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16/11/2023

Managers e Governo: le traiettorie per costruire un'Italia competitiva

(Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager)

Assemblea di Federmanager a Roma alla presenza dei vertici del Governo. Cuzzilla: "Il tenore delle sfide ci impone di riconoscere e premiare la competenza: investire sullo skill mismatch". Meloni: "Fondamentale la riduzione del divario economico, sociale e infrastrutturale tra Nord e Sud". Tajani: "L'Italia è in grado di evitare una recessione grazie alla sua resilienza economica"

Nel cuore di una crisi geopolitica che rivela le vulnerabilità delle relazioni internazionali, economiche e politiche, l'Assemblea annuale di Federmanager 2023 ha posto in primo piano, "A gran voce", l'ambizione di risollevare l'industria italiana basandosi sul valore della competenza per costruire un'Italia competitiva.

Il presidente di Federmanager, Stefano Cuzzilla, ha enfatizzato l'importanza di rinnovare la strategia di politica industriale, promuovere l'innovazione e la conoscenza, favorendo la crescita delle imprese e il rientro delle produzioni strategiche.

Temi cruciali, come demografia, transizione ecologica, intelligenza artificiale, skill mismatch e sostenibilità finanziaria, sono stati al centro dell'Assemblea, che ha visto la partecipazione di importanti esponenti del Governo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed i ministri Antonio Tajani, Matteo Salvini, Adolfo Urso, Luca Ciriani, Paolo Zangrillo, e Andrea Abodi.

Il primo paradosso affrontato è quello della competenza, evidenziato da Cuzzilla: "Il tenore delle sfide ci impone di riconoscere e premiare la competenza".

In un contesto in cui 6 milioni di italiani hanno lasciato il paese all'inizio dell'anno, è cruciale invertire il trend degli investimenti pubblici nell'istruzione e valorizzare i talenti attraverso programmi di scale-up delle competenze.

La questione delle retribuzioni è al centro, con Cuzzilla sottolineando la necessità di stipendi più alti come chiave per trattenere i talenti in Italia.

Lavorare per lo skill mismatch

Lo "skill mismatch" emerge come un altro paradosso critico. Nonostante l'aumento di oltre 500mila posti di lavoro, imprese e manager faticano a trovare le competenze necessarie, con il 75% dichiarando difficoltà nell'individuare le caratteristiche manageriali essenziali. Il rimedio suggerito è un sistema di politiche attive che combini formazione mirata e strumenti efficaci per l'incrocio tra domanda e offerta.

Nuove tecnologie e sostenibilità

Il Presidente ha anche affrontato il paradosso delle nuove tecnologie, in particolare l'intelligenza artificiale. Sebbene il suo impatto sia evidente, solo l'1,5% delle piccole imprese e il 12% di quelle più grandi in Italia l'hanno adottata. Cuzzilla sottolinea la necessità di incentivi all'investimento in capitale umano e la cooperazione internazionale per affrontare le sfide legate all'IA.

L'ultimo paradosso riguarda la transizione sostenibile, in cui l'Italia si posiziona come leader nell'economia circolare. Nonostante il successo complessivo, molte piccole imprese faticano a innovare a causa della mancanza di professionalità specifiche. Cuzzilla chiude indicando la necessità di ridurre il carico normativo, investire in asset strategici, e riconsiderare la posizione dell'Italia nel Mediterraneo come porta d'Europa.

In conclusione, Cuzzilla ha delineato chiaramente le priorità per rinnovare la politica industriale, evidenziando la necessità di un impegno collettivo per superare i paradossi e costruire un futuro prospero per l'Italia.

Meloni: la rivoluzione del merito è in atto

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha evidenziato gli sforzi del governo per superare le rigidità del sistema italiano, puntando su un fisco più amico e su una burocrazia alleata di chi crea ricchezza e occupazione. Gli investimenti in infrastrutture, ricerca e innovazione sono parte integrante di questa strategia.

La premier ha anche enfatizzato la necessità di garantire pari condizioni con le imprese straniere, sia in termini di regole lavorative che fiscali e produttive. Per Meloni, il dumping salariale, fiscale e ambientale crea un muro chiamato "concorrenza sleale", limitando la competitività di coloro che ne sono vittime.

Un altro punto cruciale nel discorso di Meloni è la riduzione del divario economico, sociale e infrastrutturale tra Nord e Sud. Il governo ha stanziato un miliardo e 800 milioni di euro per il credito d'imposta alle imprese che investono nella nuova Zes unica, un'iniziativa volta a promuovere la crescita del Sud e, di conseguenza, dell'intero Paese.

La competenza e il merito per Meloni sono "due valori aggiunti per la nostra Nazione". La premieri ha poi ha sottolineato la volontà del governo di porre fine a un'epoca in cui la competenza non veniva valorizzata.

La "rivoluzione del merito" è stata indicata come un cambiamento fondamentale, con il governo che ha avviato azioni concrete, in particolare nel settore dell'istruzione e degli investimenti nelle competenze.

"Lo Stato deve garantire a tutti le stesse possibilità nel punto di partenza, ma spetta al singolo dimostrare quanto vale. È quella che ci piace chiamare 'rivoluzione del merito', un cambiamento di cui abbiamo gettato le basi in questo primo anno di governo e che sarà la nostra bussola, a partire dalla scuola e dall'investimento nelle competenze", ha aggiunto.

La premier ha concluso sottolineando l'importanza del capitale umano come il patrimonio più prezioso dell'Italia e annunciando misure concrete per affrontare il problema del disallineamento delle competenze, investendo in politiche attive del lavoro e in una formazione al passo coi tempi.

Le parole dei Ministri

Il viceoremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato l'importanza cruciale dell'internazionalizzazione delle imprese italiane. In un contesto in cui il panorama economico e industriale è in costante evoluzione, Tajani ha evidenziato la necessità di manager sempre più qualificati per affrontare sfide emergenti.

"Abbiamo bisogno di manager che siano in grado di confrontarsi con l'intelligenza artificiale, con le biotecnologie, con un mondo economico e un'industria in continua trasformazione", ha affermato Tajani.

Questa affermazione sottolinea la rapida evoluzione delle tecnologie e delle dinamiche industriali, richiedendo una leadership manageriale capace di adattarsi e innovare.

Tajani ha altresì evidenziato l'importanza di estendere questa competenza anche alla pubblica amministrazione, considerandola un elemento chiave per il progresso del Paese.

"Ridurre la burocrazia, favorire la crescita economica del Paese", ha dichiarato Tajani, riaffermando la necessità di riforme strutturali per migliorare l'efficienza e la competitività dell'amministrazione pubblica.

Durante il suo intervento, il vicepremier ha sottolineato la sua posizione a favore della privatizzazione come strumento per modernizzare l'Italia. "Io non sono per lo 'Stato imprenditore'. Il governo deve assecondare e fare delle buone regole, ma serve meno Stato e più impresa nell'economia", ha dichiarato Tajani. Questa prospettiva riflette la convinzione che un aumento delle privatizzazioni contribuirà alla modernizzazione del Paese.

In linea con questo, Tajani ha enfatizzato l'importanza della competitività come strumento principale per la crescita economica. Nonostante le sfide esterne, come le tensioni ai confini, Tajani ha sottolineato che l'Italia è in grado di evitare una recessione grazie alla sua resilienza economica.

Il Ministro degli Esteri ha anche sollecitato una "rivoluzione burocratica" per migliorare l'ambiente degli affari in Italia.

"Basta timbri, carte", ha dichiarato Tajani, evidenziando la necessità di semplificare le procedure burocratiche che possono scoraggiare gli investimenti. Ha avvertito che senza una simile riforma, si rischia di perdere in competitività e di assistere a una fuga di manager verso l'estero.

L'altro vicepremier Matteo Salvini ha condiviso la sua fiducia nei confronti dei manager, imprenditori e sindaci, affermando la necessità di una profonda riforma della giustizia. Ha anche sollevato il tema dei teti agli stipendi nella pubblica amministrazione, sottolineando che il talento va adeguatamente compensato.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha criticato il fatto che i manager pensionati siano spesso trascurati, definendo assurda l'idea che non possano essere utilizzati se non a titolo gratuito. Questo, secondo Salvini, priva la pubblica amministrazione di risorse preziose.

Infine, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito il sostegno del governo alla figura del manager, indicandola come un elemento cruciale per il sistema produttivo italiano. Urso ha evidenziato la necessità di fornire competenze adeguate e ha sottolineato il ruolo chiave dei manager nell'affrontare le sfide globali.

Redazione Cuoreeconomico
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