mer 04 feb 2026

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L’utilità della bellezza, l’arte come mezzo di analisi

(Tomaso Montanari, Rettore Università per Stranieri di Siena)

La metafora della finestra aperta di Leon Battista Alberti. Cosa possono fare i giovani per cambiare il mondo del lavoro evitando il rischio di contemplare un’Italia bella ma inutile

La metafora albertiana della pittura come «finestra aperta sul mondo» ci ricorda che l’arte è una forma di conoscenza, un mezzo per mettere in relazione ciò che è dentro di noi con il mondo esterno.

Non uno strumento di dominio, o di sfruttamento: ma, appunto, di relazione. Oggi, il mito del Rinascimento rischia di rovesciare questo rapporto, trasformandoci in organizzatori di uno sfruttamento intensivo che trasforma la Toscana in una fiction per facoltosi consumatori stranieri.

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La sfida è quella di puntare invece a coltivare la relazione tra residenti, paesaggio, patrimonio storico artistico: non elaborando ancora storytelling, ma immaginando politiche sociali innovative e più inclusive che permettano di recuperare una qualità della democrazia (e dunque della vita collettiva) che accolga nuovi toscani provenienti dalle migrazioni, in una società che si faccia sempre più multiculturale. O il mondo entra da quella finestra, o la finestra si trasformerà definitivamente in cartolina.

Di Tomaso Montanari, Rettore Università per Stranieri di Siena
(Riproduzione riservata)

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