Manenti (Confcommercio Sicilia): “Infrastrutture inadeguate penalizzano la crescita di una regione con grandi risorse”

(Gianluca Manenti, presidente di Confcommercio Sicilia)
Il presidente della Confcommercio siciliana a CUOREECONOMICO: “Il turismo fa da traino, ma abbiamo tanto altro. La Zes unica lascia perplessi tanti imprenditori del territorio ed i ritardi nell’attuazione del Pnrr minano la fiducia. Così non si può spiccare il volo”
Il mondo del commercio, del turismo e dei servizi siciliano e la situazione politico-economica dell’Italia. Un quadro complesso, che gli ultimi recenti avvenimenti rischiano di aggravare.
CUOREECONOMICO fa il punto e disegna gli scenari futuri con Gianluca Manenti, presidente di Confcommercio Sicilia, che sottolinea: “La nostra è una regione piena di risorse, ma non siamo capaci di valorizzarle. Abbiamo bisogno di imparare da chi fa meglio”
Come arriva il mondo del commercio, turismo e servizi siciliano a questo punto dell'anno e quali sono le prospettive?
“La nostra isola si è confermata tra le mete preferite per l’estate 2023. E tutto ciò nonostante la crisi economica, i venti di guerra, l’innalzamento dei costi, l’emergenza aeroporti, in particolare quella che ha riguardato Fontanarossa.
La Sicilia è tornata ai numeri precedenti la pandemia. Città d’arte e borghi sono stati presi d’assalto dai turisti durante il periodo estivo; alberghi e bed and breakfast stracolmi.
Palermo e Catania sono risultate tra le prime dieci mete preferite dai turisti italiani e stranieri, con un boom di prenotazioni, secondo una ricerca di eDreams, una delle più importanti agenzie di viaggio online del mondo.
Che la Sicilia sia tra le Regioni italiane più gettonate, lo conferma anche una indagine del Centro studi e ricerche per il Mezzogiorno. I flussi turistici complessivi in Sicilia per il 2023 potrebbero avvicinarsi ai numeri del 2019, anno precedente alla crisi pandemica.
Potremmo toccare i 15 milioni di presenze, eguagliando, dunque, il record di visitatori raggiunto nel 2019. Secondo il report, il settore alberghiero e quello della ristorazione puntano a un fatturato di oltre quattro miliardi di euro, il 99 per cento rispetto al 2019, mentre il valore aggiunto del settore turistico sfiorerebbe i cinque miliardi, il 95 per cento rispetto al periodo prepandemico.
Inutile dire che si registrano ricadute importanti anche per il mondo del commercio e per quello dei servizi. Il turismo, con qualche defaillance registratasi nei mesi di luglio e agosto a causa dell’incendio all’aeroporto di Catania, si riscopre motore trainante dell’economia isolana post Covid.
Ed è per questo che, come Confcommercio Sicilia, stiamo puntando molto sull’asse con Malta, grazie a una intesa, che formalizzeremo a breve, con la Mediterranean tourism fondation per mettere a sistema le risorse delle due realtà”.
Il paniere dei cittadini diventa sempre più piccolo e sempre più caro: quanto vi preoccupa il nuovo rialzo dei tassi e quanto avete fiducia nel nuovo paniere salva-spesa?
“L’accordo può rappresentare un’arma in più per cercare di frenare l’inflazione. Ma non basta. Le famiglie hanno bisogno di riacquistare fiducia. E perché possano puntare, di nuovo, sui consumi è fondamentale ridare loro speranza.
E, al momento, con la benzina che vola spesso sopra i due euro al litro non mi pare sia possibile parlare in questi termini. Il rialzo dei tassi è da inquadrare in questo contesto complessivo.
Se non ci saranno segnali evidenti, tutti i provvedimenti e le misure pensate e attuate serviranno a ben poco. Perché non stimoleranno la spesa delle famiglie. Ci vuole una iniezione di fiducia che, al momento, manca”.
Qual è la vostra posizione sul dl sud in generale ed anche sulla volontà del governo di unificare le Zes?
Siamo preoccupati che la nuova Zes unica per il Mezzogiorno, prevista dal decreto Sud approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 7 settembre, possa rivelarsi un boomerang per le nostre imprese.
Abbiamo raccolto le perplessità di numerosi imprenditori che temono, pur condividendo lo spirito di sburocratizzazione che anima l'intenzione del Governo, di rimanere impelagati nel groviglio delle procedure di autorizzazione di nuove attività.
Una eccessiva centralizzazione dei procedimenti e il pericolo concreto di sovrapposizioni e conflitti di competenze con gli enti locali può determinare un concreto rischio e cioè che lo sportello unico nazionale della Zes possa soccombere sotto il peso di migliaia di procedimenti da gestire contemporaneamente, avendo competenza sull'intero Mezzogiorno.
Vi preoccupano i ritardi e la rimodulazione del Pnrr, in particolare sulle questioni inerenti il Sud?
“Altra vicenda non ancora ben chiara. Aspettiamo notizie più certe. Ma è evidente che i rumors non incoraggiano a ben sperare. Ritorniamo al ragionamento di prima. Senza una adeguata iniezione di fiducia, le performance incoraggianti di questi otto-nove mesi dell’anno rischiano di naufragare miseramente. E sarebbe davvero un peccato”.
La Sicilia è una regione ricca di risorse e di eccellenze. Cosa manca ancora per spiccare il volo?
“E’ il cane che si morde la coda. Da sempre diciamo le stesse cose. Ma non riusciamo a venire fuori dagli errori ripetuti. Abbiamo una priorità: poter contare su una rete infrastrutturale all’altezza della situazione.
E, invece, ancora oggi, l’autostrada Catania-Palermo conta 24 interruzioni per non parlare del sistema ferroviario che non copre adeguatamente tutta l’isola. E’ vero, abbiamo risorse in abbondanza. Ma non siamo capaci di valorizzarle. Abbiamo la necessità di imparare da chi fa meglio.
E, soprattutto, di vincere le scommesse dell’immediato futuro. Ma se continuiamo a reiterare gli stessi sbagli, sarà come avere a che fare con un mortificante loop. E, quindi, non ne riusciremo ad uscire”.
Di Emanuele Lombardini
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