umanità compiono 50 anni. Era, infatti, il 1972 quando, con la firma della Convenzione Unesco per la promozione del patrimonio mondiale culturale e naturale, si decise di attribuire questo riconoscimento a beni di eccezionale valore universale che, in quanto tali, vengono considerati come appartenenti non solo ai singoli stati in cui hanno sede, ma all'umanità intera.

Celebrare i luoghi per valorizzare il territorio

L'Università di Bologna ha deciso di celebrare questo anniversario con un ampio programma di iniziative, sia divulgative che scientifiche, aperto all'intera cittadinanza.

Un grande evento multicampus, diffuso, su Bologna, Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini, con appuntamenti e incontri da ottobre a dicembre”, ha spiegato il rettore Giovanni Molari.

La nostra Università vuole valorizzare e promuovere questo patrimonio culturale, anche attraverso il legame con i territori” ha aggiunto.

Le celebrazioni dell'Alma Mater prevedono anche, ad aprile 2023, l'organizzazione di una grande conferenza internazionale che si terrà a Bologna con i maggiori esperti e con le cariche istituzionali più rappresentative per la gestione della Convenzione Unesco del 1972.

Non solo Emilia-Romagna: il numero cresce ancora

Sono cinque i siti patrimonio Unesco in Emilia-Romagna: I portici di Bologna; Ferrara, città del Rinascimento, e il suo delta del Po; Monumenti paleocristiani di Ravenna; La Cattedrale, il Duomo e la torre Ghirlandina di Modena e Sasso Fratino, Parco nazionale delle Foreste Casentinesi.

L'Unesco ha fino ad oggi riconosciuto un totale di 1154 siti (897 culturali, 218 naturali e 39 misti), presenti in 167 Paesi del mondo. Attualmente l'Italia detiene il maggior numero di siti: 58.

L'anno scorso, nel 2021, l'Italia è stata premiata con tre nuove iscrizioni: gli affreschi padovani, i portici bolognesi e la città termale di Montecatini.

Il Veneto è la regione con il maggior numero di siti Unesco - ben nove - e Padova è una delle poche città al mondo a custodirne due: oltre alla città, con la sua arte pittorica, dal 1997 è patrimonio mondiale l'Orto Botanico dell'Università.

I luoghi Unesco valorizzano i borghi italiani

Secondo uno studio di Banca d'Italia, i turisti dei comuni nostrani che ospitano siti patrimoni Unesco sono per un 50% stranieri: di questi, il 75% è in Italia per una vacanza di tipo culturale. Le presenze nei comuni minori in cui è ubicato un sito culturale Unesco mostrano una tendenza crescente.

L'Italia, per i suoi siti, versa ogni anno 5.922.552 dollari all'Unesco. Secondo uno studio condotto da Rebanks Consulting Ltd per il Lake District World Heritage Project, che ha analizzato l'impatto socio-economico della nomina a sito Unesco nel 2009, solo un 5-10% dei luoghi, però, ha utilizzato il riconoscimento Unesco come strategia per valorizzare l'immagine del territorio e creare meccanismi di sviluppo sociale ed economici.

Di Paola Benedetta Manca
(Riproduzione riservata)

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