Manovra, Upb striglia il Governo: "Non guarda a crescita, Pnrr chiave ma bisogna accelerare"

(Lilia Cavallari, presidente Ufficio parlamentare di bilancio)
L'ufficio parlamentare di bilancio critica la Manovra: "Interventi temporanei e frammentati. Il Pnrr fornirebbe uno stimolo all'attività economica che, se pur appena inferiori rispetto a quello prefigurato dal Mef, è determinante per lo sviluppo nel prossimo biennio, ma si sta andando troppo piano". Giudizio negativo anche su sanità e pensioni
"Il Pnrr ha un ruolo centrale per il sostegno dell'economia e la sua attuazione non può ammettere rinvii. Secondo stime dell'Ufficio Parlamentare di bilancio (Upb), il pieno avanzamento dei progetti del Pnrr fornirebbe uno stimolo all'attività economica che, se pur appena inferiori rispetto a quello prefigurato dal Mef, è determinante per lo sviluppo nel prossimo biennio".
Lo ha detto la presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio Lilia Cavallari in audizione sulla manovra alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. Nel 2024, ha evidenziato, la spinta è di "8 decimi di punto".
"Nel 2026, anno in cui si dovrebbe completare il programma europeo Rrf, le stime dell'Upb indicano che il Pnrr dovrebbe spingere il livello del Pil tra i 2,3 e i 2,6 punti percentuali rispetto allo scenario in assenza del Piano.
Affinché tale risultato sia raggiunto - ha puntualizzato - occorre avanzare speditamente con l'attuazione degli interventi", cosa che come ha spiegato la Corte dei Conti, non sta avvenendo.
Le critiche più forti
Ma dall'ufficio arriva una critica generale anche alle misure proposte. La manovra viene definita "miope, “improntata a un’ottica di breve periodo, con interventi temporanei e frammentati".
Secondo l'organismo indipendente, in particolare non c'è alcun "potenziamento strutturale” del servizio sanitario nazionale: anzi, il finanziamento per il 2024 “potrebbe non coprire integralmente le spese.
E sulle pensioni "sono riproposti i canali temporanei di pensionamento con requisiti ridotti rispetto agli ordinari, ma a condizioni più stringenti.
Contemporaneamente, si introducono norme che incideranno strutturalmente sull’evoluzione della spesa pensionistica con effetti di consolidamento a medio-lungo termine come ad esempio il ricalcolo della quota retributiva delle pensioni degli iscritti ad alcune Casse di lavoratori pubblici".
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L'analisi generale su cuneo e Irpef
L'effetto del taglio del cuneo e dell'Irpef a tre aliquote "è più consistente sugli operai, con un vantaggio medio della categoria del 3,4 percento dell'imponibile, seguiti dagli impiegati con un più contenuto 1,9%.
Per i pensionati, l'incidenza del beneficio e il beneficio assoluto risultano inferiori a quelli di operai e impiegati. La decontribuzione premia sempre, in rapporto al reddito, in modo particolare i più giovani, soprattutto entro i 35 anni".
Lo ha detto la presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio Lilia Cavallari in audizione sulla manovra alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato.
"Dalle analisi Upb, l'intervento sull'Irpef risulta sostanzialmente neutrale dal punto di vista della redistribuzione. Includendo anche la decontribuzione, l'impatto diventa progressivo", ha spiegato.
"Per le lavoratrici con figli è prevista una riduzione di contributi di circa 1,5 miliardi, per poco più della metà (790 milioni) dovuti alla decontribuzione generalizzata rivolta a lavoratori con retribuzioni inferiori a 35.000 euro e per la restante parte alla misura specifica, che risulta per circa il 57 percento a vantaggio delle lavoratrici con meno di 35.000 euro e per il restante 43% è destinato a lavoratrici con retribuzioni superiori", ha aggiunto.
Redazione Cuoreeconomico
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