L’Italia e il Pnrr, Rinaldi (Lega-ID): “Aiutare i territori più piccoli per spendere bene e difendere il Made in Italy”

L’europarlamentare del Carroccio a CUOREECONOMICO: “Bisogna fare le scelte giuste, perché poi una parte del denaro va restituito. Bruxelles non tutela il nostro settore agroalimentare, ma il Recovery Fund è una grande occasione”
L’Italia alla sfida della seconda fase del Pnrr, quella della messa a terra dei progetti finanziati. CUOREECONOMICO prosegue il viaggio nel mondo politico per cercare di disegnare un quadro degli umori relativamente alla fase più importante dell’economia italiana, fondamentale per il rilancio dello sviluppo economico dopo pandemia e crisi energetica.
Dopo le parole dell’europarlamentare del Pd-S&D Camilla Laureti, raccogliamo anche quelle del fronte opposto, ovvero Antonio Maria Rinaldi, esponente della Lega eletto nel centro Italia a Bruxelles ed ora nel gruppo Identità e Democrazia.
Spendere bene, spendere tutti
“La sfida dell’Italia – dice l’europarlamentare leghista – è sempre quella, perché ci sono delle condizionalità molto stringenti nel Pnrr che si rifanno al regolamento del Recovery Fund.
Bisogna fare le scelte giuste e soprattutto tutte le regioni italiane devono prendere per mano e coccolare i comuni più piccoli, per potere dare loro un aiuto per mettere a terra i progetti, perché da soli non ce la fanno.
Faccio un esempio: ci sono tantissimi piccoli comuni che hanno come responsabile delle finanze il ragioniere part-time che non ha le competenze giuste per proporre ed elaborare i progetti, ma soprattutto districarsi nel ginepraio di regolamenti per ottenere i finanziamenti”.
E aggiunge ancora: “Ricordiamoci che una bella parte di questi soldi sono prestiti che andranno restituiti: ancora di più, anche per questo motivo, occorre spendere bene i soldi e non sprecarli, visto che poi ricadranno sulle future generazioni”.
Agroalimentare, manifatture e siderurgia
Col Pnrr l’Italia come Paese, ma soprattutto i territori, possono prendere slancio e valorizzare ancora di più le filiere che la vedono capofila nel mondo come l’agroalimentare, la manifattura e la siderurgia.
“Noi abbiamo il dovere di tutelare le nostre filiere di eccellenza - dice Rinaldi. Penso soprattutto all’agroalimentare, travolto da alcune normative bizzarre sull’alimentazione come l’etichettatura allarmistica sui vini o l’introduzione della farina di grillo.
Le nostre eccellenze sono apprezzate nel mondo, lo dice il fatto che gli stranieri, quando vengono in Italia e si siedono a tavola poi gradiscono e tornano anche per questo.
Inoltre, queste eccellenze rappresentano la nostra cultura, a cui teniamo tantissimo. Come gruppo della Lega ci siamo battuti con le unghie e con i denti per questo. Il Pnrr serve a rafforzare questa filiera come anche altre che lei citava.
Il siderurgico è stato in passato il fiore all’occhiello dell’economia mentre ora, in Umbria ma anche in altre regioni, sta vivendo una stagione difficile con i rincari di energia e materie prime”.
Il lavoro con Assocamerestero
Proprio sul fronte dell’export, l’Italia fa segnare numeri record per l’agroalimentare con 60 miliardi di euro ma anche settori come la manifattura ed in generale il Made in Italy sono ancora di grande traino nel mondo.
Il recente protocollo fra Sace, Assocamerestero e Unioncamere per aiutare l’internazionalizzazione delle Pmi è un segnale chiaro della strada che deve prendere l’economia italiana.
“Nonostante i rincari e l’esplosione della bolletta, la bilancia è positiva vuol dire che l’industria italiana sa reagire”, dice Rinaldi “Però c’è da fare molto per rendere le imprese italiane ancora più competitive all’estero - conclude l’esponente del Carroccio - e il Governo su questo è in prima linea e lo dimostra ogni giorno con le sue azioni”.
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com












