Lodi (Fiom Cgil ER): «Metalmeccanico, è la quiete prima la tempesta. Alzare i massimali, stop licenziamenti»

(Un momento della conferenza stampa, al centro Lodi)
Il segretario regionale del settore nel corso di una conferenza stampa ha fatto il punto sull’attività in regione: «Pesano caro-energia ed inflazione anche se gli ordinativi aumentano. Ora redistribuire gli extraprofitti del settore energetico»
Il settore metalmeccanico in Emilia-Romagna, per il momento, è al riparo dalla scure della crisi energetica. Le richieste di cassa integrazione motivate da questa problematica sono meno dell'1%.
«Al contrario – spiega il segretario regionale della Fiom-Cgil, Samuele Lodi – aumentano significativamente, da parte delle aziende, le richieste di pacchetti di straordinari: sono subissate dagli ordini, soprattutto nel modenese, nel reggiano e in Romagna».
Questa situazione quasi isolata di benessere del settore non è però destinata a durare. «Per la Fiom, come per tutto il mondo del lavoro, sarà un autunno difficile e complicato, sia sul versante delle imprese che su quello dei lavoratori - prevede Lodi -. Noi come metalmeccanici, in regione, non stiamo sentendo gli effetti pesanti dei costi energetici come sta accadendo in modo significativo nel comparto ceramico, ma è evidente che le ripercussioni ci saranno anche nelle nostre aziende. E' la quiete prima della tempesta».
«L’ondata - avverte - arriverà anche da noi, soprattutto attraverso le ditte fornitrici, stiamo già registrando aumenti dei costi e ritardi nelle consegne. Le prime a soffrire saranno le fonderie».
«Proprio per questo - rimarca Lodi - dobbiamo essere pronti a mettere in campo un'iniziativa rivendicativa nei confronti della politica e delle aziende».
Le richieste al Governo
«Ci rivolgiamo al Governo e alle imprese - approfondisce - per rivendicare la tutela del salario dei lavoratori, ora eroso dall’aumento dell'inflazione, e il blocco dei licenziamenti» -. La Fiom, dunque, chiede alle aziende un aumento dei salari che vada di pari passo con il diminuito potere d'acquisto dei dipendenti, alla vigilia, tra l'altro, del rinnovo del contratto integrativo di colossi come la Gd, la Ducati e la Lamborghini. La Cgil rivendica anche, se arriveranno tempi duri per i lavoratori, una cassa integrazione dignitosa.
«E' evidente - sottolinea Lodi - che c'è la necessità di alzare il massimale” che, attualmente, si attesta sui 1222, 51 euro lordi, circa 700-800 euro netti».
«Un lavoratore che vede il proprio salario più che dimezzato - commenta - paga due volte il caro bollette. Bisogna poi che le aziende integrino la cassa integrazione con “salario fresco”, anche perché, se dovessero chiederla per l'innalzamento dei costi energetici, risparmierebbero sul contributo addizionale: questo risparmio deve essere riversato sui lavoratori».
Autunno caldo, scatta la protesta
La Fiom punta anche all'estensione della contrattazione aziendale che, in Emilia-Romagna, vanta comunque numeri importanti. Si preannuncia un “autunno caldo”, avverte Lodi, ricco di proteste da parte di sindacati e lavoratori.
E si inizia subito con la manifestazione nazionale della Cgil, a Roma, sabato 8 ottobre, quando le tute blu scenderanno in piazza per chiedere la difesa dei salari dei lavoratori e la loro tutela occupazionale, anche attraverso «l'aumento della contrattazione aziendale per ridistribuire i profitti record realizzati dalle imprese, la tassazione degli extra profitti nel settore energetico, la riduzione del cuneo fiscale a favore dei lavoratori e l'estensione degli ammortizzatori sociali ai precari».
«Per dare maggiore forza a queste rivendicazioni - annuncia Lodi - in questa regione, unico caso in Italia, la manifestazione nazionale verrà anticipata con un pacchetto di due ore di sciopero che si terrà venerdì 7 ottobre».
Di Paola Benedetta Manca
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