mer 18 feb 2026

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ESG89 MADE in UMBRIA - Luisa Todini: “Parola d’ordine è 'facile', vogliamo una regione e un’Italia semplice da vivere”

(Luisa Todini, manager e imprenditrice)

Lavori in corso per MADE in UMBRIA, il tradizionale GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 di fine anno in programma il 27 e 28 novembre a Foligno, presso l’Auditorium di San Domenico.

Il Made in Umbria non solo come cuore verde ma anche come tassello centrale del Made in Italy. Alle Istituzioni l’arduo compito di agevolare le normative per crescere, produrre e lavora bene, soprattutto nell’interesse dei giovani talenti del territorio.

Di seguito l’intervista a Luisa Todini, Manager, imprenditrice e relatrice dell’iniziativa “Made in Umbria” di ESG89.

Quali crede siano le sfide principali per promuovere il Made in Umbria a livello nazionale e internazionale, e quali strategie potrebbero sostenere i prodotti umbri nel mercato globale?

"Il Made in Italy deve rimanere il nostro brand di riferimento per declinarlo nel Made in Umbria esaltando la nostra parte 'green' sia come 'Cuore Verde' delle nostre meravigliose terre, sia perché siamo sempre più attenti alla salvaguardia ambientale puntando su energie alternative.

Proprio da qui dobbiamo consolidare il racconto dei nostri prodotti che provengono da una terra fertile e generosa, custode di sapori antichi e preziosi ma in grado di soddisfare gusti contemporanei".

Il tasso di occupazione giovanile rimane una questione cruciale, soprattutto nelle regioni come l’Umbria. Quali interventi ritiene possano favorire l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, specialmente nei settori chiave del territorio?

"Inglese, inglese, inglese, nel senso che, ancora oggi, tanti giovani che potrebbero essere occupati nei settori dell’accoglienza (settore di punta in Umbria), non riescono ad esprimersi nella lingua globale e internazionale e questo nega di default tante opportunità.

Incrementiamo il desiderio di tornare a lavorare le nostre terre riscoprendo la bellezza del lavoro agricolo anche con le più moderne tecnologie. Gli Istituti Agrari in Umbria possono svolgere un grande ruolo così come le scuole di formazione a vocazione turistica".

Quali competenze e innovazioni ritiene indispensabili per preparare le nuove generazioni a un mercato del lavoro in evoluzione? Come possono le istituzioni, le imprese e le scuole collaborare per garantire un futuro lavorativo stabile ai giovani italiani?

"Le istituzioni hanno il dovere di creare strumenti normativi (anche cancellarli se utile) che permettano ad imprese private e pubbliche di lavorare, crescere e produrre in un sistema semplice in cui non ci siano inutili regole farraginose ma schemi e principi facili da comprendere e da rispettare.

Soprattutto per giovani che vogliono mettersi in gioco in attività professionali ed imprenditoriali che, troppo spesso, li costringono ad investire più su consulenti legali e fiscali che nella stessa attività d’impresa. Parola d’ordine: FACILE! Vogliamo un’Italia facile che non significa semplicistica e banale, ma semplice da vivere".

Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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