ven 20 mar 2026

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Liverani (ANP Emilia Romagna): “Saranno in grado gli anziani di adeguarsi a mutamenti climatici profondi e quali effetti avranno su salute e psiche?”

È l’interrogativo posto dal presidente regionale dell’Associazione pensionati Anp dell’Emilia Romagna, Pierino Liverani, in apertura dell’incontro svolto a Ferrara sui cambiamenti climatici e l’adattamento dell’uomo a nuovi scenari, una giornata di approfondimento realizzata in occasione della annuale festa della associazione aderente a Cia-Agricoltori Italiani

A dare il via ai lavori è stato il presidente di Anp Ferrara, Andrea Bandiera. Francesco Fiorica, direttore U.O.C. Radioterapia e Medicina Nucleare Aulss 9 Scaligera ha spiegato che se sottoponiamo il nostro corpo a temperature oltre i 37° per lungo tempo il sistema di termoregolazione inizia a soffrire e questo è un effetto diretto del cambiamento climatico.

Poi c’è quello indiretto – ha proseguito – provocato dalle polveri sottili che con le alte temperature scendono in atmosfera, sono respirate, facendo aumentare i tumori ai polmoni nelle persone giovani che non hanno mai fumato.

Il tumore, però, è lento e i suoi effetti sulla salute e sul sistema sanitario arriveranno magari tra qualche anno e sarà un carico enorme per il sistema della sanità pubblica, con effetti sociali ed economici su tutta la popolazione.

Noi possiamo cercare di salvaguardare il più possibile la salute, adottando pattern alimentari equilibrati, come la dieta Mediterranea, e partecipando agli screening oncologici”.

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Pierluigi Randi, meteorologo, presidente nazionale Ampro Meteo Professionisti ha ricordato che in poco più di un secolo la temperatura è aumentata di un grado e mezzo.

Una velocità mai vista se non in molti milioni di anni e abbiamo iniziato a pagare la rapidità del nostro “nemico” in termini di fenomeni atmosferici estremi, ben 7 dall’inizio dell’anno in Emilia Romagna.

Questi cambiamenti con i suoi risvolti non sono una novità perché gli scienziati del clima lo sapevano già 20 anni fa e ora occorre solo accettare che i nostri territori non sono adatti a questo nuovo clima “tropicale” e trovare soluzioni strutturali che li proteggano”.

Il presidente di Cia Ferrara e del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Stefano Calderoni ha ribadito: “I produttori, svolgono una funzione essenziale: sono le sentinelle dei territori contro il dissesto idrogeologico. Dove c’è presidio ci sono meno frane e alberi che arrivano nei fiumi e riportare gli agricoltori in aree abbandonate deve diventare una sfida collettiva.

Poi, naturalmente, servono opere e azioni per proteggere le persone e i territori. Occorre lavorare su due fronti: la mitigazione, limitando il più possibile le emissioni di CO2 in atmosfera e l’adattamento, realizzando opere resilienti”.

Le conclusioni della Festa sono state affidate al presidente regionale, Stefano Francia. “Vogliamo intraprendere due vie: tecnica e scientifica, una sfida che prevede adattamento idrogeologico dei territori, dell’agricoltura e dell’uomo, poi occorre agire con la ricerca scientifica per trovare colture più resistenti.

In questo contesto l’agricoltura emiliano-romagnola va in una direzione di sostenibilità e quindi mitigazione dell’inquinamento che però non può essere solo ambientale ma deve diventare economica.

Il clima, dunque, è diventato uno dei fattori che può determinare la tenuta non solo dei territori, ma di un intero tessuto sociale ed economico, che deve adattarsi ai cambiamenti e non può essere lasciato solo nel farlo”.

È intervenuto, tra gli altri, Alessandro Del Carlo, presidente Anp nazionale che ha ribadito la necessità di realizzare una mappatura delle disabilità e non autosufficienza perché durante le calamità occorre sapere chi non si può muovere.

Redazione Cuoreeconomico
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